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Abigor - Nachthymnen (From the Twilight Kingdom)
24/02/2018
( 1083 letture )
Gli austriaci Abigor arrivano nel 1995 alla seconda prova sulla lunga distanza con un bagaglio di esperienza già importante, nonché idee musicali e sound definiti e personali. Nella loro discografia, infatti, oltre a numerosi demo, figurava anche il celebre split Creation of a Dark Age, simbolo di quel movimento chiamato Austrian Black Metal Syndicate di cui gli stessi Abigor facevano parte insieme a Pazuzu, Summoning e Cromm, oltre a Trifixion e Golden Dawn. Movimento nato con scopi differenti dai più o meno contemporanei circoli black metal dell'Inner Circle in Norvegia e delle Legions Noires in Francia, condividendo con essi solo l'attitudine underground e le idee pagane e sataniche. Per il resto, l'Austrian Black Metal Syndicate non ebbe la stessa esposizione (anche mediatica) di cui godettero i succitati movimenti (soprattutto l'Inner Circle): si trattava in effetti semplicemente di una scena composta da gruppi che suonavano lo stesso genere e che spesso si “imprestavano” membri vicendevolmente.
E infatti, nel 1994, a unirsi a P.K. e T.T. nelle fila degli Abigor in veste di vocalist è nientemeno che Silenius, membro dei Summoning che in quegli anni stavano lavorando al loro debutto Lugburz. I due gruppi in effetti sono uniti da una certa passione per atmosfere sulfuree, epiche ed arcane, ma gli Abigor si differenziano per un approccio più diretto e quindi per certi versi più classico ed ortodosso. Questa attitudine si confermò nel debutto Verwüstung - Invoke the Dark Age e si consacrò con il successivo Nachthymnen (From the Twilight Kingdom), che ne è la naturale evoluzione.

Nachthymnen, infatti, non solo conferma quanto di buono già mostrato nel debutto, ma ne smussa anche le imperfezioni: in primis la produzione, che in questa sede è più fredda e pulita, pur senza perdere la patina raw necessaria, con l'unica pecca dell'assenza quasi totale del basso. Anche la voce di Silenius è migliorata e adesso il suo screaming acuto e disperato è gestito meglio, con un timbro perfezionato. Si confermano inoltre le prove eccellenti degli altri due membri, che gestiscono con fluidità tutta la strumentazione, dando prova di un'abilità e un talento assolutamente non indifferenti.
Unleashed Axe-Age è il biglietto da visita per questo viaggio oscuro: ad accoglierci è il suono solenne e cupo delle tastiere, che fanno da preludio ad un assalto black metal in piena regola, impreziosito da echi medievali di timpani e fiati che ricorreranno un po' in tutto l'album e lo permeeranno di un'atmosfera arcana. Nel booklet del disco, il testo della canzone è introdotto da una frase perentoria: “This vision should not be seen as a part of the upcoming Viking trend”, a voler specificare al di là di ogni possibile dubbio la lontananza da qualsiasi voglia, moda o tendenza.
Scars In the Landscape of God introduce anche la celestiale voce dell’ospite Elisabeth Toriser, che crea un fantastico effetto contrasto con le urla tormentate. In Reborn Through the Gates of Three Moons, così come nell'ottima closer A Frozen Soul In a Wintershadow vengono unite al tessuto sonoro anche le chitarre acustiche: l'effetto, soprattutto con il sapiente aiuto delle tastiere, mai invadenti, è perfetto, quasi sognante. Da questi elementi si può facilmente intuire da chi abbiano preso ispirazione progetti come Godkiller, tanto per citare uno dei più famosi. Alla feroce The Dark Kiss il compito di mettere in musica i versi scritti dalla penna di un personaggio tanto celebre quanto controverso quale Hendrik Mobus dei tedeschi Absurd, mentre tra le liriche di I Face the Eternal Winter si scorge una vena tipicamente scandinava (Immortal in primis):

The fullmoon is glowing
Snow falls from the sky
I feel the eternal winter
Holocaust winds are rising
Like a dark northern breeze
My cryptic journey has just begun


Con Nachthymnen (From the Twilight Kingdom) ci troviamo dunque davanti non solo ad un album già maturo e personale, ma probabilmente anche davanti all'apice artistico del gruppo austriaco, per quanto anche il precedente Verwüstung, nonché dischi successivi come Opus IV e Channeling the Quintessence of Satan siano lavori di pregevole fattura. In questo full-length, però, si raggiunge l'equilibrio perfetto tra violenza e introspezione, tra aggressività ed atmosfera, un connubio diventato marchio di fabbrica degli Abigor, grazie al quale hanno condotto una carriera di livello assoluto fino a giorni nostri.



VOTO RECENSORE
85
VOTO LETTORI
92.5 su 4 voti [ VOTA]
Aceshigh
Mercoledì 2 Maggio 2018, 10.06.36
16
Uno dei tanti bellissimi album black usciti in quei magici anni... Qui il gruppo era probabilmente all'apice della creatività (a me non dispiace comunque anche quello che hanno fatto dopo), sempre nel 95 qualche mese prima avevano pubblicato anche il mini Orkblut, contenente la suite Storming Onwards on Pagan Paths, notevole anche quello (le due release tra l'altro dovrebbero essere state ristampate insieme su un unico cd). Voto 88
kroky78
Martedì 27 Febbraio 2018, 11.59.48
15
Questo l'ho un po' trascurato in favore di Verwüstung / Invoke the Dark Age. L'occasione è buona per riprenderlo in mano!
OathBound
Lunedì 26 Febbraio 2018, 22.13.51
14
Gran bell'album, come il precedente. Spettacolari i due dischi dei Pazuzu... gemme dimenticate...
Luca
Lunedì 26 Febbraio 2018, 16.57.34
13
Immortale
Punto Omega
Lunedì 26 Febbraio 2018, 13.22.48
12
Mah, secondo me anche Channelizing the Quintessence of Satan e Supreme Immortal Art sono due buoni dischi. Da Satanized in poi si sono un pò persi, producendo anche dischi dignitosi, senza però fare nessun lavoro eccezionale come agli esordi.
sorhin
Lunedì 26 Febbraio 2018, 9.19.26
11
Il punto più alto della carriera degli Abigor. Veramente un peccato che dopo, Opus IV a parte, abbiano sempre sfornato album piatti e noiosi.
thrash1969
Domenica 25 Febbraio 2018, 23.29.55
10
Veramente un gran bel disco....sentito e risentito più volte
ObscureSolstice
Domenica 25 Febbraio 2018, 16.14.10
9
Band nota nel genere black, i primi sono classici...facente parte di quel filone influenzato dall'uso di tastiere tra le più importanti tra cui Emperor, Satyricon, Dimmu Borgir, Cradle of Filth...ottime melodie e atmosfere evocative. Creatura del cantante Silenius dei Summoning, bravo il batterista e la presenza ospite in questo disco la voce femminile di Elisabeth Toriser dei Dargaard band del primo singer degli Abigor dei primi demo dal 93 al 94. Da avere!
Kappa
Domenica 25 Febbraio 2018, 10.00.26
8
All'epoca lo consumai al pari degli altri capolavori del genere che tutti conosciamo. Disco davvero bello, personale, di grande feeling. Band superiore, anche alla luce di come si è poi evoluta, che può piacere o meno, ma che ha dimostrato di essere davvero geniale.
Zess
Sabato 24 Febbraio 2018, 17.26.40
7
Capolavoro.
Punto Omega
Sabato 24 Febbraio 2018, 16.16.47
6
Fra i dischi più belli del black metal. Peccato che la produzione attuale della band non sia minimamente paragonabile a quella passata. I primi cinque (con questo che è l'apice del loro lavoro) sono ottimi dischi, sicuramente vanno riscoperti.
lisablack
Sabato 24 Febbraio 2018, 15.16.34
5
Storia del black metal negli anni d'oro del genere. Alla pari con i colleghi scandinavi, band spesso dimenticata..
paolo
Sabato 24 Febbraio 2018, 13.17.09
4
Bellissimo! Per me sono sempre stati un gruppo fenomenale e con Leytmotif Luzifer si erano superati.
enry
Sabato 24 Febbraio 2018, 12.34.05
3
Quoto Doom, ottimi i primi lavori, dischi cult. Dei gruppi citati bello anche il debut dei Pazuzu e quello folle dei Golden Dawn, che però non si sono mai più ripetuti su quei livelli.
Pacino
Sabato 24 Febbraio 2018, 12.33.35
2
Capolavoro. Voto 96
Doomale
Sabato 24 Febbraio 2018, 11.14.34
1
E sì anche l'Austria cosi come nel Death anche nel Black aveva i suoi gruppi poi divenuti culto. E' il caso degli Abigor che con i primi due album si affiancarono ad altri maggiori in quegli anni li...per poi come gli altri (ma non tutti) venir risucchiati nel vortice nero per poi sparire. Questo per me se la gioca con l'esordio Verwustung, anche se gli e' superiore. Un gioiellino notturno
INFORMAZIONI
1995
Napalm Records
Black
Tracklist
1. Unleashed Axe-Age
2. Scars In the Landscape of God
3. Reborn Through the Gates of Three Moons
4. Dornen
5. As Astral Images Darken Reality
6. The Dark Kiss
7. I Face the Eternal Winter
8. Revealed Secrets of the Whispering Moon
9. A Frozen Soul in a Wintershadow
Line Up
Silenius (Voce)
P.K. (Chitarra, Tastiera)
T.T. (Chitarra, Batteria)

Musicisti Ospiti
Elisabeth Toriser (Voce)
 
RECENSIONI
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