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Magnum - Lost on the Road to Eternity
25/02/2018
( 1242 letture )
40 anni dopo Kingdom of Madness, primo capitolo di una storia apparentemente infinita, i Magnum non sembrano essere paghi. Bob Catley e Tony Clarkin continuano imperterriti il loro viaggio melodic rock che nel corso degli anni li ha resi celebri anche fuori dai confini britannici. Il titolo inequivocabile del nuovo lavoro, Lost on the Road to Eternity, in realtà almeno musicalmente non rispecchia la proposta contenuta all'interno di esso. Non è un album partorito da un gruppo smarrito, né tantomeno un prodotto confezionato (il classico "compitino" di una band ormai affermata che non ha più nulla da dimostrare). È piuttosto un lavoro dagli intenti abbastanza chiari, seppur complesso e decisamente lungo: il più lungo della loro carriera, quasi 67 minuti per una media di più di 6 minuti a canzone, senza contare le 4 tracce bonus live appartenenti a Sacred Blood Divine Lies e contenute nel secondo CD. Come da copione la proposta non è un AOR fine a se stesso; spunti di gran classe sono disseminati ovunque, merito anche dell'eccellente lavoro del nuovo tastierista Rick Benton, il quale ha il non facile compito di sostituire l'uscente Mark Stanway, presente nella band sin dal lontano 1980. L'esperienza dei musicisti nella costruzione di brani elaborati si fa sentire tutta, in particolare la prima parte del platter possiede un livello esecutivo e compositivo elevato. Durante il percorso tracciato dalla band di Birmingham, al sofisticato AOR si fondono spunti progressive ed episodi dai tratti operistici, orchestrali (vedi proprio Lost on the Road to Eternity e King of the World).

L'avvio sulle note di Peaches and Cream su di un tappeto sonoro a base di organo hammond in pieno stile Deep Purple non è pienamente convincente, poiché risulta arioso ma allo stesso tempo statico; di ben altro spessore la successiva Show Me Your Hands: un brano raffinato che riesce a proporsi delicatamente sulle strofe per poi diventare caldo e coinvolgente sul ritornello. Lo stacco a metà del pezzo tra suoni tribali, velature prog donate dal synth e refrain elettrici di chitarra è un momento magico. Storm Baby ha due facce: le strofe melodiose e strappalacrime fanno da contraltare ad un chorus lungo che lascia il segno, dai tratti rock leggermente rabbiosi in linea con l'assolo svogliato di Clarkin. La canzone più lunga del lotto, Welcome to the Cosmic Cabaret - oltre ad evidenziare l'ottima prova sporca del singer, da rocker consumato - dona delle fasi di stanca veramente interessanti nelle quali emerge l'estro, la capacità dei Magnum di creare atmosfere progressive fantastiche. In conclusione vi è una fase rilassante della quale sinceramente si sentiva il bisogno. La titletrack, vista la presenza annunciata di Tobias Sammet, era uno degli episodi più attesi dell'album e non delude le aspettative. Sulla struttura classica, la melodiosa intro del piano, le aperture degli archi si sente lo zampino del leader degli Edguy, il quale delizia con una prova vocale carismatica, ma c'è anche tanto della band inglese sulle parti strumentali di questo capitolo degno di una rock opera. Without Love si candida come song di punta per i live della band nel 2018, rimembrante momenti arena rock e brani pomp rock degli 80 con un ritornello splendido quanto inaspettato da far cantare a squarciagola al pubblico. Da qui in poi si assiste ad un calo di idee che va ad inficiare la qualità del songwriting, anche se in fin dei conti ci troviamo sempre di fronte a brani composti da Tony Clarkin, quindi irraggiungibili per la maggior parte dei gruppi operanti nel settore. Tell Me What You've Got to Say con le sue atmosfere fiabesche è la song maggiormente legata al mondo fantasy incorniciato dalla copertina dello storico disegnatore Rodney Matthews; mentre Ya Wanna Be Someone è fin troppo di facile presa, per di più i coretti onnipresenti (tendenza riscontrabile su tutto l'LP) non esaltano. Nonostante le strofe di Forbidden Masquerade siano estremamente pacate grazie alla delicatezza che solo i tasti d'avorio sanno donare e alla prova maiuscola dietro le pelli di Lee Morris, la canzone lascia qualche perplessità. Uno scetticismo correlato ad una fase di rallentamento nel cuore del pezzo sostenuta prima da echi simil canti gregoriani e successivamente dall'istantaneo (quanto fuori luogo) assolo blues di chitarra. La classica ballad Glory to Ashes è una prova di stile del singer, ma si percepisce la poca inventiva, perciò i musicisti sono costretti a cavarsela con mestiere. Infine l'operistica King of the World spazza via tutti i dubbi sopraggiunti: ricercata, melodrammatica, cupa, in una semplice parola magnifica. Strumentalmente elaborata e ricca di cambi di tempo è da sottolineare la cavalcata dopo i primi 3 minuti col susseguirsi incalzante dei refrain e l'accelerata sui 5 minuti che tiene col fiato sospeso fino all'esondante finale

Il messaggio più positivo proveniente dal ventesimo album in studio dei Magnum è la rediviva volontà di stupire. Tony Clarkin non ha perso la vena compositiva e con Lost on the Road to Eternity ha aggiunto qualche altro piccolo gioiello alla sua ampia collezione; le incantevoli doti interpretative di Bob Catley e il pieno appoggio di Rick Benton hanno fatto il resto. Un riconoscimento a parte lo merita Tobias Sammet, il quale sulla titletrack si è calato perfettamente nella parte dello special guest, ricambiando il favore ad un Catley che in più di un'occasione si è prodigato nel progetto Avantasia. Un gesto che peraltro è valso ai Magnum la scalata delle classifiche tedesche, difatti per la prima volta la band è entrata nella Top 10 teutonica.



VOTO RECENSORE
78
VOTO LETTORI
91.25 su 4 voti [ VOTA]
warrior63
Mercoledì 7 Marzo 2018, 23.14.12
12
visto che non lo fa nessuno...che dire dalla copertinaa? altro capolavoro di Rodney Matthews!!!!!taaaanta roba!!
jaw
Sabato 3 Marzo 2018, 23.34.10
11
L album e' buono, la band immensa, mi sembra dopo pochi ascolti inferiore al precedente. Per me il disco classic metal deve arrivare ed ha un chitarrista di nome Michael, attendo
LORIN
Venerdì 2 Marzo 2018, 14.26.56
10
Tutti belli i loro dischi e anche questo lo è, anzi forse anche qualcosina di più che "bello" : immensi!
JC
Lunedì 26 Febbraio 2018, 21.01.35
9
Molto buono. Non un capolavoro, ma molto buono.
HeroOfSand_14
Lunedì 26 Febbraio 2018, 18.10.04
8
Non sono un ascoltatore che ama alla follia la proposta musicale dei Magnum (conoscevo solo On a Storyteller's Night, per dire, che non mi fa impazzire ma che comunque apprezzo molto) ma questo Lost On The Road To Eternity è un gran bel dischetto. Sono presenti passaggi e brani interi che trovo ottimi, come i primi due (con melodie che non mi lasciano più), Storm Baby (riffone devastante, se non fosse che sembra di sentire Smoke on the Water..sbaglio?) o la titletrack e King Of The World. Io trovo azzeccato e molto bello il duetto con Tobias anche se avrei osato di più nelle sue linee vocali. Bob invece, che ho avuto l'onore di vedere due volte dal vivo con gli Avantasia, ha sempre una voce emozionante e profonda come poche. Insomma, disco che merita per la classe con cui è stato composto
InvictuSteele
Lunedì 26 Febbraio 2018, 0.39.39
7
Tra le mie band preferite, da sempre sottovalutate ma semplicemente unici. Anche stavolta si confermano i più grandi al mondo in ambito aor epico. Gli aggettivi per definirli li ho terminati da tempo. Immensi. Voto 80
Andrew Lloyd
Lunedì 26 Febbraio 2018, 0.00.38
6
Sempre amati. Una band che suona col Cuore e fa bene al Cuore.
Lizard
Domenica 25 Febbraio 2018, 21.42.05
5
@MG: forse non segui il sito con assiduità o sapresti che la rotazione dei recensori è tutt'altro che una casualità legata ad una band. Purtroppo anche la relativa non tempestività della pubblicazione è tutt'altro che legata ai Magnum. Magari prima di sparare a zero sarebbe meglio conoscere la situazione.
MG
Domenica 25 Febbraio 2018, 21.36.54
4
Dire poi che questo è AOR, è sminuire i Magnum. Il fatto che cambi sempre il recensore per questa band fa preoccupare e mostra una preparazione parziale e superficiale sull'argomento.
MG
Domenica 25 Febbraio 2018, 21.32.05
3
Così come ieri, ancora oggi troppo sottovalutati. Anche in questo sito. Il fatto che la rece sia stata pubblicata tardivamente fa riflettere.
d.r.i.
Domenica 25 Febbraio 2018, 20.06.16
2
Grande band, dei veri fuoriclasse
warrior63
Domenica 25 Febbraio 2018, 19.42.10
1
Un album magnifico. In attesa di vederli a aprile a Milano. ...mi consumo il cd....x non rovinare il vinile! !! Ragazzi dategli un ascolto non ve ne pentirete
INFORMAZIONI
2018
SPV/Steamhammer
AOR
Tracklist
CD 1
1. Peaches and Cream
2. Show Me Your Hands
3. Storm Baby
4. Welcome to the Cosmic Cabaret
5. Lost on the Road to Eternity
6. Without Love
7. Tell Me What You've Got to Say
8. Ya Wanna Be Someone
9. Forbidden Masquerade
10. Glory to Ashes
11. King of the World

CD 2 (bonus live CD)
1. Sacred Blood – Divine Lies
2. Crazy Old Mothers
3. Your Dreams Won't Die
4. Twelve Men Wise and Just
Line Up
Bob Catley (Voce)
Tony Clarkin (Chitarra)
Rick Benton (Tastiere)
Al Barrow (Basso)
Lee Morris (Batteria)

Musicisti Ospiti
Tobias Sammet (Voce nella traccia 5)
 
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