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Creedence Clearwater Revival - Pendulum
25/02/2018
( 1053 letture )
Uscito il 7 Settembre del 1970, Pendulum, nonostante contenga un successo internazionale come Have You Ever Seen the Rain? è ancora oggi considerato da alcuni solo un album di secondo piano dei Creedence Clearwater Revival. Schiacciato dal successo "tradizionale" del precedente Cosmo's Factory e da un cambio di stile che venne vissuto come una specie di tradimento, il disco in questione è anche l'ultimo a vedere la presenza in formazione di Tom Fogerty, anima equilibratrice della band schiacciata dalla personalità del fratello John, poi tragicamente deceduto di AIDS nel 1990. Ciò nonostante, pur non essendo sicuramente il capolavoro del gruppo, Pendulum era e resta molto migliore di quanto la critica dei primi anni 70 fu disposta ad ammettere.

Caratterizzato da una gestazione in studio più lunga del solito, da una presenza molto minore del blues-rock in quanto tale, ma arricchito da quella del funk, del soul, del R'n'B e da accenni chiari di prog e -ovviamente- folk, ed unico album privo di brani cover, Pendulum presentava in scaletta vari pezzi che, escludendo il rapporto ed il raffronto con il pregresso riguardante la band, possedevano parecchie frecce al proprio arco. Partendo dal soul sanguigno di Pagan Baby, proseguendo col sapore gospel e africano di Sailor’s Lament, ed arrivando al Rhythm and Blues pieno e saporito di Chameleon -canzone sulla quale un certo Van Morrison potrebbe vantare dei diritti morali- Pendulum mostrava già la sua varietà, ma soprattutto la sua voglia di aprirsi a nuovi suoni mantenendo comunque la qualità come punto di equilibrio della scrittura. Tutto questo prima di arrivare a quella Have You Ever Seen the Rain? che tutti noi abbiamo canticchiato almeno una volta nella vita, se residenti in questa parte di universo. Breve (2,40 minuti), dedicata ufficialmente da John Fogerty alla figlia ed a prescindere da molte interpretazioni antimilitariste del suo testo, ma in realtà tesa a descrivere proprio quel momento di estrema difficoltà che i Creedence Clearwater Revival stavano attraversando, la canzone è diventata quasi subito uno standard. Tanto da essere riproposta innumerevoli volte da artisti diversissimi tra loro -da Mango ai Ramones- e da essere inclusa in una lunga schiera di opere cinematografiche o televisive, a testimonianza della sua capacità di parlare a tutti. La ballata (Wish I Could) Hideaway conclude la facciata "A" del vinile con un pezzo denso di pathos. La facciata "B", poi, era inaugurata da Born to Move, con il suo Hammond ed il suo funk, per poi scivolare verso il ritmo di Hey Tonight e Molina (altri due singoli di buona diffusione), intervallati dalla soul-ballad It's Just a Thought. Fine delle danze con Rude Awakening, No. 2, un articolato ed interessante strumentale con passaggi progressive, folk e psych che mostra una band potenzialmente in grado di battere molte strade musicali con profitto e, forse, lasciava intravedere sviluppi che, come sappiamo, non sarebbero mai arrivati.

Poco compreso dalla critica dell'epoca e frettolosamente liquidato come semplice specchio del momento di appannamento vissuto da un gruppo indeciso su cosa fare davvero, Pendulum non rappresenta effettivamente l'apice della carriera dei Creedence Clearwater Revival, ma non è affatto quel prodotto assolutamente minore che molti pensano. Sopravvissuto forse addirittura meglio di altri dischi allo scorrere del tempo, anche a causa della maggiore "stratificazione" della registrazione, Pendulum raffigura invece il tentativo abbastanza ben riuscito di esplorare nuove strade. Il successivo ed effettivamente non all'altezza Mardì Gras, parto di un gruppo che ormai era tale solo sulla carta, simboleggiando, di fatto, solo un progetto solista di John Fogerty, servirà anche a dimostrare quanto il fratello Tom fosse importante. Un album da rivalutare almeno parzialmente, con alcuni buoni pezzi ed un paio di canzoni più che eccellenti, che ogni fan della band dovrebbe riconsiderare.
Se non lo ha già fatto.



VOTO RECENSORE
76
VOTO LETTORI
83.75 su 4 voti [ VOTA]
davidgilmour
Domenica 11 Marzo 2018, 10.25.06
10
Faccio davvero fatica a scegliere il miglior album di questa straordinaria band, l'unico che escluderei è proprio l'ultimo per i motivi che già qui avete citato. Pendulum è un album molto bello a mio avviso, un pelino inferiore ai precedenti ma è davvero ottimo, a parer mio qui c'è un pezzo davvero straordinario che amo molto: (I Wish i Could) Hideaway, stupenda! Salgo un po' con il voto, un 80 è piu' che meritato.
Fox
Mercoledì 28 Febbraio 2018, 11.02.47
9
Ho conosciuto questa meravigliosa band grazie a questo album, ascoltando da bambino il vinile di mio padre, quindi per questioni affettive gli darei almeno 90. Oggettivamente i precedenti sono eccezionali (cosmos factory il top). E' un album di svolta, diciamo diverso ma comunque bello e purtroppo è l'ultimo dei grandi album di qualità dei Creedence.
Raven
Martedì 27 Febbraio 2018, 9.22.55
8
Sempre in attesa di sapere perché. E, per inciso, non fumo.
Aquarius27
Martedì 27 Febbraio 2018, 9.19.53
7
Per me è basso... Meriterebbe almeno un 91!
Raven
Martedì 27 Febbraio 2018, 9.18.25
6
E' previsto più in là
gianmarco
Martedì 27 Febbraio 2018, 9.05.20
5
a quando cosmo's factory
Raven
Lunedì 26 Febbraio 2018, 19.51.31
4
Commento completissimo, tanto che non si capisce nemmeno se si considera il voto alto o basso. Sarebbe possibile avere più ragguagli, magari dettagliando i motivi del dissenso?
Aquarius27
Lunedì 26 Febbraio 2018, 19.25.39
3
76? Ma che vi siete fumati?
Fabio Rasta
Lunedì 26 Febbraio 2018, 16.21.41
2
Notare il lavoro di JOHN FOGERTY nelle note sulla Line Up! X me è stato il primo ascoltato di loro insieme a una qualsiasi delle esageratamente innumerevoli compilation uscite su di loro. Di conseguenza non saprei + dire se è meglio o peggio di un Green River. Sicuramente qui, si sente l'esperienza maggiore accumulata precedentemente, sia in studio di registrazione, sia nella cura del songwriting e degli arrangiamenti. Quasi sempre ciò avviene a scapito dell'immediatezza e della genuinità dell'opera finale; ma non si può certo dire che qui non vi sono belle canzoni come negli altri LP. Francamente, però, l'ultima traccia "sperimentale" l'ho sempre trovata un po' inutile. Ma è un'ingenuità che nulla toglie al resto del disco, a maggior ragione se messa in fondo al tutto. Sulla cassetta bastava schiacciare ff-cue ed erano pronti in un attimo gli STATUS QUO di Dogs Of Two Head, quasi contemporaneo a questo Pendulum e x certi versi similare. Una piccola nostalgia, che peraltro non rimpiango affatto, ma che mi ricorda quante e quante volte ho sentito i CREEDENCE, in gioventù, risuonare da sterei e autoradio da persone e in luoghi impensabili. Credo sia una delle poche Band, che mette daccordo quasi tutti.
Rob Fleming
Lunedì 26 Febbraio 2018, 9.32.20
1
Album magnifico come praticamente tutti gli album dei Creedence. John Fogerty fuoriclasse immenso. Come si dice in recensione l'unico sotto media è il successivo Mardi Gras per il quale il gruppo era effettivamente allo sbando. Mi permetto solo di dissentire, ma forse è questione di prospettiva, sull'affermazione secondo cui con Mardi Gras il gruppo era un progetto solista di Fogerty. Per come la vedo io è vero il contrario: Fogerty compose solo 3 brani (i migliori ovviamente) e ne cantò 4 lasciando ai superstiti ben 3 canzoni a testa e pure il microfono. 85
INFORMAZIONI
1970
Fantasy Records
Rock
Tracklist
1. Pagan Baby
2. Sailor's Lament
3. Chameleon
4. Have You Ever Seen the Rain?
5. (Wish I Could) Hideaway
6. Born to Move
7. Hey Tonight
8. It's Just a Thought
9. Molina
10. Rude Awakening, No. 2
Line Up
John Fogerty (Voce, Chitarra, Piano, Organo, Sassofono, Corni, Percussioni)
Tom Fogerty (Chitarra, Cori, Percussioni)
Stu Cook (Basso, Piano, Percussioni, Kalimba)
Doug Clifford (Batteria, Percussioni)
 
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