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Kafirun - Eschaton
27/02/2018
( 350 letture )
British Columbia, Canada. Nel disquisire circa il panorama musicale delle fredde lande del Nord America, in relazione ad un contesto incentrato sul black metal, non si può non fare un diretto collegamento ad un movimento locale costituito da validissimi acts che con la loro pregevole arte hanno ridelineato i caratteri di un genere che ha saputo rinnovarsi senza vivere della luce riflessa dei gloriosi, ma lontani anni Novanta.
Di questa fertile ed attivissima scena fanno parte i Kafirun, band emergente proveniente da Vancouver. Nati nel 2014 come quartetto, nel corso della finora breve carriera i Nostri hanno mantenuto una line up pressoché stabile che ha permesso loro di portare avanti una proficua attività underground, con la realizzazione di EP, split e compilation, prima di giungere alla meritata release, risalente all’anno appena trascorso, del debut CD Eschaton.
I riferimenti lirico intellettuali presenti in questa opera riguardano prettamente la sfera religiosa e sono perfettamente riassunti nei due termini che campeggiano nell’ottimo artwork di copertina, realizzato dal poliedrico artista sudcoreano Sang Ho Moon.
Kafirun, proveniente dalla lingua araba, è un sostantivo che fa parte della tradizione islamica e identifica “gli infedeli”, coloro che rifiutano i precetti del profeta Maometto. Eschaton, invece, è un termine di origini greche che in linguaggio strettamente teologico significa “la fine del mondo”.
L’etimologia di queste parole tuttavia non è il solo rimando a una cultura radicata al di là dell’Atlantico. Anche da un punto di vista musicale, le influenze conducono direttamente al vecchio continente, identificabili con il sound dei francesi Deathspell Omega e, in generale, con tutta l’attuale corrente black metal avanguardistica, fonte d’ispirazione che traspare con evidenza dalle note delle sette tracce che compongono la tracklist.

L’impatto sonoro è immediatamente devastante. L’opener Lord of the Blessed Murder si articola in una prima parte veloce, guidata da un riffing black semplice che accompagna le ferali vocals di Luzifaust, e un secondo atto più elaborato, con una azione dietro le pelli maggiormente dinamica che spazia ad ampio raggio tra death, thrash e black, lasciando aperta la struttura compositiva per un inserto quieto, oscuro e atmosferico.
La titletrack Eschaton si sviluppa per mezzo di un lavoro alla sei corde da parte di Hanephi molto ben pensato, tra accelerazioni psicotiche e rallentamenti ossessivi, che disegna scenari cupi e claustrofobici, affiancando una eccellente ed eclettica interpretazione vocale che molto si avvicina allo stile lugubre ed operatico proprio della celebre ugola dei Mayhem, Attila Csihar.
A scapito di un approccio vivace, la seguente Omega Serpent si presenta come un brano per lo più violento, generato da un particolare riffing sequenziale e sorretto da un impalcato batteristico che nel suo tellurico incedere sa essere razionale nel proporre diverse ed interessanti varianti ritmiche. La successiva Divine Providence viene introdotta da un corposo preambolo, costituito da un tema chitarristico arpeggiato e distorto, cui si lega il corpo del brano, la cui linearità è interrotta e resa contorta da ripetizioni litaniche, dove si scorgono ancora puntuali correlazioni alle più recenti direzioni intraprese della band di Hellhammer e Necrobutcher.
Prophetic Death Trance, la traccia più corta del lotto, attinge ampiamente alla fonte della scuola norvegese e svedese, impregnandosi di ottimi spunti melodici, prima di tornare su stesure più elaborate con Ephemerality of the Flesh, che dopo un inizio controllato incentrato sulla contrastante associazione tra la velocità della doppia cassa e il beat doomish in slow tempo sul rullante, prosegue in una composizione schizofenica, fatta di un drumming tecnico e sostenuto , pattern di chitarra camaleontici e intarsi armonici presi in prestito dal post metal.
La conclusiva Omnipresence esordisce con un lento arpeggio ipnotico dal sapore quasi slayeriano, il principiare di un pezzo che, seppur buono nella sua interezza, sembra più avere il ruolo di filler, aggiungendo poco a quanto artisticamente già esplorato e proposto in precedenza.

In definitiva, con Eschaton i Kafirun si presentano al pubblico con un prodotto di innegabile qualità, quadrato e curato in tutti i suoi peculiari aspetti, lasciando intravedere sicuri margini di crescita futuri.
L’unico reale neo appuntabile a questa prima fatica sulla lunga durata, risaltante specialmente sul finale, consiste in un lieve auto citazionismo che porta talvolta le composizioni a ribadire soluzioni più volte rimarcate, con conseguente e possibile calo di attenzione in fase di ascolto. Un peccato di gioventù tuttavia trascurabile in relazione ad un giudizio globale certamente positivo per un lavoro che non mancherà di ottenere consensi fra gli intenditori di black metal contemporaneo.



VOTO RECENSORE
78
VOTO LETTORI
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INFORMAZIONI
2017
Seance Records
Black
Tracklist
1. Lord of the Blessed Murder
2. Eschaton
3. Omega Serpent
4. Divine Providence
5. Prophetic Death Trance
6. Ephemerality of the Flesh
7. Omnipresence
Line Up
Luzifaust (Voce)
Hanephi (Chitarra)
Hypnocrotizer (Basso)
Mesmorphion (Batteria)
 
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