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Evertale - The Great Brotherwar
01/03/2018
( 647 letture )
Tagliano il traguardo del secondo studio album i tedeschi Evertale, a quattro anni di distanza dall’uscita di Of Dragons and Elves, pubblicato in via indipendente nel 2013 e ristampato dalla NoiseArt Records nel 2015. Nati nel 1997 col nome di Blackened e “rinati” nel 2006 dopo il cambio di monicker, gli Evertale rispecchiano in tutto e per tutto il più classico dei profili di una tipica band power metal nata in Germania, andando a infilarsi in quello che è a tutti gli effetti uno dei settori più inflazionati degli ultimi anni. All’interno della formazione tedesca, fin dai primi tempi, si sono contati diversi avvicendamenti dietro le pelli, raggiungendo la non invidiabile cifra di sette batteristi cambiati in undici anni. Il qui presente Cornelius Heck è il sesto di questa lunga sfilza e prima di lasciare il gruppo ha avuto appena il tempo di registrare The Great Brotherwar; gli altri componenti sono invece rimasti invariati rispetto alla precedente uscita. Prima di addentrarci nell’ascolto dell’album, qualche informazione preliminare sul concept si rende necessaria. The Great Brotherwar fa riferimento alla futuristica guerra civile galattica narrata nella serie di romanzi fantascientifici de L’eresia di Horus, che a sua volta si ricollega al gioco da tavola Warhammer 40.000. Altri elementi di ispirazione per la genesi di questo disco sono stati i videogiochi Dawn of War II (che non è altro che il seguito dello stesso Warhammer 40.000), Dragon Age: Origins e il più recente The Elder Scrolls V: Skyrim.

Esaurite le informazioni preliminari, veniamo ora all’aspetto prettamente musicale. Nei suoi cinquantanove minuti totali (che comprendono la cover di Take to the Sky dei Van Canto), l’album si compone di nove canzoni propriamente dette, alle quali si aggiungono un’intro e tre brevissimi intermezzi. Nel suo insieme il disco scorre via senza intoppi di sorta, ma allo stesso tempo senza riuscire mai a stupire sul serio. Di tracce meritevoli d’attenzione non ne mancano, questo va detto, ma il più delle volte la sensazione è quella di avere a che fare con brani prevedibilissimi e costruiti seguendo schemi e trame ben definiti, privandoci di quel tocco di originalità e -appunto- imprevedibilità di cui dispongono molti altri gruppi anche non per forza più rinomati. Ritmiche martellanti e linee vocali epiche e “battagliere” rendono caratteristico il sound degli Evertale, pur restando valido il discorso affrontato nelle righe precedenti, e a conti fatti non si riesce a trovare qualcosa di veramente sbagliato in questo disco, né dal punto di visto compositivo ed esecutivo né sotto l’aspetto del concept o delle liriche. La prestazione dei singoli è buona, nella norma: voce molto presente e aggressiva al punto giusto; comparto riff molto fluido e ben impostato; ritmiche -come detto- che martellano come dovrebbero. Vere e proprie hit non ce ne sono, perciò è impossibile privilegiare una canzone più dell’altra. Possiamo al più consigliare Empire Rising o Chapter 666 (We Are the Hammer) come canzoni ideali per un primo approccio con l’album, così come The Swarm, For the King and the Crown o And the Dragon Returns sono i brani migliori per approfondire la conoscenza del gruppo e di tutte le sue dinamiche, senza dimenticare l’ottima titletrack The Great Brotherwar, che supera di poco i sette minuti di durata e si attesta come brano più indicativo dell’album, pur non risultando per forza il migliore.

Quella dei tedeschi Evertale è una realtà non certo unica nella sua specie e, a meno che non siate grandissimi appassionati di questo specifico tipo di power metal, non riusciamo a trovare molti validi motivi per affrontare l’intera ora di questo The Great Brotherwar. Certo, si tratta di un lavoro prodotto con tutti i crismi del caso, onestissimo e per certi versi interessante, ma non poi così significativo da catturare a lungo la nostra attenzione.



VOTO RECENSORE
65
VOTO LETTORI
95.4 su 5 voti [ VOTA]
inflames69
Sabato 3 Marzo 2018, 13.36.12
2
Dissento in modo totale dalla recinsione e dal voto: disco coi controfiocchi, eccellente esempio di power - epic melodico tecnicamente e vocalmente ben interpretato.Nettamente meglio degli ultimi album dei blind guardian a mio parere. VOTO BASISSIMO.Concorso con JC.Lasciate perdere la recensione ed ascoltatelo non ve ne pentiret affatto!!
JC
Venerdì 2 Marzo 2018, 6.45.45
1
Disco di power epico semplicemente perfetto. A me è piaciuto ma "non ho (più) l'età per amarlo"; da adolescente sarei impazzito. Recupera un po' il concept originario dei Blind Guardian di Tales e Somewhere: un power epico e melodico che racconta storie fantasy e di fantascienza. BRAVI. Ascoltatelo...
INFORMAZIONI
2017
NoiseArt Records
Power
Tracklist
1. Battle for Mankind
2. Empire Rising
3. The Swarm
4. The Joining
5. For the King and the Crown
6. Oceans of Sand
7. The Journey to Iskendria
8. Chapter 666 (We Are the Hammer)
9. March to the North
10. And the Dragon Returns
11. All Hail the Crimson King
12. The Great Brotherwar
13. Take to the Sky (Van Canto cover)
Line Up
Matthias Graf (Voce, Chitarra)
Matthias Holzapfel (Chitarra solista, Cori)
Marco Bächle (Basso, Cori)
Cornelius Heck (Batteria)
 
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