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Diatomea - Diatomea
03/03/2018
( 395 letture )
I Diatomea nascono nel 2007 in Liguria e da allora propongono un alternative rock che spazia dal crossover al grunge con testi cantati in italiano, il che è sempre un azzardo piuttosto coraggioso, considerando la chiusura mentale che molti ascoltatori di questo genere hanno verso la nostra lingua. Dopo anni e anni trascorsi fra concerti per tutta la regione e aver fatto uscire diversi demo autoprodotti, i Diatomea hanno deciso di celebrare il decennale della loro attività autoproducendosi il primo vero e proprio album che, simbolicamente, porta il nome stesso della band.

Come già detto il genere di riferimento della band è un alternative/crossover piuttosto violento, ne abbiamo conferma fin dalla prima Tutto Ok forte di riff massicci e la voce aggressiva di Christian Zerilli che canta un testo pieno di rabbia, per poi evolversi in una parte più lenta che ricorda addirittura l’alternative rock italiano di band quali C.S.I e CCCP, per poi culminare in un finale al cardiopalma in cui Zerilli sfoga tutta la sua rabbia urlando come un dannato. Il ritornello e la costruzione della prima parte della canzone ricordano molto da vicino quelle di Lotion dei Deftones, dallo storico Around the Fur; possiamo ritenerlo un chiaro omaggio alla band di Sacramento. Altri pezzi forti di Diatomea sono senz’altro: Cobain, sentito omaggio al leader dei Nirvana, nel quale i liguri mostrano un gusto melodico invidiabile e i chitarristi Siri e Miniati costruiscono il pezzo su un’intesa perfetta; Fregato mostra la voglia della band di superare gli stilemi classici della canzone rock anni 90’ creando un pezzo dalle atmosfere più ampie e complesse e aggiungendoci anche qualche ottima parte solista per i due chitarristi.
È proprio la capacità di spaziare da uno stile all’altro senza soluzione di continuità, ma mantenendo un filo conduttore sempre chiaro, la vera peculiarità e punto forte dei Diatomea. Peccato che superata la metà del disco ci si accorge di come le canzoni, pur nella loro eterogeneità di generi, ripetano inesorabilmente la stessa struttura. A questo proposito sarebbe stato più oculato optare per un EP invece di un intero album, in modo da rendere questa mancanza meno pesante per l’ascoltatore. Ad ogni modo, i testi socialmente impegnati che descrivono senza fronzoli la disillusione delle nuove generazioni italiane, la musica che ci rimanda direttamente al crossover spruzzato di grunge degli anni 90’ e l’indole combattiva della band riportano l’ascoltatore indietro nel passato in un tempo in cui il rock era ancora il genere di riferimento dei giovani incazzati, e questo non può che far piacere. A causa di queste caratteristiche e della nazionalità risulta inevitabile un paragone con i migliori Linea 77 in lingua italiana (quelli di 10 per intenderci) i Diatomea non accusano troppo lo scontro, anche se perdono per quanto riguarda la qualità introspettiva delle liriche e della produzione. Infatti, anche i testi alla lunga si ripetono. Per quanto oggi come non mai ci sia bisogno di voci fuori dal coro che cantino il degrado e la corruzione del nostro paese, le parole di Tutto Ok, Quanti Soldi Hai, Periferia, Fregato e Vertigine sembrano variazioni minimali allo stesso tema. Manca la profondità che i torinesi (ma anche altre band nostrane dello stesso periodo, basti citare Exilia o One Dimensional Man) erano riusciti a raggiungere con canzoni come Il Senso o Fantasma. Per quanto riguarda la produzione, Diatomea è un album autoprodotto e, purtroppo, si sente. Niente di scandaloso, assolutamente, ma manca la sensazione di stare ascoltando un lavoro professionale al cento e per cento, manca il respiro internazionale che potrebbe fare alla band ligure il definitivo salto di qualità.

In conclusione, Diatomea è un album quanto mai coraggioso e una boccata d’aria per il panorama arido della nostra povera Italia, certo è che si può migliorare e crescere ancora di più soprattutto per quanto riguarda la costruzione delle canzoni, i Diatomea si sono dimostrati musicisti abili e con la “garra” giusta per fare grandi cose, manca solo il passaggio allo step successivo.



VOTO RECENSORE
65
VOTO LETTORI
70 su 1 voti [ VOTA]
INFORMAZIONI
2017
Autoprodotto
Alternative Metal
Tracklist
1. Tutto Ok
2. Quanti Soldi Hai
3. Cobain
4. Evasione
5. Attesa
6. Periferia
7. La Fiera
8. Regina
9. Repent
10. Fregato
11. Vertigine
12. Supertonico
13. Diatomea (outro)
Line Up
Christan Zerilli (Voce)
Matteo Siri (Chitarra)
Mattia Miniati (Chitarra)
Simone Baccino (Basso)
Fulvio Siri (Batteria)
 
RECENSIONI
 
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