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Hollywood Vampires - Hollywood Vampires
04/03/2018
( 489 letture )
Negli anni 70, fra i vari gruppi di amici che frequentavano il Rainbow, celebre locale sito sul Sunset Boulevard, West Hollywood, uno spiccava fra gli altri per il suo dichiarato obiettivo di perseguire con ogni mezzo il più totale “devasto” alcolico; membri di tale esclusivo club , di star autodistruttive , noto come “Hollywood Vampires”erano, fra gli altri, personaggi del calibro di John Lennon, Keith Moon ed Alice Cooper. Molti anni dopo, in seguito alla scomparsa di molti dei membri di tale gruppo, proprio il suddetto Alice Cooper, allo scopo di omaggiarli, ha messo su una band chiamata per l'appunto Hollywood Vampires, con l'aiuto di un musicista navigatissimo quale Joe Perry degli Aerosmith ed un personaggio -sicuramente più noto come attore che non come musicista- quale Johnny Depp.

Il trio, che gira da tre anni i palchi di mezzo mondo, ha rilasciato nel 2015 un omonimo album contenete quasi esclusivamente cover di grandi band del passato; ora, sarebbe molto semplice bollare il tutto come una bassa operazione commerciale, sia per la massiccia presenza di cover, sia per la presenza di Depp, da molti visto come mera “marchetta” mediatica, più che come musicista realmente degno di suonare al fianco dei due veterani; tuttavia, benché il qui presente Hollywood Vampires non sia certamente destinato a passare alla storia della musica, sarebbe dopotutto ingiusto non riconoscergli un sincero spirito nostalgico ed un concreto desiderio di omaggiare alcuni nomi che -quelli sì- hanno scritto la storia del rock; se poi non si intravedessero tali qualità, quantomeno varrebbe comunque la pena dargli una chance per ascoltare le performance di una folla davvero nutrita di ottimi musicisti: segnaliamo solo a titolo esemplificativo la presenza di Brian Johnson, Sir Paul McCartney, Slash e Dave Grohl, ma l'elenco è davvero lunghissimo. Dopo una breve intro affidata alla voce potente del compianto Sir Christopher Lee, il supergruppo ci presenta il suo primo inedito, intitolato Raise the Dead: si tratta di un buon pezzo hard rock, trascinato dal basso di Bruce Witkin e dalle chitarre, ma soprattutto dalla voce di Alice Cooper, che, come del resto era facile immaginare, costituisce il valore aggiunto del lavoro; da segnalare l'intervento nella composizione della canzone di Bob Ezrin, fidato produttore e collaboratore di mister Vincent Damon Furnier da decenni. Si inizia poi con le cover e, scorrendo la tracklist, è impossibile non farsi cogliere dalla nostalgia: My Generation, classico immortale dei The Who, è ottimamente interpretata dai musicisti, in particolare dalla sezione ritmica, che vede la partecipazione del batterista Zak Starkey, figlio di un certo Ringo Starr. Uno dei brani più interessanti giunge però subito dopo: si tratta di Whole Lotta Love dei Led Zeppelin e, all'inizio, è indubbiamente spiazzante, dal momento che sembra di ascoltare uno dei classici brani atmosferici ed “horror” di Alice Cooper; del pezzo originale, insomma, è rimasta giusto la melodia vocale! Ma non abbiate paura, perché poco dopo le chitarre esplodono in uno dei riff più famosi della storia del rock, tranquillizzando chi temeva una reinterpretazione un filo eccessiva del pezzo da parte degli Hollywood Vampires. Il microfono, nella seconda parte di Whole Lotta Love, è affidato a Brian Johnson degli AC/DC, autore di una prova semplicemente pazzesca, così come del resto i due chitarristi ospiti, Orianthi Panagaris e Joe Walsh. I Got a Line on You, tributo agli Spirit del mai troppo celebrato Randy California, offre una rilettura moderna del brano, anche grazie alla partecipazione al microfono di Perry Farrell dei Jane's Addiction; non si tratta certamente di un brutta cover, ma non le accordiamo la nostra preferenza, prediligendo ad esempio il pezzo successivo, un mini-medley dei The Doors formato da Five to One e Break on Through (to the Other Side): la band, che qui annovera anche Robby Krieger, sembra infatti maggiormente a suo agio nella reinterpretazione ed il buon Cooper offre una performance di livello superiore, dimostrando che, nonostante una carriera lunghissima, ha ancora tanta voglia di divertirsi. Il brano successivo, ulteriore mini-medley impreziosito dalla partecipazione di Dave Grohl, celebra invece Harry Nilsson, amico personale di Cooper nei giorni del Rainbow e noto per la sua voce molto dolce e calda; a differenza di I Got a Line on You, la rilettura moderna qui funziona sicuramente meglio! Come and Get It, portata al successo dai Badfinger, ma composta da Paul McCartney, vede la partecipazione proprio dell'ex cantante/bassista dei Fab Four, con la sua voce ancora inconfondibile dopo tanti anni; un po' a sorpresa, il pezzo si candida ad entrare fra i migliori di Hollywood Vampires! Jeepster costituisce una valida versione del pezzo dei T. Rex, composto naturalmente dal compianto Marc Bolan, morto tragicamente nel 1977 ad appena 29 anni. Da rimarcare, qui, la valida prestazione dei due chitarristi del trio, finora spesso “oscurati” dalle numerose apparizioni di ospiti di rilievo! Viene poi il momento di Cold Turkey, ulteriore omaggio ad uno dei Fab Four, vale a dire John Lennon, che compose questo pezzo nel 1969 con l'intenzione di registrarlo proprio con i The Beatles; i suoi compari di avventure, tuttavia, non apprezzarono il pezzo e si rifiutarono di registrarlo, al che il buon John pensò bene di pubblicarlo a nome Plastic Ono Band assieme all'odiata (non da lui, si intende, Yoko Ono). Il pezzo non fu un successo all'epoca e, in tutta sincerità, non stupisce neppure nella versione degli Hollywood Vampires. Molto meglio, senza ombra di dubbio, Manic Depression, classico a volte dimenticato di Jimi Hendrix, sul quale naturalmente i chitarristi, fra cui Tommy Henriksen, possono divertirsi a loro piacimento. Itchycoo Park, portata al successo dagli Small Faces, è un po' come il medley di Nillson: pur partendo a fari spenti, costituisce alla fine un pezzo decisamente valido e ben riuscito! Ci avviciniamo verso la fine e, in questo caso, al trio piace vincere facile: è infatti il momento di School's Out, forse il brano più noto di Cooper, che qui ripropone una versione letteralmente incendiaria, coadiuvato anche, nuovamente, dal buon Brian Johnson; curiosamente, poi, il gruppo opta per una breve cover anche di Another Brick in the Wall Part 2, che concettualmente ben si sposa al testo di School's Out. Si chiudono le danze con My Dead Drunk Friends (titolo emblematico), un altro buon inedito dall'atmosfera chiaramente più ombrosa e lisergica che Alice Cooper dedica ancora una volta ai suoi amici passati a miglior vita.

Alla fine della nostra lunga analisi, possiamo insomma affermare che l'omaggio ai giorni del Rainbow è stato ben congegnato e ben eseguito, ad eccezione di qualche pezzo sottotono qui e là; Cooper e soci sanno il fatto loro e, quando si chiama a raccolta una pletora di musicisti come quelli che abbiamo appena ascoltato, è oggettivamente difficile fallire. Poiché gli Hollywood Vampires stanno già lavorando ad un secondo album, possiamo solo augurarci che, oltre alle cover, vi trovino spazio anche più pezzi inediti, dal momento che i due qui presenti dimostrano che il potenziale per non limitarsi all'omaggio c'è eccome. Da ascoltare!



VOTO RECENSORE
75
VOTO LETTORI
99 su 1 voti [ VOTA]
Area
Sabato 15 Settembre 2018, 10.01.03
1
Neanche un commento per questo disco? Ok sono tutte cover ma il modo in cui sono rese e la Line Up e gli ospiti del disco son superlativi!
INFORMAZIONI
2015
Republic Records/Universal Music Enterprises
Rock
Tracklist
1. The Last Vampire
2. Raise The Dead
3. My Generation
4. Whole Lotta Love
5. I Got A Line
6. Five to One/Break On Through
7. One/Jump Into The Fire
8. Come And Get It
9. Jeepster
10. Cold Turkey
11. Manic Depression
12. Itchycoo Park
13. School's Out/Another Brick In The Wall pt.2
14. My Dead Drunk Friends
Line Up
Alice Cooper (Voce, Armonica)
Johnny Depp (Chitarra, Tastiere, Cori)
Joe Perry (Chitarra, Cori)

Musicisti Ospiti
Christopher Lee (Voce nella traccia 1)
Brian Johnson (Voce nelle tracce 4 e 13)
Perry Farrell (Voce nelle tracce 5 e 7)
Paul McCartney (Voce, Piano e Basso nella traccia 8)
Tommy Henriksen (Chitarra nelle tracce 2-7, 9-13; Tastiere nelle tracce 4, 9, 10, 12, 14; Cori)
Bruce Witkin (Chitarra nelle tracce 2, 4, 5, 7, 13, 14; Tastiere nelle tracce 7 e 14; Basso nelle tracce 2, 3, 6, 7, 9-12, 14)
Orianthi (Chitarra nella traccia 4)
Joe Walsh (Chitarra nelle tracce 4 e 5)
Robby Krieger (Chitarra nelle tracce 6 e 7)
Slash (Chitarra nella traccia 13)
Bob Ezrin (Tastiere nelle tracce 1, 7, 11, 14; Cori)
Justin Cortelyou (Tastiere nella traccia 1)
Charlie Judge (Tastiere nella traccia 6)
Kip Winger (Basso e Cori nelle tracce 4 e 5)
Dennis Dunaway (Basso nella traccia 13)
Glen Sobel (Batteria nelle tracce 2, 9, 10, 12, 14)
Zak Starkey (Batteria nelle tracce 3, 4 e 11)
Abe Laboriel Jr. (Batteria nelle tracce 5, 6 e 8)
Dave Grohl (Batteria nella traccia 7)
Neal Smith (Batteria nella traccia 13)
 
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