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Anatomia - Cranial Obsession
08/03/2018
( 421 letture )
Nelle sue lapalissiane stravaganze, incongruenze e grottesche contrapposizioni tra futurismo e passato, il Giappone non poteva che fungere anche da fucina per uno sterminato numero di band a coprire le numerose diramazioni dell'universo metal, configurando pertanto una sua scena innegabilmente singolare. Tali peculiarità hanno però determinato un certo isolamento della scena metal nipponica, a dimostrazione del fatto che ancora oggi si contano poche formazioni che effettivamente hanno riscontrato successo nell'impresa di tirare il muso fuori dai confini della propria patria raccogliendo consensi extranazionali.
In ambito death metal gli Anatomia rappresentano una di quelle poche realtà che, pur essendo destinata con tutta probabilità a rimanere confinata nel novero delle proposte più genuine e non contaminate dalle logiche commerciali, sta gradualmente costruendo la sua nicchia di cultori proprio fuori dalle patrie mura. Scandagliando celermente la biografia, scopriamo di non avere a che fare proprio con dei novellini: parliamo infatti di ben sedici anni di attività (la formazione è infatti ufficialmente attiva dal 2002), senza considerare che due componenti vantano una militanza nella scena a partire dalla fine degli anni '80 (vedasi Necrophile e Transgressor), una valanga di split (a rimarcare un'incessante attività volta a creare una rete di fratellanza tra le band del circuito underground), più tre full di cui è doveroso ricordare il penultimo Decaying in Obscurity, album che ha chiaramente segnato il punto massimo della carriera del trio distinguendosi per un songwriting che miscelava una base death metal old school con influssi doom imperniati su una pesante nonché eccentrica componente atmosferica.

Con quest'ultimo Cranial Obsession gli Anatomia sfruttano solo in parte la formula adottata nel fortunato predecessore, facendo retromarcia soprattutto nella prima porzione del platter verso i terreni solcati in Dissected Humanity, debutto in cui l'ammirazione dei Nostri verso i seminali Autopsy veniva rimarcata in modo piuttosto palese. Brani quali Necrotic Incision (che con veemenza riporta in auge tutto il marciume tipico del death primordiale della fine degli anni '80), Fiend (di cui si evidenzia nella prima parte una bella tirata hardcore), Morbid Hallucination (un classico death metal costruito sui mid tempos) e Uncanny Descension (in cui si denotano anche alcuni richiami ai primi Incantation) tributano infatti senza troppi fronzoli la storica band di Oakland ma nello stesso tempo riescono a distinguersi per alcuni frangenti nei quali il terzetto nipponico smorza con la dovuta accortezza gli impeti ignoranti ripiegando verso malatissimi rallentamenti doom e ribadendo così una certa personalità nella gestione del songwriting. Tali qualità risultano dunque ancora più evidenti quando il fattore doom/death gioca un ruolo predominante nell'economia dei pezzi, stiamo parlando nello specifico di Vanishment (con una prima sezione pesantemente asfissiante e ossessiva), l'allucinante Excarnated (di cui è doveroso menzionare l'uso massiccio dei synth e le dinamiche spettrali che sembrano dipingere uno scenario tipico di un film horror incentrato sugli Yūrei) nonché i malatissimi quindici minuti di Abysmal Decay che ci proiettano dentro atmosfere atmosfere surreali che puzzano di morte e putridume. Sull’altro piatto della bilancia qualitativa, peraltro, risultano piuttosto inutili e ridondanti i dieci minuti dell'ultima traccia Recurrence, brano segnato da preoccupanti deficit creativi e di coinvolgimento, che si trascina semplicemente su un loop a cui si affiancano dei sinistri rumori di fondo e dei gorgogli vocali.

Cranial Obsession si configura quindi come una giusta via di mezzo capace di esaltare nel migliore dei modi tutte le caratteristiche salienti del songwriting degli Anatomia; pur in presenza di una manciata di pezzi godibilmente contrassegnati da un death spassoso, è d'obbligo rimarcare come la qualità e la personalità del trio si elevino soprattutto in seno ai pezzi in cui la componente atmosferica affiancata al doom/death risulta a conti fatti il vero fiore all'occhiello e la peculiarità che rende distinguibile questa band da una miriade di nostalgici tributari. Un'ottima riconferma, dunque, capace di soddisfare sia gli estimatori del death più marcio e primitivo che del doom più claustrofobico e morboso, nonostante aleggi un evidente dislivello qualitativo rispetto alla compatta impeccabilità di Decaying in Obscurity.



VOTO RECENSORE
75
VOTO LETTORI
36 su 1 voti [ VOTA]
INFORMAZIONI
2017
Nuclear War Now! Productions
Death / Doom
Tracklist
1. Necrotic Incision
2. Fiend
3. Vanishment
4. Morbid Hallucination
5. Excarnated
6. Uncanny Descension
7. Abysmal Decay
8. Recurrence
Line Up
Jun Tonosaki (Voce, Basso)
Yukiyasu Fukaya (Chitarra, Cori)
Takashi Tanaka (Voce, Batteria)
 
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