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Septicflesh - Revolution DNA
10/03/2018
( 515 letture )
Revolution DNA viene ricordato come la più repentina virata di stile concepita dai Septicflesh. La band ellenica decise infatti di deviare dai lidi precedentemente solcati con tanta destrezza per offrire all'ascoltatore un'opera figlia del suo tempo, rimasta incastrata tra i frutti controversi che il metal ha dato negli anni Novanta. Solo da poco il lavoro, datato 1999, è stato ripreso e ripubblicato dall'etichetta francese Season of Mist, incaricatasi di rispolverare i lavori della band provenienti dagli albori della loro discografia. Non poco brusio si era sollevato da parte dei fan delusi dal colpo di testa di Spiros Antoniou e commilitoni, lamentele inacidite dalla virtuosità degli album pubblicati in precedenza, del calibro di The Ophidian Wheel. Una storia già sentita che ci riporta sui passi di One Second dei Paradise Lost, la trivialità dopo la bontà di Draconian Times, o di 34.788...Complete dei My Dying Bride pochi anni dopo l'acclamato The Angel and the Dark River. Anche i Septicflesh prendono sul serio la filosofia più antica di casa loro, e lasciano scorrere, non privandosi dell'opportunità di sondare le nuove possibilità di un sound diverso e personale, dispiacere dei puristi.

Revolution DNA punta su sonorità elettriche con innesti industrial trapiantati in un piano che rimane -nonostante tutto- fortemente riconoscibile nel suo essere plasmato dall'ingegno dei Septicflesh. I toni si fanno tuttavia più leggeri, forando la fitta cortina di caliginosità symphonic death che graffiava i lavori precedenti. Una patina di effetti e suggestioni sintetiche slitta infilandosi con facilità nelle situazioni di disagio umano e vocazione alle nuove scienze in una realtà snaturata e dannata, descritta con ampio uso di immagine tra i versi. La controparte strumentale non si sacrifica alle nuove scelte, ma si snoda con disinvoltura tra le melodie secche e sinuose previste in un acquitrino sonoro tanto tossico. La voce asseconda questo mood globale proiettandosi a livello nasale, in alternanza ad un growl a tratti svuotato, dal carattere decisamente greve e stentato. Le chitarre non si tirano indietro e cavalcano l'onda velenosa a volte con volate strascinate e affilate, a volte con riff calcati, essenziali per l'equilibrio di un sound in viaggio tra malessere postmoderno e aggressività cieca. Il ruolo di tutti i cordofoni è sensibile e determinante. Non di rado si assiste a una preponderanza delle quattro corde nei momenti più introspettivi, dove la voce sfiora il recitato e le onde sintetizzate si disperdono a cerchi concentrici. La sezione ritmica asseconda i vari alti e bassi con scelte ripetitive ma adatte al tenore complessivo, risultando di efficace tenuta al tutto.

Basteranno poi i primi cori di Sumerian Daemons per capire che la parentesi Revolution DNA non vedrà mai il nuovo secolo. Si trattò di un episodio piacevole, un intermezzo alternativo che nonostante non raggiunga i livelli precedentemente tracciati, si allinea agli standard della produzione della band. Un lavoro da rispolverare ed ascoltare per i fan, ma certamente da posticipare per chi si accosta per la prima volta ai Septicflesh.



VOTO RECENSORE
75
VOTO LETTORI
72.33 su 3 voti [ VOTA]
Bloody Karma
Domenica 11 Marzo 2018, 22.00.42
3
Un disco che si discosta notevolmente dal percorso fin qui tenuto dalla band. Qualche passaggio a vuoto, ma ci sono brani che spaccavano veramente.
gianmarco
Sabato 10 Marzo 2018, 11.15.26
2
science è stata la canzone che me li ha fatti scoprire . Amore al 1° ascolto.
Doomale
Sabato 10 Marzo 2018, 10.09.19
1
Questo e' uno di quelli che ho ascoltato meno...Non so' boh...potrei dire che forse e' quello che mi piace di meno Dell loro ottima discografia, ma dovrei rispolverarlo. E non è certo per la contaminazione elettronica che anzi apprezzo da sempre nel metal. In generale mi piacciono di piu prima e dopo. Magari lo rimetto su e ricommento. Per ora s.v.
INFORMAZIONI
1999
Holy Records
Gothic
Tracklist
1. Science
2. Chaostar
3. Radioactive
4. Little Music Box
5. Revolution
6. Nephilim Sons
7. DNA
8. Telescope
9. Last Stop to Nowhere
10. Dictatorship of the Mediocre
11. Android
12. Arctic Circle
13. Age of New Messiahs
Line Up
Spiros Antoniou (Voce, Basso)
Sotiris Vayenas (Chitarra, Voce)
Christos Antoniou (Chitarra)
Akis Kapranos (Batteria)
 
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