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Dark Funeral - Vobiscum Satanas
10/03/2018
( 1093 letture )
Stoccolma, 1998. Sono passati due anni dalla pubblicazione di The Secrets of the Black Arts, acclamato album di debutto con cui i Dark Funeral hanno fatto prepotente irruzione nel panorama black metal internazionale. Un disco dalle qualità sopraffine, in linea con le migliori uscite dell’epoca e tuttora considerato da molti addetti ai lavori, e non solo, il loro capolavoro indiscusso, tale pertanto da generare più che giustificate aspettative per il seguito.
Nell’immediato evolversi degli eventi, molto è cambiato a livello di formazione. La contemporanea defezione di tre quarti della band, a inclusione di Blackmoon, uno dei membri fondatori, lascia di fatto nelle mani dell’unico leader Lord Ahriman le redini del gruppo e il compito di ridisegnare una line up oramai inconsistente. Vengono così reclutati Alzazmon alla batteria, Typhos alla chitarra e, al basso e al microfono, Emperor Magus Caligula, quest’ultimo un ingresso di fondamentale importanza per il futuro e la stabilità dell’act scandinavo. Contrariamente a quanto spesso accade, in questo caso la rivoluzione in seno alla formazione non si traduce in uno stravolgimento della formula stilistica. Il violento black metal dalle venature melodiche viene, infatti, riproposto in tutta la sua ferocia assassina ed in maniera ancora più definita e concentrata negli appena trentacinque minuti di Vobiscum Satanas, come back che dà inizio alla lunga tradizione dell’uso della nomenclatura latina per i titoli delle opere.

La traccia di apertura, Ravenna Strigoi Mortii, mette subito in risalto il guitarwork, posto in essere dalla affiatata coppia d’asce Typhos-Lord Ahriman, ben congegnato, potente ed ispirato, che mostra anche un lato in un certo senso epico nei frangenti meno sostenuti. Ottimo l’approccio dell’esordiente Emperor Magus Caligula, abile a calarsi nel non semplice ruolo di sostituto di Blackmoon e nel dare il suo personale imprinting vocale alla composizione.
Enriched by Evil si articola in una stesura che concede frequenti variazioni sui temi ritmici, assecondando un chitarrismo talvolta incisivo e sferzante e in diversi momenti cadenzato ed opprimente, mentre la successiva Thy Legions Come erige un muro sonoro massiccio fra i cui elementi basilari si riconoscono intrinsceci rimandi agli Emperor per quanto riguarda il lato atmosferico e ai Dissection per ciò che concerne le influenze death metal. Spicca ancora una volta la capacità del singer nel suo saper proporre un’espressione vocale coerente con i mutamenti stilistici del brano.
Segue Evil Prevail la quale, pur presentando le consuete devastanti incursioni di stampo black, accoglie al proprio interno parentesi sonore più ammaestrate, indice di un processo di scrittura ricercato ma mai snaturato. Dopo un breve incipit arpeggiato, accompagnato da una sortita batteristica sui timpani, Slava Satan parte di slancio con un’accelerazione al fulmicotone per poi rallentare nell’immediato seguire, attenendosi ad uno schema compositivo molto caro ai Nostri.
The Black Winged Horde è concepita su costanti alterazioni ritmiche, sempre filtrate in un’ottica estrema, che imbastiscono il supporto per le robuste linee di sei corde, violente nell’intenzione ma non per questo banali nell’esecuzione, facendo giungere rapidamente alla titletrack, Vobiscum Satanas, che si distingue nel lotto per l’utilizzo di voci quasi narranti, aberranti ed artefatte, una soluzione similare a quanto già sperimentato dai Cradle of Filth, adattate su un pezzo tra tempi moderati e tempi veloci.
L’ultimo episodio della tracklist, Ineffable King of Darkness è quanto mai emblematico, non solo per il titolo, parzialmente ripreso come autodefinizione e campeggiante anche nella home page del sito internet, ma anche per la natura del brano stesso, il più violento del platter, costruito sulle simbiotiche fondamenta di riff schizofrenici e inarrestabili blast beat, andando a concludersi con un inquietante finale evocativo.

Nonostante trascinassero sulle spalle il fardello della responsabilità dovuta all’eccellente esordio, i Dark Funeral non falliscono il ritorno sulle scene. Vobiscum Satanas, difatti, pur non presentando nessun reale apporto alla proposta, riprende le migliori peculiarità di The Secrets of the Black Arts, attestandosi sui medesimi livelli qualitativi, vantando il risultato di una maggiore competenza nel processo di songwriting e di una più curata produzione, ancora una volta marchiata The Abyss Studio, grazie al prosieguo della collaborazione con un maggiormente esperto Peter Tägtgren.
Paradossalmente, uno dei punti di forza di questo lavoro risiede, come in precedenza anticipato, proprio nel ridotto minutaggio, che aiuta a rendere meglio assimilabile, con una porzione meno sostanziosa, una miscela sonora mai esente da pesanti critiche per il suo essere fortemente radicata sull’impatto e sulla violenza senza compromessi. In ogni caso, è fuor di ogni dubbio che il combo di Stoccolma abbia dato con la propria arte un apporto di spessore alla musica estrema, esaltando in essa la concezione melodica tipica del made in Sweden.
Vobiscum Satanas è così il secondo capitolo di un trittico, completato con il successivo Diabolis Interium, che si fa simbolo del periodo più florido dei Dark Funeral, una breve serie di lavori che hanno permesso loro di ottenere il meritato riconoscimento di portabandiera di un certo modo di intendere il black metal contemporaneo.



VOTO RECENSORE
86
VOTO LETTORI
94.33 su 6 voti [ VOTA]
Sorhin
Giovedì 15 Marzo 2018, 17.44.15
14
Ricordo di averlo comprato appena uscito, visto che ritenevo e ritengo the secrets... un capolavoro, ma ne rimasi profondamente deluso. Non lo ascolto ormai da anni ma se non ricordo male, a parte un paio di canzoni, era veramente anonimo. Tra l'altro se non si conosce il latino non capisco perché usarlo e fare la figura degli ignoranti.
MB
Giovedì 15 Marzo 2018, 17.14.29
13
Disco devastante. Viaggia sugli stessi livelli del debut album, forse ha qualche riff meno "storico" se vogliamo, ma è una delle poche sintesi esistenti di violenza e riffing. Alcune canzoni sono tra le migliori mai uscite in ambito black metal, su tutte "Enriched By Evil". Alzazmon alla batteria una cosa assurda, e il lavoro delle chitarre a dir poco fantastico.
Le Marquis de Fremont
Mercoledì 14 Marzo 2018, 10.10.44
12
Un grande disco. Queste band, come i Necrophobic (eccellente il loro ultimo!) Darkthrone, Abigor, Dissection, Lord Belial e molti altri che dimentico (pardon...) stanno su coordinate stilistiche precise che sembrano ripetitive e invece riescono sempre a coinvolgerti e ad appassionarti. Questo è un grande disco come quasi tutta la discografia dei Dark Funeral, fino al loro ultimo del 2016. Non c'è un filler o un calo di tensione. Mai scesi al di sotto di standard più che ottimi. Chapeau! Au revoir.
Galilee
Lunedì 12 Marzo 2018, 12.03.04
11
X Lambru. Sono un romanticone.
Pink christ
Domenica 11 Marzo 2018, 21.25.58
10
Il migliore della band...100
kroky78
Domenica 11 Marzo 2018, 12.21.06
9
Non raggiunge i fasti del The Secrets of the Black Arts ma è più feroce. Molto bello, lo ascolto sempre volentieri.
LAMBRUSCORE
Sabato 10 Marzo 2018, 19.14.51
8
@Galilee, "carino" per un disco black metal non l'avevo mai sentito, ahahaha . . ..
Pacino
Sabato 10 Marzo 2018, 15.15.57
7
Il loro migliore, voto 91
Galilee
Sabato 10 Marzo 2018, 14.53.58
6
Recuperato qualche anno fa. Carino ma mi aspettavo di più.
enry
Sabato 10 Marzo 2018, 14.11.40
5
Buon disco, feroce e suonato alla grande. Per me comunque resta un gradino sotto al debut che considero il vero capolavoro dei DF e a Diabolis...80 in numeri.
lisablack
Sabato 10 Marzo 2018, 13.31.25
4
Comprato appena uscito..il migliore insieme al debutto, tutti bei pezzi tra cui la title track e la mia preferita Ravenna strigoi morti. 85.
LAMBRUSCORE
Sabato 10 Marzo 2018, 13.06.39
3
1 dei miei preferiti in ambito black, potenza, velocità, bei pezzi.
Doomale
Sabato 10 Marzo 2018, 10.04.21
2
Gran disco. Sotto al clamoroso esordio e forse un pelino rispetto a Diabolis, ma questo conserva ancora il trademark di Secrets. Certe atmosfere e riff specie nella Titletrack mi han sempre riportato alla mente De Mysteriis. Comunque sono di parte x me non hanno mai toppato. Solo Angelus exuro mi lascia un po' tiepido. Voto 8
Luca
Sabato 10 Marzo 2018, 10.01.14
1
Un buon album, penalizzato da una produzione troppo fighetta
INFORMAZIONI
1998
No Fashion Records
Black
Tracklist
1. Ravenna Strigoi Mortii
2. Enriched by Evil
3. Thy Legions Come
4. Evil Prevail
5. Slava Satan
6. The Black Winged Horde
7. Vobiscum Satanas
8. Ineffable King of Darkness
Line Up
Emperor Magus Caligula (Voce, Basso)
Lord Ahriman (Chitarra)
Typhos (Chitarra)
Alzazmon (Batteria)
 
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