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Witherfall - Nocturnes and Requiems
10/03/2018
( 1526 letture )
Il classico album da non farsi scappare per nessun motivo. I Witherfall sono una band a tutt’oggi praticamente sconosciuta, ma le cui fondamenta sono robuste e pronte a dare frutti di spettacolare bellezza. La storia della band inizia nel 2013, quando il cantante/tastierista Joseph Michael e il chitarrista Jake Dreyer lasciano i White Wizzard e uniscono le loro strade con il batterista Adam Sagan, ex Circle II Circle. E’ un incontro felice quello da cui nasce la band, il cui nome è suggerito proprio da Sagan. Le idee sono chiare per tutti e difatti si arriva ad una prima realizzazione di Nocturnes and Requiems già nel 2014. Il disco viene poi ancora lavorato e remixato, per essere ufficialmente rilasciato come autoprodotto nel febbraio 2017. Il successo ottenuto nell’underground e le grandi qualità della line up e della musica contenuta negli otto brani che compongono l’album, attirano infine l’attenzione della Century Media, che nell’agosto mette sotto contratto la band e ad ottobre ripubblica Nocturnes and Requiems. Purtroppo, a tutto questo non può più assistere Adam Sagan, che muore il 7 dicembre del 2016 a causa di un linfoma, lasciando un grande vuoto nella formazione e costringendo quindi Michael e Dreyer a rimettere tutto in discussione, per poi trovare una formazione stabile, proseguendo il lavoro iniziato in tre e a maggior ragione pubblicato con orgoglio.

La straordinarietà della proposta dei Witherfall si deve anzitutto alla decisione di non battere una strada inflazionata, la quale, in passato, ha regalato enormi soddisfazioni ai fan sparsi per il globo. Stiamo parlando di un connubio sicuramente personale, ma tutto sommato identificabile e davvero emozionante tra heavy classico, US Power metal e prog, con una atmosfera sicuramente “dark” e matura, che non può non richiamare nomi importanti come King Diamond, Savatage, Sanctuary e perfino Control Denied, Beyond Twilight e i primi Tad Morose. La vicinanza a queste band si respira tanto nell’atmosfera delle canzoni, gotica e decadente, nella distorsione adottata da Dreyer, che ricorda spesso quella dei Nevermore, quanto nella voce dello stesso Michael, che ricorda Zachary Stevens, James Rivera e che attualmente sta sostituendo il compianto Warrel Dane nel tour di addio dei Sanctuary, a conferma tanto delle sue qualità quanto della versatilità e del rispetto che si è guadagnato nel frattempo. La componente progressive, che si esplicita soprattutto nelle complicate e molto articolate strutture dei brani, è in più riprese predominante rispetto alla componente heavy/power, che resta però la base della musica dei Witherfall, in pieno e quasi perfetto bilanciamento. Dreyer fa letteralmente il bello e il cattivo tempo, grazie ad una tecnica di alto livello, tanto nell’elettrica quanto nella classica, incursione che compie a più riprese andando ad amplificare quell’atmosfera oscura e misteriosa di cui il disco fa grande sfoggio (si veda il lungo intermezzo di What We Are Dying For). Al di là dei crismi di stile e genere, quello che colpisce in Nocturnes and Requiems è l’altissima qualità del songwriting e non di meno degli arrangiamenti: per quanto complesse e bisognose di ascolti ripetuti, le canzoni sono immediatamente affascinanti e intellegibili nelle loro componenti; pur senza ricorrere a refrain identificabili e memorizzabili, per gran parte, le linee melodiche avvincono e colpiscono, grazie ad una prestazione di Michael davvero strepitosa; infine, le parti di batteria di Sagan risultano intense al massimo livello, con una grande profusione di doppio pedale, che però non toglie dinamica ai brani appiattendo tutto, ma anzi rilancia spesso i brani, laddove gli intrecci di chitarra distorta e pulita e le urla lancinanti di Michael hanno libero gioco nel tessere le trame di pathos. Praticamente impossibile trovare brani che siano meno che eccellenti, il che in un genere tutto sommato così classico è ormai una vera e propria rarità e a maggior ragione va esaltata. Sin dalla prima Portrait, primo singolo e video estratti e brano appena più immediato degli altri, si viene letteralmente trascinati nel mondo dei Witherfall, senza alcuna possibilità di essere rilasciati, se non allo scadere dei quarantasette esaltanti minuti di durata dell’album. Anche indicare una canzone migliore tra tutte diventa quasi impossibile e puro esercizio di gusto personale, anche se forse la clamorosa Sacrifice, l’altrettanto splendida End of Time e la maestosa e ultima Nobody Sleeps Here… riescono appena a staccare le altre, per l’emozionante alternarsi di chiaroscuri e strepitose prestazioni degli interpreti. Non sarà raro comunque nell’ascolto provare reali momenti di esaltazione, unita a sincera emozione per lo svolgersi dei brani e l’enorme quantità di particolari inseriti ovunque dalla band.

Nocturnes and Requiems è uno di quei dischi che fanno ben sperare per il futuro dell’heavy metal. Niente di meno. Un disco con una valanga di idee, suonato a livelli molto alti, prodotto benissimo nonostante si tratti di un autoprodotto, capace di emozionare e appagare gli appassionati di heavy e prog di qualità, che non si accontentano di soluzioni sature e cercano invece quelle qualità ormai rare che sono l’originalità e la perizia strumentale al servizio dei brani. Già dalla copertina, opera di Kristian Wahlin, che ricorda e non poco quelle di King Diamond o Mirage dei Memory Garden, il gruppo vuole richiamare la propria appartenenza ad un genere ben preciso, rivendicato con orgoglio, ma esplorato con occhi diversi e tanta voglia di dire la propria. La malinconia e la cupezza gotica dei passaggi contenuti in Nocturnes and Requiems, nelle quali fanno da elementi predominanti la vena heavy/prog e le ottime incursioni in acustico, le mai invadenti parti di tastiera e la qualità vocale ed interpretativa di Michael, unite all’esplosiva dinamicità delle parti di batteria, quasi vicine al power/thrash, la cura con la quale ciascuna canzone è stata concepita e arricchita di infinite sfaccettature, regalano emozioni che non è facile trovare, negli ultimi anni. In attesa di ulteriori evoluzioni da parte del gruppo, non resta che consigliare assolutamente l’acquisto di questo "classico istantaneo": non ne escono tanti di album così, non fatevelo scappare.



VOTO RECENSORE
81
VOTO LETTORI
89 su 8 voti [ VOTA]
lisablack
Sabato 13 Aprile 2019, 11.08.03
20
Recuperato questo bellissimo album dopo che son rimasta folgorata da A prelude to sorrow..poco da dire, questi se continuano così, fanno le scarpe a tanti..gran bella band, una fortuna che escano dischi come questi..e speriamo ce ne siano altri.
Radamanthis
Giovedì 28 Febbraio 2019, 15.26.51
19
Conosciuto solo ora grazie a Prelude to sorrow, grande album e gran bella band! I nuovi Nevermore!
Mauroe20
Martedì 18 Dicembre 2018, 19.07.11
18
A quando la recensione dell'ultimo?
lisablack
Mercoledì 5 Dicembre 2018, 15.48.04
17
Son d'accordo con Silvia, e invito a comprarlo a tutti gli utenti, soldi spesi bene! Mi farebbe tristezza sotto la recensione ( se la fanno) vedere 4 commenti in croce..
Silvia
Mercoledì 5 Dicembre 2018, 12.31.19
16
Mi associo a lisa e Tato, l'ultimo e' stupendo, un autentico capolavoro anche nell'intreccio dei testi sulla musica. Insomma x me un'opera d'arte che ha superato le pur alte aspettive
lisablack
Domenica 18 Novembre 2018, 17.23.08
15
Recensite A prelude to Sorrow che è stupendo, nel frattempo metto in ordine questo che mi manca. Grande band!
Tatore
Domenica 18 Novembre 2018, 16.39.12
14
Ah...un sentito grazie alla redazione per aver recuperato questo gioiellino. E voglio presuntuosamente arrogarmi il diritto di pensare di aver contribuito con la mia richiesta sul topic delle 'Recensioni mancanti' circa un anno e mezzo fa Ora però mi aspetto più prontezza nel recensire il secondo. Grazie
Tatore
Venerdì 16 Novembre 2018, 10.52.54
13
In effetti ha ragione noncha, Bibiano e Bolognese sono entrati a far parte del gruppo per i live, poi sono rimasti in pianta stabile per la realizzazione del secondo album. Credo siano stati citati perché ad oggi la formazione ufficiale comprende entrambi.
nonchalance
Lunedì 12 Novembre 2018, 18.24.13
12
Qui non suonano né Fili Bibiano e né tantomeno - come scritto - Steve Bolognese.. 🧐
Silvia
Lunedì 12 Novembre 2018, 12.39.25
11
Si' Tato, ma sei un indovino??? Ho ascoltato anche gli altri due singoli riportati nelle notizie ma quello mi ha fulminata
Tatore
Lunedì 12 Novembre 2018, 12.36.03
10
@Silvia Mmmmmmmmmmhhhhhhhh...quale dei 3 ti ha entusiasmato? È l'unico pezzo che hai ascoltato? Comunque io dico che è 'Shadows'...che (a parte la fuori classifica 'Vintage') è il mio pezzo preferito
Silvia
Sabato 10 Novembre 2018, 17.22.04
9
Io ti seguo presto Tato, uno dei 3 singoli mi ha entusiasmato 🙂
Tatore
Sabato 10 Novembre 2018, 17.18.57
8
Ho appena ordinato il CD del secondo. Dopo 2 giorni e almeno 15 ascolti da Spotify non ho potuto farne a meno
Tatore
Venerdì 9 Novembre 2018, 12.25.50
7
Ho appena scoperto questa recensione e ne sono felicissimo. Ho amato i Witherfall fin dal primissimo ascolto, ho aperto un topic per loro e (cosa per me rara) ho anche comprato il CD, che gira regolarmente nel lettore di casa e macchina almeno 2-3 volte a settimana da quando ce l'ho. Disco folgorante...poco altro da dire...se non che il secondo è uno step più avanti...questi sono dei mostri e io li amo!
CeccoProg
Lunedì 5 Novembre 2018, 10.13.07
6
Grandissimo disco di Prog/Power una delle migliori uscite del 2017, e il nuovo A Prelude To Sorrow sembra non essere da meno, grande gruppo!
Carmine
Mercoledì 19 Settembre 2018, 21.36.41
5
Capisco! Vabbè, spero vi rifacciate al prossimo che sembra promettere altrettanto. Ode to Despair è un bel pezzo.
Silvia
Mercoledì 19 Settembre 2018, 20.43.28
4
Bellissima recensione x un disco davvero incredibile soprattutto x le grandi idee espresse. Aria fresca davvero secondo me
Lizard
Mercoledì 19 Settembre 2018, 19.53.33
3
Ciao Carmine: in effetti si tratta di una recensione che non è passata dalla homepage, ma pubblicata direttamente nel database. Sì è trattato di un vero e proprio ‘recupero’ di un album che avevamo perso e che però non poteva mancare, proprio per la sua enorme qualità. Diciamo che questo secondo me spiega i pochi commenti, confido però che molti recupereranno quando uscirà il secondo album!
Carmine
Mercoledì 19 Settembre 2018, 10.07.57
2
Peccato leggere soltanto un commento per questo disco. È stato una delle uscite più interessanti dello scorso anno... comunque, mi trovo perfettamente in linea con Lizard. Complimenti per il lavoro!
Gian
Sabato 24 Marzo 2018, 15.54.25
1
Non commentabile a causa della sua assoluta bellezza
INFORMAZIONI
2017
Autoprodotto
Heavy/Prog
Tracklist
1. Portrait
2. What We Are Dying For
3. Act II
4. Sacrifice
5. The Great Awakening
6. End of Time
7. Finale
8. Nobody Sleeps Here…
Line Up
Joseph Michael (Voce, Tastiera)
Jake Dreyer (Chitarra)
Fili Bibiano (Chitarra)
Anthony Crawford (Basso)
Steve Bolognese (Batteria)
Adam Sagan (Batteria su tutte le tracce)
 
RECENSIONI
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