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Mistheria - Gemini
10/03/2018
( 903 letture )
Per chi non dovesse ancora conoscerlo, Mistheria è un tastierista, compositore, arrangiatore e produttore di estrazione classica molto noto nel giro, anche per le sue numerose collaborazioni con artisti molto quotati. Lavori solisti a parte, lo abbiamo incontrato varie volte parlando ad esempio di Bruce Dickinson, Neil Zaza, Tony MacAlpine, Vitalij Kupri, Roy Z, Edu Falaschi, Mark Boals ed altri. Senza contare le collaborazioni da professionista con artisti mainstream. Dopo essersi recentemente segnalato per il suo Vivaldi Metal Project - The Four Season, opera monumentale alla quale hanno partecipato complessivamente oltre centotrenta musicisti, è adesso la volta del suo nuovo album solista.

Gemini -segno zodiacale dell’autore- è da intendere come sintesi del lavoro di Mistheria negli ultimi venticinque anni, trascorsi tra metal, neo-classica, new age e prog. Come da tradizione, anche stavolta la batteria di amici che ha partecipato alla realizzazione dell’opera è di tutto rispetto: Roger Staffelbach, Leonardo Porcheddu e Ivan Mihaljevic alle chitarre; Steve Di Giorgio e Dino Fiorenza al basso e John Macaluso alla batteria. Senza contare l’ulteriore presenza in veste di ospiti di Chris Caffery e Roy Z. Uno schieramento di musicisti in grado di garantire quantomeno che il disco sia inappuntabile dal punto di vista tecnico. Completamente strumentale, registrato a partire dal 2012 e via via stratificatosi sul lavoro di Mistheria e Macaluso (primo elemento materialmente all’opera dopo il mastermind), basato su un approccio classico e su una attitudine prog/metal che stempera una certa “pesantezza” connessa sia alla forma totalmente strumentale che ad una certa considerazione che il pubblico ha talvolta della classica, l’album in questione si compone di tredici brani che sono in parte delle cover riarrangiate, in parte brani originali di Mistheria. Tra quelle coverizzate/riarrangiate e per quanto questa definizione possa attagliarsi a composizioni classiche, troviamo versioni metallizzate di Moonlight Sonata, My Dear Chopin, Asturias, Adagio in G minor e Flight of the Bumblebee. Tutto il resto, pertanto, è da registrare sotto la voce “composizioni originali”.
Si parte con Hands of Fire, canzone usata da Mistheria come intro di keytar delle sue esibizioni, per poi passare a Angels in the Shadow, scritta per la sua presenza al ProgHead Festival 2008. Virtuosismi, atmosfera dark iniziale, poi molta melodia ed un assolo firmato Caffery. Flight of the Bumblebee è un arrangiamento de Il volo del calabrone di Korsakov in chiave shred con intricati intrecci di basso, chitarra e tastiere, mentre Moonlight Sonata è un omaggio a Beethoven, più che un ri-arrangiamento vero e proprio. Poi Air “The Day After”, canzone che, partita da una prima versione molto “cantabile”, arriva su disco in forma ben più piena. Da notare un maestoso intro di organo a canne, strumento studiato in Conservatorio da Mistheria. Devil’s Steps sembra impostata più come una colonna sonora incardinata su un chorus dal tema molto melodico, poi spazio all’intimità di Prayer to God, forse il passaggio più sentito del CD. Prog - Fantasy mostra tutte le sfumature del settore toccate dall’autore, lasciando poi spazio a Falling Stars, che prosegue sulla stessa scia dal punto di vista dell’emotività. My Dear Chopin è un omaggio al modo in cui Mistheria ha mosso i primi passi nell’agone metallico, poi una versione di Asturias che evidenzia il contrasto tra una prima parte eseguita per piano ed una seconda con le tastiere. L’Adagio in G minor di Albinoni è uno dei pezzi che Mistheria ama eseguire fin dall’età di dieci anni e si sente il divertimento nel suonarlo. Poi il finale, con l’omaggio al pianoforte di Metal Piano Sonata, Op.13, composta per Gemini e basata su tre movimenti: Allegro, Adagio e Presto.

Nonostante Gemini sia concepito come panoramica completa sull’artista, è forse in tracce come My Dear Chopin e Prog - Fantasy che le qualità e le inclinazioni di Mistheria vengono maggiormente fuori. Sempre in bilico tra la formazione classica, la devozione assoluta per alcuni compositori e lo spirito da virtuoso metallico che anima la gran parte della sua produzione, egli conferma ancora una volta “l’esclusività” della sua musica, non certo fatta per un consumo usa e getta, a dispetto della presenza di passaggi più abbordabili da questo punto di vista. Quasi inutile, poi, soffermarsi sulle prove strumentali dei vari musicisti coinvolti a vario titolo nell’operazione Gemini in quanto tutti, da Dino Fiorenza a John Macaluso, passando per Steve Di Giorgio e tutti gli altri non possono fare altro, se non conferire valore aggiunto alle composizioni. La valutazione finale del prodotto deve comunque tenere conto di alcuni fattori imprescindibili. Inquadrato come lavoro rivolto agli appassionati di tutto ciò che intercorre tra il power/prog metal più elaborato e classicista e la musica classica vera e propria, Gemini è un prodotto in grado di regalare grandi soddisfazioni. Senza contare il piacere di sentire all’opera gente che sa suonare davvero ed al netto di un minutaggio impegnativo, specie in rapporto alla necessità di ascoltarne i contenuti con grande attenzione per tutta la sua durata. Se invece siete tra coloro i quali preferiscono musica immediata, poco elaborata e scevra dalla presenza di sovrastrutture elaborate, Gemini potrebbe risultare addirittura repulsivo. Per citare il (grande) vecchio Sciascia: “Ad ognuno il suo”. Ma questo detto è sempre valido.



VOTO RECENSORE
75
VOTO LETTORI
40 su 2 voti [ VOTA]
INFORMAZIONI
2017
Rockshots Records
Power/Prog Sinfonico
Tracklist
1. Hands of Fire
2. Angels in the Shadow
3. Fight of the Bumblebee
4. Moonlight Sonata
5. Air “The Day After”
6. Devil’s Step
7. Prayer to God
8. Prog - Fantasy
9. Falling Stars
10. My Dear Chopin
11. Asturias
12. Adagio in G minor
13. Metal Piano Sonata, Op.13
Line Up
Mistheria (Tastiere, Keytar, Bass-pedal)
Roger Staffelbach (Chitarra nelle tracce 1, 4, 5, 6, 8 e 10)
Leonardo Porcheddu (Chitarra nelle tracce 2, 3 e 13)
Ivan Mihaljevic (Chitarra nella traccia 12)
Steve Di Giorgio (Basso nelle tracce 1, 2, 4, 5 e 12)
Dino Fiorenza (Basso nelle tracce 3, 6, 8, 10 e 13)
John Macaluso (Batteria)

Musicisti Ospiti:
Chris Caffery (Chitarra nella traccia 2)
Roy Z (Chitarra nella traccia 4)
 
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