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Shiraz Lane - Carnival Days
11/03/2018
( 830 letture )
Gli Shiraz Lane giungono al secondo lavoro da studio dopo l’esordio del aprile 2016 titolato For Crying Out Loud. Già sotto l’egida della Frontiers, il quintetto aveva tirato fuori un buon primo passo musicale, bissato oggi da questo Carnival Days che ostenta un combo ricco di attitudine, look appagante, metridi capelli, ma soprattutto 11 pezzi in grado di solleticare il palato dell'ascoltatore. Il disco, registrato in ben due studi diversi, i Gröndahl Studios, Holländargatan 29 e The Terrace, di Stoccolma, vede alla produzione e alla registrazione il nume tutelare svedese Per Aldeheim, già al lavoro con Def Leppard, Soilwork, Lambretta, una sorta di marchio di garanzia. Il suono risulta pulito, brillante, le atmosfere forano il muro dell’indifferenza per una band appena affacciatasi nel gigantesco universo mondiale del hard, e ne esce fuori un’opera che merita di essere ascoltata per la sua baldanza.

Il singolo Harder To Breathe, uscito nello scorso ottobre, dotato di un bel tiro con tante melodie e scansioni armoniche di lignaggio e un ritornello che pare uscito ora dalla penna compositiva dei grandi The Poodles, ha trasportato la band in tour nel Vecchio Continente come apertura per i colleghi Brother Firetribe. La titletrack Carnival Days scocca da uno scheletrato blues, con tanto di sax e piano in evidenza, poi si orienta verso un rock festoso che trae qualche origine dai vecchi fasti degli Hanoi Rocks, il risultato è garantito e molto amabile, il solismo di Jani Laine è pungente, così come i cori e i vocalizzi di Hannes Kett. The Crown crea un “wall of sound” alla Guns N’Roses del mitologico Appetite For Destruction, la traccia sale e scende su allentamenti sonori ma colpisce pienamente nel segno e rilascia miasmi seducenti, Tidal Wave stimola l’headbanging e l’esercizio fisico da concerti rock, saltelli e pugni librati in aria tenendo il ritmo; Gotta Be Real è bellissima nel suo coro iniziale, l’andamento è da semiballad con accordi vividi delle chitarre pulite, in odore di blues, il ritornello vale da solo la spesa per questo album, sostenuto da spruzzate di sax in sottofondo, mentre le due asce dispensano un sound caldo e interventi sagaci in sede di solismo: uno dei top dell’intero lotto di composizioni. People Like Us sgorga da un riff terroso, un piano honky a punteggiare la ritmica, la voce del singer a coinvolgere l’audience e la coralità del refrain convince tutti a lustrarsi i padiglioni auricolari, Shangri-La sbotta da un pattern della batteria, chitarre armoniche, la voce cristallina del frontman, con falsetti e andamento stentoreo, conduce l’andamento verso lidi liquidi riempiendo l’atmosfera delle note di un pezzo abbondante e avvincente. Se War Of Mine è guerresca nell’indole, la voce roca di Kett mena fendenti accompagnato da chitarre sature e deflagranti, portando a casa ancora una volta la pagnotta metallica, Shot Of Life dimostra carica elettrica e cori virili a percorrere l’intero reticolato con la voce del singer ancora una volta sugli scudi. Si va verso il termine, Hope appare come una tenera ballata dal imprinting a stelle e strisce anni 80 quando i vari Warrant, Skid Row, Firehouse e Slaughter spopolavano in video su Mtv e vendevano container di copie, mentre Reincarnation sigilla la tracklist sfoderando una song che rappresenta la somma di tutte le ottime caratteristiche di questi ragazzi nordici, con una perifrasi reggae sul terminare del pezzo.

Carnival Days ratifica un’ulteriore maturazione del quintetto, canzoni di spessore e una penna creativa variegata con tante sfumature al suo interno, la band suona precisa, compatta e con perizia indiscutibile, il singer Hannes Kett è un innegabile punto di forza, ma anche le chitarre sono perfette, mai una nota fuori posto, la sezione ritmica incide la pelle e la produzione appare calibrata, ottimale e senza fronzoli. Un ensemble da tenere costantemente d’occhio e che in futuro potrà ancora lievitare sensibilmente verso l’altro, un album fresco e di consistenza, in altre parole un acquisto consigliato caldamente.



VOTO RECENSORE
77
VOTO LETTORI
79.66 su 3 voti [ VOTA]
Todbringer83
Sabato 30 Giugno 2018, 12.57.41
3
Incuriosito da un amico che me ne ha parlato bene, ho voluto ascoltare per la prima volta questa giovane band. Quindi mi sono tuffato all'ascolto di questo album. Sinceramente parlando a me non ha fatto una grande impressione, tralasciando il trito e ritrito che spesso è una palla al piede per band che suonano Hard Rock al giorno d'oggi, ma è tutto l'andamento del platter che mi sembra privo di mordente, e svuotato della sua anima. Canzonette scritte tanto per buttare giù due note. Questo è quello che a me è parso di sentire, a tratti poi suona terribilmente Pop per i miei gusti. Qualche buona intenzione c'è, per carità, ma facendo una somma dell'ascolto non ne esce una prestazione degna di nota. Rinviati a data da destinarsi! Voto 55
Metal Shock
Domenica 11 Marzo 2018, 20.49.35
2
FAVOLOSO!!!!! Per me sarà difficile che quest'quest'anno esca qualcosa di meglio è questo potrebbe essere il mio disco dell'anno!!! Crescita spaventosa per questa band che sforna un piccolo capolavoro di hard rock come se ne sentono pochi. Harder to breathe è una bomba sonora con un coro che si stampa in testa e non esce più. La titletrack sorprende da subito con quel suono è quel sax alla Hanoi Rock, mentre nel resto del disco si susseguono i richiami a band anni 89' ma con un gusto ed una classe che raramente si sente. Hannes ha una voce meravigliosa, i chitarristi sfornano riff a ripetizione e la sezione ritmica pulsa che è un piacere. Che dire.....per me un disco da 90!!!!
Maurizio
Domenica 11 Marzo 2018, 17.40.16
1
molto validi, voto 80
INFORMAZIONI
2018
Frontiers Records
Hard Rock
Tracklist
1. Carnival Days
2. The Crown
3. Harder To Breathe
4. Tidal Wave
5. Gotta Be Real
6. People Like Us
7. Shangri-La
8. War Of Mine
9. Shot Of Life
10. Hope
11. Reincarnation
Line Up
Hannes Kett (Voce)
Jani Laine (Chitarra)
Miki Kalske (Chitarra)
Joel Alex (Basso)
Ana Willman (Batteria)
 
RECENSIONI
75
 
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