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American Nightmare - American Nightmare
12/03/2018
( 324 letture )
Ritorno sulle scene per questi American Nightmare, sfortunata band della florida scena hardcore di Boston. Seppur meno celebre di quella della Grande Mela, anche la capitale del Massachusetts vanta la sua comunità HC, conosciuta per la forte connotazione straight edge, che annovera band quali Negative FX, SS Decontrol e Ten Yard Fight. Gli American Nightmare nascono in questo contesto nel lontano 1998. Costretti da una band con lo stesso nome a cambiare il proprio, i ragazzi di Boston si ribattezzano A.N., poi American Nothing e, in seguito a nuove minacce, Give Up the Ghost. È con questo nome che la band si scioglie improvvisamente, nel 2004. Dopo altri problemi legali nel 2007, gli American Nightmare ritornano sui palchi quattro anni dopo e pubblicano, ad inizio 2018, il terzo capitolo di una discografia breve ma acclamata.

La voglia di comeback è ben percepibile nel titolo e nella copertina del lavoro, pressoché identica a quella dell’EP The Sun isn’t Getting Any Brighter del 2001. Musicalmente, l’album si pone a metà strada fra il primo, muscolare Background Music del 2001 e il più sperimentale We’re Down Til we’re Underground del 2003. Si tratta di un hardcore punk veloce ed energico, che pesca in egual misura dal passato e dal presente, non privo di una certa patina oscura. L’album è corto, nove brani per appena 20 minuti di durata. Ma il suo principale problema risiede altrove: American Nightmare è un lavoro fondamentalmente indeciso, senza un’anima chiara e definita. Privo insomma di quel qualcosa che rende una manciata di brani un lavoro a sé stante. Le canzoni partono in troppe direzioni differenti e, data l’esigua lunghezza del lavoro, non si consolidano in un’unità coerente. The World is Blue, Flower Under Siege e Lower than Life scelgono la via dell’hardcore canonico, old-school e vigoroso, mentre War, Gloom Forever e Crisis of Faith sono più riflessive ed emozionali, assimilabili alle correnti “post” e moderne. In questo insieme polimorfo, spicca la sorprendente Colder than Death, il cui incedere pulsante e ipnotico ricorda alla mente i migliori Joy Division. Un exploit notevole e purtroppo isolato.

Ciò costituisce un peccato, perché American Nightmare è un album con del potenziale. I suoni e la produzione sono ottimi, così come la performance dei musicisti – con particolare plauso al presentissimo basso di Josh Holden e la voce sofferente ed espressiva del fondatore Wes Eishold. Se presi singolarmente poi, i brani sono generalmente validi e ben realizzati. Il difetto dell’album sta proprio nella sua totalità, tanto che alla fine dell’ascolto non si può non provare un fitto senso di incompiutezza. Peggio, questo rende American Nightmare un lavoro difficilmente assimilabile, che richiede molti ascolti solo per inquadrarne il genere. Forse la maggior pecca per un album hardcore punk.



VOTO RECENSORE
60
VOTO LETTORI
50 su 1 voti [ VOTA]
INFORMAZIONI
2018
Rise Records
Hardcore
Tracklist
1. The World is Blue
2. Flowers Under Siege
3. American Death
4. War
5. Gloom Forever
6. Lower than Life
7. Colder than Death
8. Dream
9. Crisis of Faith
Line Up
Wes Eishold (Voce)
Brian Masek (Chitarra)
Josh Holden (Basso)
Alex Garcia-Rivera (Batteria)
 
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