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Angra - ØMNI
15/03/2018
( 3528 letture )
Non deve essere stato facile per gli Angra, prendere atto della defezione di un chitarrista come Kiko Loureiro. A prescindere dal fatto che tecnicamente si possa considerare ancora un membro del gruppo “in ghiaccio” e che partecipa direttamente a War Horns, uno dei brani contenuti in ØMNI, la sua dipartita ha rischiato di creare un buco esecutivo importante. Preso atto del fatto che un’offerta firmata Megadave è comunque irrinunciabile e che era necessario cooptare un nuovo addetto alle sei corde, la scelta è andata su un usato sicuro come Marcelo Barbosa degli Almah, musicista in grado di occupare il posto vacante senza creare troppi contraccolpi e di consentire al gruppo di dare un successore di livello al già buono Secret Garden.

Basato su un concept proposto mediante l’uso di episodi che descrivono determinati personaggi e riguardante una società prossima-ventura (la storia è ambientata nel 2046) in cui una super I.A. consentirà agli uomini di comunicare abbattendo le barriere temporali, collegandosi così a quanto già detto con Holy Land, Rebirth e Temple of Shadows, ØMNI è un lavoro connotato innanzitutto da due fattori essenziali: una ottima produzione firmata Jens Bogren ed un gran gusto nella scrittura. Abbiamo quindi suoni ben bilanciati, aggressivi quando serve e più levigati nei momenti più soffusi e canzoni che, pur tra qualche alto e basso nell’impianto generale, fluiscono sempre senza inciampi. Molto positive le prove di tutti i musicisti, con Lione affidabile come sempre, Bittencourt e Barbosa efficaci e il duo Felipe Andrioli/Bruno Valverde come di consueto ben al di là di un mero lavoro di accompagnamento. Undici i pezzi in scaletta, perlopiù di ottimo livello. Tuttavia, la necessità commerciale di arrivare per forza ad un certo minutaggio complessivo -problema generale, non certo solo di ØMNI- ha reso necessario l’inserimento di uno o due pezzi semplicemente “normali”, che al cospetto di quelli migliori tendono a scomparire. Aperto da Light of Transcendence, canzone senza pecche evidenti, ma più che altro buona solo per aprire le danze in maniera rassicurante puntando su elementi classici, è con Travelers of Time che il disco comincia a prendere quota. Pezzo variegato, con elementi ritmici e linee vocali avvincenti, ottimo bridge ed un buon assolo di chitarra; che altro desiderare dagli Angra? Con Black Widow’s Web troviamo le prime ospitate: oltre a Lione, sono infatti all’opera ai microfoni la delicata Sandy Leah Lima e la per nulla delicata Alyssa White-Gluz. Il pezzo non è particolarmente originale, eppure l’uso indovinato delle tre voci, ognuna con un suo ruolo nella descrizione della micro-storia, lo rende comunque molto gradevole. Uno di quelli che rimane subito in testa. Insania inserisce qualche nota prog metal più evidente, ma ad emergere è il lavoro di basso e batteria, vero atout del brano. Note sinfoniche all’interno della ballata The Bottom of My Soul, poi la più ricercata War Horns, più interessante come scrittura, arrangiamenti e nobilitata dalla presenza di Loureiro, autore di un intervento da par suo. La successiva Caveman rappresenta uno dei passaggi migliori di ØMNI. Accenti jazzati, prog, tribal, a costruire un pezzo degno della storia della band. Il meglio, tuttavia, deve ancora arrivare. Magic Mirror e Always More passano piacevoli, ma senza scosse, per poi sparire al cospetto di ØMNI - Silence Inside, mini suite a cavallo degli otto minuti di durata che rappresenta la punta di diamante dell’album. Chitarre che passano dall’acustico all’elettrico, arrangiamento che propone stacchi ben congegnati tra momenti più introspettivi ed altri decisamente più esplosivi e voce perfettamente a suo agio nell’interpretare i vari momenti del pezzo. Insomma: gran bel brano. CD che si spegne sulle note di ØMNI - Infinite Nothing, uno strumentale “ritagliato” dai pezzi precedenti, importante più dal punto di vista concettuale che per qualità assoluta.

Qualche momento mediamente inferiore, tante buone canzoni e, soprattutto, due o tre pezzi davvero belli che alzano notevolmente la resa complessiva di ØMNI. Questo, in sintesi estrema, il resoconto di quanto gli Angra sono in grado di presentarci col nuovo album. Tralasciando completamente le considerazioni sul fatto che questi siano o non siano i veri Angra -un falso problema che in ogni caso non incide minimamente sulla valutazione di ØMNI- quello che abbiamo davanti è certamente un buon disco. Professionale, curato, capace di proporre qualche canzone davvero importante e musicisti in grado di farle risaltare, reso leggermente più interessante dagli ospiti e soltanto parzialmente depresso da quelle canzoni solo normalmente capaci di riempire una scaletta che, accorciata di qualche minuto, sarebbe stata ancor più efficace. Ed alla fine dei conti, ØMNI è probabilmente abbastanza lontano dai capolavori principali di questo glorioso gruppo, ma non sfigura affatto all’interno della sua discografia. La parola FINE sulla storia degli Angra, dunque, è ancora da scrivere e, a quanto pare, altri capitoli interessanti possono essere redatti.



VOTO RECENSORE
76
VOTO LETTORI
80.18 su 16 voti [ VOTA]
mikmar
Domenica 15 Luglio 2018, 14.24.49
43
Sono assolutamente d'accordo col commento che mi precede, e anzi rincaro la dose dicendo che è proprio un disco brutto e senz'anima. Peccato perchè io sono stato un loro grandissimo fan fino a che c'era Kiko, e la differenza si sente eccome ...
Todbringer83
Mercoledì 4 Luglio 2018, 10.17.55
42
Personalmente parlando credo che ad oggi sia una delle maggiori delusioni dell'anno corrente. Band che dopo la dipartita di Loureiro suona snaturata. Album forzato e di maniera. Prodotto e suonato in modo eccelso ma tutto ciò non basta a scalfire la memoria dell'uomo. Tra qualche anno quanti si ricorderanno di OMNI ? Per quel che mi riguarda, dopo tre attenti ascolti è già finito nel dimenticatoio. L'ottima tecnica e la buona capacità compositiva non reggono la totale assenza di feeling. Vuoto e senz'anima purtroppo. Voto 65 (solo per rispetto al nome che portano)
enrico86
Martedì 27 Marzo 2018, 11.11.37
41
recensione molto precisa e obbiettiva: disco suonato benissimo, abbastanza vario, alcuni pezzi che stonano, altri (la maggioranza) sicuramente all'altezza della fama principesca che questa band si è costriuita negli anni. voto 80
Steelminded
Domenica 25 Marzo 2018, 14.26.27
40
Grande Lux, tra l'altro sono in tour con Goeff Tate che fa tutto Operation Mindcrime. Anche se non wono i Queensryche, occasione ghiotta direi
lux chaos
Domenica 25 Marzo 2018, 13.11.26
39
Grande Steel! Non ho dubbi!!!
Steelminded
Sabato 24 Marzo 2018, 14.50.56
38
Ragazzi andateli a vedere sti qua dal vivo... non rimarrete delusi, sono dei marziani, Fabio in primis. I due chitarristi Bittencourt e Barbosa sono mostruosi con lo strumento e anche belli a vedersi (musicalmente parlando ) Il bassista pulsa da far paura e alla batteria hanno un ragazzino che già sembra un veterano per bravura e carisma... Eccezionali! Fantastici! Evviva!
Silvia
Sabato 24 Marzo 2018, 12.50.32
37
Io ho sempre ammirato gli artisti che hanno la capacita’ di avere tanti gruppi e tante collaborazioni e Fabio è uno dei miei cantanti preferiti in assoluto. x me ben venga il prezzemolo se e’ di qualita’ eccellente perche’ senza i piatti sono insipidi Poi chiunque sia al #10 ha ragione da vendere. Fabio e altri italiani sono degli artisti acclamati all’estero mentre in Italia si trova sempre il pelo nell’uovo x non esaltarli (fin dai tempi dell’esplosione dei Rhapsody). Mah...
D.
Sabato 24 Marzo 2018, 12.17.35
36
Nessuna invidia: Lione è un grandissimo cantante, ma la sua onnipresenza per me fa sì che non sia "caratterizzante" come Matos e Falaschi che pur con livelli di bravura diversi erano 100% Angra.
Claudio
Giovedì 22 Marzo 2018, 10.36.05
35
Fabio è un prezzemolo perche canta, collabora a dx & sx? Minchia invidia.. Premessa fatta. disco da 90-- Lione superlativo, kiko sostituito bene, il drummer una garanzia.. Ottimo lavoro..
Le Marquis de Fremont
Lunedì 19 Marzo 2018, 13.48.01
34
Cito dalla recensione di un'altra webzine metal (e il sempre eccellente Monsieur Raven, spero me lo permetterà...): "Un disco prodotto in maniera impeccabile, suonato in maniera ineccepibile e forte delle sue numerose influenze, che riesce a superare le idiosincrasie del lavoro precedente e si presenta più forte, compatto e coeso, nonostante l’assenza di Kiko Loureiro non lasci del tutto indifferenti. Il sentore è che manchi ancora qualcosa, una scintilla che impedisce ad “Ømni” di entrare nel pantheon dei lavori più rappresentativi della band." Ecco, mi ha tolto, questa frase, la mia opinione dalla penna. Sono ottimi professionisti, probabilmente hanno anche un notevole budget, ci lavorano dietro con grande impegno, ma manca "qualcosa". Non mi è rimasto in testa. Forse Lione è sempre "Rhapsody feeling" (difficile pesare altrimenti) forse non sono costanti a livello di ottimo songwriting, forse il genere è un po' scarico. Non resterà tra i dischi del 2018, fermo restando che le due ballad e Silence Inside sono pezzi di livello assoluto. Au revoir.
Salvo
Sabato 17 Marzo 2018, 9.41.48
33
Ad un primo ascolto non mi ha particolarmente impressionato. Lo ascolterò altre volte prima di dare un giudizio. Forse é un po' troppo "melodico" per i miei gusti, boh, o forse sono poco predisposto in questo periodo al genere proposto.
Ciaone's Rhapsody
Venerdì 16 Marzo 2018, 15.52.44
32
@Don Bastiano sinceramente ho pensato anch'io che potesse esserci Fabio dietro a quel commento ma a darlo per certo ce ne passa.
D.
Venerdì 16 Marzo 2018, 15.46.37
31
@Ciaone's Rhapsody, Lione ha effettivamente scritto una cosa simile a quella detta da "Il Papa" sul suo profilo FB, ma mi sembra poco per esserne sicuri.
Don Bastiano
Venerdì 16 Marzo 2018, 15.18.33
30
Non c’e bisogno di scomodare la cia: si fa sgamare da solo!
Ciaone's Rhapsody
Venerdì 16 Marzo 2018, 15.13.15
29
@Don Bastiano hai rubato un "Fabio Lione detector" alla CIA?
Pink Christ
Venerdì 16 Marzo 2018, 11.25.43
28
Vedo che nemmeno gli Angra vengon risparmiati dalle classiche critiche del nuovo millennio sulle band storiche. Bene cosi. A me l'album non dispace, lo trovo molto interessante con dei pezzi davvero belli che si fanno ascoltare e riascoltare senza annoiare
Radamanthis
Venerdì 16 Marzo 2018, 11.00.16
27
Una band lontana parente di quella degli esordi con Matos, un pò più simile alla più recente era Falaschi ma comunque distante pure da quella. Che dire? Lasciando perdere questo piccolo dettaglio (ironico ovviamente) devo dire che il disco di per sè è molto valido, strumentalmente siamo a livelli ottimi, idee prese qua e là ma comunque belle e vocalmente per chi ama Lione non potrà non essere apprezzato. A me il disco piace, non sarà un capolavoro ma certamente è bello, un voto che a mio avviso sul 75 si assesta. Sono poche le band che sanno suonare a certi livelli e gli Angra lo fanno da anni nonostante vari cambi di formazione.
davide
Venerdì 16 Marzo 2018, 10.56.15
26
non piacciono più..almeno a me!!! remake del remake del remake..in negativo
Don Bastiano
Venerdì 16 Marzo 2018, 9.41.37
25
SIGNORE E SIGNORI, DIAMO IL BENVENUTO A FABIO LIONE, CHE INTERVIENE NELLA DISCUSSIONE CON IL NICKNAME "IL PAPA" !
fasanez
Venerdì 16 Marzo 2018, 9.18.22
24
Quoto Galilee e JC. due band diverse a tutti gli effetti. Angels Cry l'ho consumato, è uno dei miei dischi preferiti del genere, Holy Land mi ci volle un pò a digerirlo, non amo il "tribale", Fireworks mi piacque tantissimo, trovo Lisbon uno dei pezzi più belli di tutta la loro carriera.
JC
Venerdì 16 Marzo 2018, 6.37.10
23
Concordo con Galilee: band diversa e tempi diversi. E Fireworks é un disco veramente particolare e unico, attualmente é il mio preferito degli Angra, perché molto lontano dagli stereotipi del power prog; quando uscí però ci rimasi abbastanza male.
Galilee
Giovedì 15 Marzo 2018, 21.40.27
22
Diciamo che dopo sono un altra band. Di certo non finita. Però fireworks era bellissimo.
lux chaos
Giovedì 15 Marzo 2018, 21.31.45
21
Boh, dire che gli Angra siano finiti dopo Fireworks (lavoro mediocre, peraltro) mi pare un' opinione...mm, diciamo "singolare", per non offendere, dato che successivamente sono venuti due capolavori come Rebirth e soprattutto lo stupendo Temple of shadows, e anche i due buoni successivi. Secret Garden era poco omogeneo, ma le canzoni erano buone, MOLTO buone, altro che dischi di maniera...questo nuovo Omni, se gli si dedica il giusto tempo (neanche troppo) si rivela un buonissimo album, degno della carriera di questa grande band. Bella recensione raven, misurata e veritiera
HerOfSand_14
Giovedì 15 Marzo 2018, 18.42.34
20
Secondo me è un netto passo avanti rispetto al "neutrale" Secret Garden che aveva proprio poco del sound degli Angra che conosciamo noi. Omni invece mi ha stupito in alcune parti perchè ho ritrovato quel tipo di musica che amo, un pò folkloristica, un pò prog, molto power. La cosa che non lascia che queste parti si mostrino fin da subito è la produzione di Bogren, produttore che stimo per ciò che ha fatto ma il cui stile poco ha a che fare con quello dei brasiliani. I dischi da lui prodotti sono sempre molto "pesanti", moderni, compatti..io dagli Angra vorrei dei suoni più grezzi, leggeri, soft..anche la produzione di Aqua mi andrebbe bene, già moderna ma non troppo. Comunque, tornando ai brani il pezzo che più mi ha ricordato i bei tempi è Silence Inside, veramente notevole per costruzioni e suoni. Insania anche ha richiami al passato e lo paragono al brano più old style di Secret Garden, Violet Sky, che però era molto meno riuscito (a parte la coda finale splendida). Caveman anche è molto tribale ed ha delle parti di batteria splendide e anche come pezzo merita molto, Magic Mirror è già più classicamente power ma è sognante, Light of Transcendence è quella canzone che molti gruppi odierni si sognano di scrivere: tirata, cantata da dio, suonata in modo pazzesco. Ma, come Travelers of Time e Black Widow's Web (che a me piace, il growl è strano ma ha una bella melodia) non le sento molto "Angra style". War Horns è ottima e quasi thrash, probabilmente si sente l'influenza di Kiko che ha portato la pesantezza del sound dei Megadeth, mentre le due ballad non sono niente male, Always More più diretta ma entrambe meritano vari ascolti. Che dire in conclusione: le parti strumentali sono notevolissime (ovvio pensando ai musicisti coinvolti), Bruno è un fenomeno e Barbosa sostituisce alla grande Kiko. Lione canta in modo pazzesco in tutto il disco, ma rimane sempre la sua voce il mio problema più grande che non mi fa più strappare i capelli per questa band. Con lui al microfono, fatico a considerare questo gruppo "gli Angra", come a molti capita, ed a volte mi sembra di sentire i Rhapsody. Ma tolto questo blocco, questo album è da ascoltare e riascoltare anche contro i pregiudizi (che avevo anche io in primis).
JC
Giovedì 15 Marzo 2018, 18.19.53
19
#lucadiablo anche io ho sentito rimandi al bellissimo A new religion? degli Athena. Grande disco...
JC
Giovedì 15 Marzo 2018, 18.17.43
18
Disco molto buono di power prog; gli Angra di Matos sono lontani, nel tempo e nel sound, é piú un best of di quanto il genere offra (alzi la mano chi ha sentito i rimandi agli Evergrey) e il nostro Fabio é semplicemente uno dei migliori cantanti metal in circolazione. Forse il miglior disco degli Angra dopo i primi tre capolavori. P.S. Anche a me non permette di votare, mi dice "non puoi votare due volte lo stesso album".
progster78
Giovedì 15 Marzo 2018, 16.35.50
17
Album superiore a Secret Garden (non che ci volesse molto) ,ben suonato,ben prodotto e Lione come sempre superbo!
luca diablo
Giovedì 15 Marzo 2018, 15.59.23
16
La cosa che più mi ha sorpreso di questo album è la performance vocale sopra le righe di Lione che mi ha ricordato in più di un frangente gli Athena. A mio avviso questo disco può guardare a testa alta capolavori del calibro di Holy Land e Angel's Cry mentre straccia la discografia riguardante l'era Falaschi e il non certo esaltante Secret Garden.
Aceshigh
Giovedì 15 Marzo 2018, 15.56.06
15
Bel ritorno. Album dal livello omogeneo e complessivamente alto, con - a mio avviso - due picchi : la già ascoltata Travellers of Time e Magic Mirror. I momenti un po' più elaborati (come Silence Inside) per ora non mi hanno convinto invece. Tecnicamente i musicisti non si discutono, ma questa ormai non è una novità in casa Angra. Buona la prova di Lione. Voto 80
Figalord
Giovedì 15 Marzo 2018, 15.11.28
14
Boh!... sarà che la voce del Lione è ormai dappertutto, non sono riuscito ad apprezzare queste due ultime uscite discografiche e poi la voce del Bittencourt mi fa pure cagare...
Ciaone's Rhapsody
Giovedì 15 Marzo 2018, 13.32.54
13
Ci mettterei 80 ma non mi fa votare.
Ciaone's Rhapsody
Giovedì 15 Marzo 2018, 13.26.18
12
Cerume, cerume in tantissime orecchie, questo cd Secret Garden se lo mangia a colazione.
d.r.i.
Giovedì 15 Marzo 2018, 13.18.09
11
Cd carino, considerando il precedente siamo leggermente sotto, a volte sembra che abbiano ripescato degli scarti. Non insufficiente di sicuro ma 65 mi pare un voto equo.
il Papa
Giovedì 15 Marzo 2018, 13.06.51
10
...Certo!!!Difatti il cd deve essere davvero scarso per avere gia' un centinaio di date circa come tour a supporto del cd stesso!!!hahaha..Un cd a dire il vero spettacolare che a parte in Italia e' stato accolto in maniera grandiosa ovunque, forse volevi dire "bocciata" l'italia!!!hahaha.
Metal Shock
Giovedì 15 Marzo 2018, 12.48.23
9
Gli Angra sono morti con Fireworks. Anche se con Falaschi hanno fatto dischi discreti il livello raggiunto con Matos è ineguagliabile. I dischi con prezzemolo Lione peggio ancora: dischi di maniera come questo che dicono ben poco, Holy land di un'altro pianeta. Io poi la voce di Lione fuori dai Rhapsody proprio non la digerisco. Bocciati.
entropy
Giovedì 15 Marzo 2018, 12.18.42
8
@raven scusa se ero stato poco chiaro. si intendevo un problema tecnico!
Steelminded
Giovedì 15 Marzo 2018, 11.35.04
7
Molto bello, a me è piaciuto. Per ora d'accordo con voto in attesa di leggere rece.
Raven
Giovedì 15 Marzo 2018, 11.34.49
6
Ah, un problema tecnico. Lo segnalo.
Maurizio
Giovedì 15 Marzo 2018, 11.23.50
5
sinceramente comparato a secret garden una mezza delusione. Leggendo le interviste hanno voluto accontentare tutti i fans, e si vede! pezzi che ricordano il passato (male) e pezzi forzatamente moderni (peggio). Quando invece fanno canzoni col cuore (tipo omni part 1) allora si ragiona. Voto 65/70 max ps: la voce di rafael non si può sentire...
Tatore
Giovedì 15 Marzo 2018, 11.19.06
4
@Raven Che il sistema non permette di votare: lo impedisce con il messaggio che non si può votare 2 volte, quando poi non si è mai votato. Io ho questo problema sul pc del lavoro. A casa non l'ho mai riscontrato, anche se non ci provo da tanto. Passando al disco: al primo ascolto non mi è piaciuto per niente.
Raven
Giovedì 15 Marzo 2018, 11.07.48
3
Scusa, non capisco la conclusione del tuo post. Cosa intendi dire che non è più possibile esprimere un voto?
entropy
Giovedì 15 Marzo 2018, 10.53.12
2
Considerando i voti che raven dava di solito,e anche tenuto conto di quanto detto nella recensione, ho la sensazione che con l'età stai diventando un po' più di mancia larga. Per quanto mi riguarda non ho trovato pezzi davvero belli, ma un alternanza (come nel precedente) di cose buone con altre che mi lasciano un po' freddo. Rimane la sensazione (come in secret graden) i che la voce di fabio è troppo caratterizante e finisce per far venire un po' meno la personalità tipica degli angra. Cmq un disco godibile. Segnalo che ancora una volta (come per i judas e motlissimi altri album) non sembra più possibile esprimere il proprio voto.
Danimanzo
Giovedì 15 Marzo 2018, 9.57.19
1
Tra questo "ØMNI" e "Firepower" dei Judas Priest, ci troviamo di fronte a due eccellenti album di band oramai datate ( soprattutto i secondi ) che non perdono un colpo, anzi ! Personalmente li considero già nella Top 10 di fine anno 2018.
INFORMAZIONI
2018
earMUSIC
Power
Tracklist
1. Light of Transcendence
2. Travelers of Time
3. Black Widow’s Web
4. Insania
5. The Bottom of My Soul
6. War Horns
7. Caveman
8. Magic Mirror
9. Always More
10. Ømni - Silence Inside
11. Ømni - Infinite Nothing
Line Up
Fabio Lione (Voce)
Rafael Bittencourt (Chitarra, Voce)
Marcelo Barbosa (Chitarra)
Felipe Andrioli (Basso)
Bruno Valverde (Batteria)

Musicisti Ospiti:
Alissa White-Gluz (Voce nella traccia 3)
Sandy Leah Lima (Voce nella traccia 3)
Alírio Netto (Cori)
Detonator (Cori)
Kiko Loureiro (Chitarra solista nella traccia 6)
Francesco Ferrini (Orchestrazioni)
Alessio Lucatti (Tastiere)
Nei Medeiros (Tastiere nelle tracce 4 e 9)
Dedé Reis (Percussioni nelle tracce 2, 3, 6 e 7)
Tiago Loei (Percussioni nella traccia 4)
Wellington Sancho (Percussioni nelle tracce 5, 8, 9 e 10)
 
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