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Havok - Conformicide
16/03/2018
( 1910 letture )
A quattro anni dal precedente Unnatural Selection tornano alla carica gli americani Havok con un album nuovo di zecca, Conformicide, che vede l'innesto di Nick Schendzielos al basso (Cephalic Carnage, Job For A Cowboy); seppur mantenendo il proprio stile, i musicisti tentano di variare leggermente la propria proposta, pur rimanendo legati alla propria origine di thrash metal band di stampo americano.
L'album è suonato in modo impeccabile, Pete Webber si conferma un drummer d'eccezione, però ciò che veramente manca è un'impronta personale, nonostante i quasi quindici anni di carriera la band del Colorado non riesce ad emergere come dovrebbe.

L'album si apre con F.P.C.: dopo un breve intro è il basso del nuovo arrivato a imprimere un'alternativa al consueto sound della band, un bel slap bass contrasta con una ritmica tipicamente thrash che per chi ha qualche primavera sulle proprie spalle diventa inevitabile il rimando a band come i Mordred, ma solo ed esclusivamente in questo frangente, infatti poi il brano si sviluppa su lidi ben più distanti mantenendo inalterato il sound degli Havok, stop & go e ritmiche serrate oltre alla voce al vetriolo di David Sanchez; il sound della band è tipicamente americano e alla lunga diventa quasi stancante, l'enorme tecnica in possesso della band spesso non si sposa con la creatività. In Dogmatical l'intro è un po' troppo lungo e si sviluppa in un rapido brano veloce con la doppia cassa molto predominante, i cori riportano ai Megadeth mentre la seguente Intention To Deceive invece strizza l'occhio agli Anthrax con relativi cori, è un peccato che una band dalle potenzialità enormi si riduca a riprendere ritmiche, passaggi e cantati simili alle grandi band che hanno fatto la storia del genere. Gli Havok forse sono sempre mancati in questo, molte band meno dotate tecnicamente e con meno possibilità mediatiche hanno sfornato album ben superiori senza però raccogliere quanto di dovuto. Ingsoc è probabilmente il brano che più di tutti potrebbe rappresentare la meglio la band americano, tecnica, un'ottima architettura delle armonie, una voce aggressiva supportata da una sezione ritmica in gran spolvero e poi ancora, raddoppi, ritmiche serrate e dissonanti infarciti di passaggi in tempi dispari per poi basarsi su di un tempo possente e assurdamente quadrato, davvero molto bella la parte centrale dove la band si esprime al meglio, passaggi difficili da decifrare, stop & go d'altri tempi come si potevano ascoltare in certe band techno thrash sul finire degli anni ottanta ed un comparto solista d'eccezione. Il problema maggiore di questo album, seppur buono, è la lunghezza media dei brani che sono quasi tutti oltre i cinque minuti e che alla lunga stancano, non c'è un futuro negli ascolti, tutto molto preciso e ben suonato ma assolutamente già sentito; la band non riesce a decollare, rimane ancorata agli stereotipi del genere senza apportare nulla di nuovo, o almeno un qualcosa che di diritto li dichiari personali. Claiming Certainty è un brano veloce, con ottime armonie di basso e una velocità di tutto rispetto, inizio, bridge, solo, bridge, finale; perfetto, totalmente thrash metal ma come tante, troppe altre band ed è un peccato che tale tecnica musicale non sia accompagnata da una simile a livello compositivo; Wake Up a sua volta è un brano di mestiere, riff iniziale molto possente per aprirsi in quello portante, molto bello ma fine se stesso perché il resto è piatto senza alcun guizzo, puro headbanging ignorante o per l'ennesima volta già sentito.

Il nuovo album degli Havok conferma le capacità tecniche della band, una sezione ritmica di gran valore, le due chitarre che incidono con ritmiche a volte incendieria altre meno efficaci ma sempre di ottimo livello e la voce di David Sanchez che seppur non essendo molto personale riesce ad essere abrasiva.
Un buon disco ma senza anima.



VOTO RECENSORE
68
VOTO LETTORI
86.69 su 13 voti [ VOTA]
AL
Venerdì 31 Luglio 2020, 9.31.03
5
Con Time is up il loro miglior album. Parte centrale del disco secondo me strepitosa. voto 80
jeffwaters
Domenica 19 Aprile 2020, 10.25.09
4
Concordo con Metal Shock
Alessio
Giovedì 14 Giugno 2018, 13.39.24
3
Io sono in linea con la recensione di Luca. Mi deluse abbastanza dopo che invece Time is Up e Unnatural mi era piaciuti abbastanza e avevo buone aspettative. Le idee non mancano questo glielo riconosco ai ragazzi, però secondo me alla fine manca di sostanza, un pò moscietto insomma..C'è stato di meglio per i miei gusti l'anno scorso. Magari piu in la gli ridò una possibilità anche se il thrash se non mi colpisce subito poi mi annoia. Si rifaranno al prossimo. Confermo il 7 - -
Metal Shock
Mercoledì 13 Giugno 2018, 20.20.48
2
Questa recensione me l'avevo persa. Anch'io per niente d'accordo con la recensione, visto che con Overkill e Kreator questo è il mio disco thrash dello scorso anno. Non posso che confermare il commento qui sotto: uno dei migliori gruppi thrash della nuova ondata!!
Erik
Mercoledì 13 Giugno 2018, 18.28.44
1
Per nulla daccordo col il voto e con il definire questo disco "senz'anima".Canzoni come fpc,hang em high,ingsoc,circling the drain la stragrande maggioranza delle band thrash odierne se le sognano e non solo per il livello di tecnica dei singoli componenti ma anche per la strutturazione dei pezzi sempre riuscita e quasi mai sacrificata in favore del puro tecnicismo cosa che spesso in band dall'alto tasso tecnico può accadere.per me merita almeno 80
INFORMAZIONI
2017
Century Media Records
Thrash
Tracklist
1. F.P.C.
2. Hang 'em High
3. Dogmaniacal
4. Intention To Deceive
5. Ingsoc
6. Masterplan
7. Peace Is My Pieces
8. Claiming Certainty
9. Wake Up
10. Circling The Drain
11. String Break (bonus track)
12. Slaughtered (bonus track, Pantera Cover)
Line Up
David Sanchez (Voce, Chitarra)
Reece Scruggs (Chitarra)
Nick Schendzielos (Basso)
Pete Webber (Batteria)
 
RECENSIONI
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SUFFOCATION + CEPHALIC CARNAGE + HAVOK + FALLUJAH + altri
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