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Blue Oyster Cult - Spectres
17/03/2018
( 2367 letture )
Dopo il successo di vendite raggiunto con Agents of Fortune, soprattutto grazie a quella che è probabilmente la canzone più conosciuta della lunga storia dei Blue Öyster Cult (stiamo parlando ovviamente dell'ossessionante Don't Fear the Reaper), la band di Long Island decide di proseguire sul percorso già in parte tracciato, realizzando un album dal sound estremamente radiofonico. Le tracks hanno un approccio celatamente "friendly" e -seppur con qualche rara, benevola eccezione- sono adatte a qualsiasi tipo di ascoltatore, in quanto capaci di raggiungere un pubblico estraneo al particolare malsano hard rock dai tratti psichedelici caratterizzante gli esordi della band. Spectres, questo il titolo del quinto disco in studio degli americani, piuttosto che rappresentare i mondi orrorifici tanto cari ai newyorkesi preferisce concentrarsi sulle emozioni, derivanti perlopiù da amori tormentati immersi in una fosca nube tra finzione e realtà. Il risultato rimane ottimo, sintomo di una band in grado di mettere in discussione le proprie certezze, di mutare i propri orientamenti andando incontro al gusto musicale del recente pubblico acquisito, poggiandosi perlopiù sull'immenso lavoro delle tastiere di Allen Lanier, autentico collante fra vecchia e nuova proposta.

Il brano di punta dell'LP, amato in egual misura da fedelissimi e neonati fans, si intitola Godzilla ed è strategicamente posto in apertura. Il celeberrimo refrain distorto fa da apripista ad una track superlativa, caratterizzata dai bassi marcati e dalle mille intromissioni del chitarrista Buck Dharma, protagonista assoluto dell'apripista: eccezionale il suo assolo dopo il primo ritornello. I primi due minuti di Golden Age of Leather illudono tramite l'avvio classic rock che potrebbe ricordare il jingle di uno spot pubblicitario piuttosto che la bomba elettro rock precedente. In realtà il pezzo subisce una variazione netta divenendo rapido e minaccioso, con la chitarra e i coretti terrificanti ad illuminare il tormentato cammino della song. Siamo di fronte ad uno degli apici compositivi di Spectres, ad un crescendo smorzato solo in parte dai cori ecclesiastici, spiritici ed oscuri del Newark Boys Chorus. Death Valley Nights è la prima ballata romantica, dolce e delicata del platter: rispecchia al meglio l'incontro fra la voce leziosa, da innamorato di Eric Bloom e le melodie eteree di Allen Lanier. La parte centrale è dedicata al materiale "commerciale", sono comunque composizioni che mettono in mostra le abilità fuori dall'ordinario dei musicisti impegnati. Searchin' for Celine è un tentativo parzialmente riuscito di commistione fra rock, spruzzate funk e disco dance; mentre Fireworks e R.U. Ready 2 Rock sono due brani rock da classifica. Spensierato, leggero e dal chorus irresistibile il primo; dall'incedere più pesante il secondo, anche se le chitarre hanno ormai smesso di fare male, perciò sono le tastiere a prendere in mano la situazione e a calibrare le songs. Fin troppo incentrata sui tasti d'avorio Celestial the Queen, la canzone meno riuscita dell'album anche a causa dei coretti fastidiosi sul ritornello; invece decisamente meglio l'allegra Goin' Through the Motions. Sul finale inaspettatamente si trova la seconda ballad dell'LP ed è una manna dal cielo, poiché I Love the Night possiede strofe calde, magiche, da ascoltare sdraiati sul cofano della macchina in una notte stellata. I vari strumenti contribuiscono a donare questa cornice notturna affascinante, risultando estremamente pacati. Altra sorpresa sul filo di lana -e qui sta tutta la grandezza dei Blue Öyster Cult nel chiudere in questo modo- è la cupa, tetra, corrosiva Nosferatu. Una perla nera capace di trasportarci nell'oscura e misteriosa Transilvania, mantenendo comunque il fervente romanticismo caratterizzante l'intero album.

Spectres mette sul piatto i sentimenti in maniera spontanea e talvolta abbastanza ingenua. I ragazzi capaci di estasiare con l'occulto e la fantascienza hanno capito col tempo cosa significa amare e hanno deciso di condividere assieme a noi la scoperta attraverso un'offerta accessibile, la quale perciò non va relegata in un angolo o minimizzata a mera svolta discografica imposta da dinamiche di mercato bensì, una visione più ampia, può mostrarci la maturità artistica dei Blue Öyster Cult racchiusa nell'accentuata espressività dei testi narranti passioni profonde.



VOTO RECENSORE
83
VOTO LETTORI
84.66 su 6 voti [ VOTA]
tartu71
Sabato 19 Settembre 2020, 8.12.14
13
ascoltato appena alzato: che spettacolo, sempre grandi
Litos
Lunedì 4 Febbraio 2019, 23.57.34
12
Ad essere onesti, un disco imbarazzante, soprattutto a confronto con la trilogia iniziale. La china commerciale che fa scadere i Boc a livello di anonime rock band anni 70 fa sì che si possa salvare davvero poco. Godzilla, Golden Age of leather, Death Valley nights (atmosfere degne dei Boc) e sopratutto Nosferatu. Il resto è veramente imbarazzante.
Aceshigh
Sabato 12 Maggio 2018, 10.21.00
11
Anche per me i picchi rimangono la pietra miliare Secret Treaties e Fire of Unknown Origins (e appena un pelo sotto metterei Cultosaurus Erectus e lo splendido album d'esordio), ma anche questo album merita! La parte centrale per i miei gusti è un po' sottotono ma il resto dimostra appieno la classe e l'originalità di questa band immensa! Perfetto il voto della recensione.
TPR
Mercoledì 21 Marzo 2018, 23.03.11
10
presi il vinile per una bella recensione su Stereoplay, fu una scoperta mistica per l'atmosfera unica che crea.
OathBound
Martedì 20 Marzo 2018, 11.59.41
9
Disco molto piu' soft di altri della band, molto poetico ed evocativo. I loro picchi rimangono Secret Treaties e Fire of Unknown Origins (c'è dentro uno dei best guitar solo ever ). Sottovalutatissimo, ma superlativo The Revolution by Night che ha canzoni meravigliose.
Masterburner
Martedì 20 Marzo 2018, 10.17.08
8
Amatissimi
Pacino
Lunedì 19 Marzo 2018, 9.04.21
7
Band superiore. Voto 86
Mic
Domenica 18 Marzo 2018, 14.11.20
6
ascoltato proprio ieri sera, che coincidenza. B.O.C grande band, Spectres grande disco, perfettamente descritto nella recensione
jaw
Domenica 18 Marzo 2018, 11.21.40
5
Il disco e' bello il voto e' giusto , a me piace di piu' cultosaurus erectus , qui c e' godzilla come singolo , molto bello , tipico hit dell epoca alla barracuda degli Heart. Pero' non e' che siano mai stati ai vertici delle classifiche. Canzoni come golden age of leather sono altri esempi tipici del periodo, c erano tante bands in sintonia con quel tipo di sounds i new englad di walking wild o reggie knighton band e tanti altri ancora
marmar
Domenica 18 Marzo 2018, 9.45.24
4
Vecchi, irresistibili B.O.C., disco spensierato e simpatico, che apre con la mitica "Godzilla", e chiude con la suadente "Nosferatu". Peccato che le giovani generazioni (a giudicare dagli scarsi commenti) non conoscano questa band di genialoidi, uno tra i miei gruppi preferiti di sempre, non sanno cosa si perdono.
InvictuSteele
Sabato 17 Marzo 2018, 18.13.31
3
Mai capito perche questo disco sia cosi sottovalutato, io lo considero tra i migliori della band, un capolavoro. Dopo l'insuperabile Fire of unknown origin e il geniale Secret Treaties ci piazzo Spectres.
Rob Fleming
Sabato 17 Marzo 2018, 17.56.27
2
Per me anche superiore al precedente AfF; questo è uno dei loro album migliori in assoluto. Sicuramente il più bello dopo Secret treaties. Un gusto melodico fuori dal comune che passa da Celestial the Queen, Fireworks, Golden age...e Death valley nights al classicissimo Godzilla. I B.O.C. erano un gruppo di caratura superiore. 90
rik bay area thrash
Sabato 17 Marzo 2018, 12.05.15
1
B.o.c. una band incredibile, capace di realizzare song d'impattp hard rock e abbinarle con refrain catchy. Molto eclettici e mai banali, anche se alcune song molto radio friendly lo possono far supporre. La loro incredibile capacità di sintesi, unire hard rock e melodie a volte oblique ma efficaci e che ti si stampano nella testa senza più lasciarti. In versione live sono assolutamente potenti ed elettrici. Album da non sottovalutare se si seguono i b.o.c. (imho)
INFORMAZIONI
1977
Columbia Records
Hard Rock
Tracklist
1. Godzilla
2. Golden Age of Leather
3. Death Valley Nights
4. Searchin' for Celine
5. Fireworks
6. R. U. Ready 2 Rock
7. Celestial the Queen
8. Goin' Through the Motions
9. I Love the Night
10. Nosferatu
Line Up
Eric Bloom (Voce, Chitarra)
Donald "Buck Dharma" Roeser (Chitarra, Voce)
Allen Lanier (Tastiere, Chitarra, Voce)
Joe Bouchard (Basso, Chitarra, Voce)
Albert Bouchard (Batteria, Armonica, Voce)

Musicisti Ospiti:
Newark Boys Chorus (Voce sulla traccia 2)
 
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