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Turbonegro - Hot Cars & Spent Contraceptives
17/03/2018
( 1149 letture )
Dimenticate il punk rock ultra catchy e glamour di Ass Cobra e Apocalypse Dudes, dimenticate i travestimenti sessualmente ambigui e i petardi infilati fra le chiappe alla fine dei concerti. Insomma, dimenticatevi i Turbonegro come li si conosce di solito. Perché il loro debutto, il qui presente Hot Cars and Spent Contraceptives, è un album sulfureo, aggressivo e rumoroso. Formatisi a Oslo nel 1989, i Turbonegro fanno parte della nouvelle vague del punk scandinavo emersa ad inizio anni Novanta. Questi norvegesi disgraziati ne incarnano il versante più eccessivo, anche grazie al loro autodefinito deathpunk. Uno stile che ha raggiunto la sua forma più popolare sul finire del secolo, e che trova in Hot Cars and Spent Contraceptives una prima, radicale versione. Garage rock, hardcore punk, heavy metal, noise e velleità industriali formano il micidiale impasto.

Introdotto dalla voce di una ragazza che racconta le sue avventure sessuali, Librium Love è un brano hardcore grezzo e tirato. Un embrione di quel sound catchy e energico che esploderà solo pochi anni più tardi, ma seppellito sotto una patina di grasso e sudore. Stesso discorso per Punk Pals, I’m in Love with the Destructive Girls e Clenched Teeth: riff semplici ed efficaci, brani veloci, senza fronzoli ma allo stesso tempo unti e pesanti, che si stampano in testa al primo ascolto. Quest’irruenza punk si coniuga con il noise rock in Kiss the Knife, un’unione incestuosa che crea paesaggi distorti e ansiogeni. Il noise viene ripreso ed estremizzato durante i dieci minuti della vigorosa Prima Moffe, una sorta di proto sludge che si scioglie in un finale di rumore lancinante. Un’atmosfera lenta e fangosa che si manifesta anche durante la heavy oriented New Wave Song e la pseudo title-track Hot Cars. Squadrata e dall’incedere sinistro e gotico, quest’ultima canzone contiene un curioso inserto di percussioni dal sapore industrial. Da ultimo, come ciliegina sulla torta, in Zonked out (on Hashish) fa la sua comparsa un organo in pieno stile anni Settanta.
La produzione grezza e rumorosa amplifica al massimo l’impatto delle canzoni. Malgrado l’abbondante presenza di fischi di chitarra e di un alone di marciume permanente, ogni strumento è ben udibile. Nella tempesta di watt scatenata dai musicisti, fatica quasi a imporsi la vociaccia acida e filtrata di Harry Neger, al secolo Harald Fossberg, sostituito un anno più tardi dal più famoso Hans Erik. Seppure non privi di elementi sconci e provocatori, i testi di Hot Cars and Spent Contraceptives sono prevalentemente criptici e impregnati di un’atmosfera cupa e crepuscolare.

Insomma, Hot Cars and Spent Contraceptives è un album viscerale, potente, che gronda sporcizia e neri umori corporali. Un lavoro che comunica una gran voglia di fare casino e di colpire l’ascoltatore in piena faccia, elementi questi alla base del suono dei Turbonegro degli anni a venire. Ma se si può constatare una certa immediatezza di fondo, l’album stupisce per la sua varietà e sperimentazione. È proprio questo che rende Hot Cars and Spent Contraceptives un lavoro affascinante, il suo essere grezzo e curato allo stesso tempo. Un unicum nella discografia dei Turbonegro che vale la pena di recuperare.



VOTO RECENSORE
80
VOTO LETTORI
99 su 1 voti [ VOTA]
No Fun
Martedì 30 Novembre 2021, 8.24.29
9
L'ho recuperato da poco, gran disco sul serio. Sì, è diverso dai successivi (in realtà conosco solo Ass Cobra e Apocalypse Dudes) però anche a me non pare hardcore, direi piuttosto un bel garage punk ruvido stile Stooges. Stavo per scrivere "@Lambru, n 5, beh una Mobile Home secondo me è hardcore, sembra fatta dai Bad Brains" però prima ho voluto controllare ed in effetti è una cover dei The Lewd, non è dei Turbonegro.
patrik
Martedì 30 Novembre 2021, 1.15.38
8
rispetto ad apocalypse dude e scandinavian leather è una mazzata e sembra una via di mezzo tra i refused e gli hellacopters , c'è sempre del rock and roll , in effetti sono come i ''mondo generator'' scandinavi
LAMBRUSCORE
Mercoledì 21 Marzo 2018, 9.47.23
7
L'ho ascoltato. Qualche pezzo non mi dispiace, per me è sul garage punk.
Masterburner
Mercoledì 21 Marzo 2018, 0.20.06
6
Non è tra i dischi che mi ricordo dei Turbonegro, un motivo ci sarà, comunque occasione per riascoltarlo
LAMBRUSCORE
Martedì 20 Marzo 2018, 20.05.56
5
Non ho mai sentito mezza nota HARDCORE dai Turbonegro, si vede che questo disco mi era scappato....
Metal Shock
Martedì 20 Marzo 2018, 20.03.56
4
Questo non lo conoscevo, per me i Turbonegro iniziano con Ass Cobra e a sentirlo mi ha un po' sorpreso invero. Lo dovrò riascoltare meglio in futuro, ora sono preso col loro nuovo disco, molto interessante.
Griso
Martedì 20 Marzo 2018, 18.33.56
3
Ognuno ha la sua rispettabile opinione, ma per mettere i puntini sulle i Hot Cars è comunque ben diverso da Ass Cobra
VomitSelf
Martedì 20 Marzo 2018, 14.36.45
2
Sottoscrivo il commento di Galilee. Di Hardcore avevano davvero poco o nulla...Glam Punk nudo e crudo. Comunque questo non l'ho mai ascoltato, ma "Ass Cobra" l'ho letteralmente consumato al tempo. Una boccata di ossigeno ai tempi, in mezzo a tutta quell'accozzaglia di finto punk che allora spopolava (Green Day e co).
Galilee
Sabato 17 Marzo 2018, 18.23.28
1
Recensione e voto condivisibile. Ma l'HC per me è tutt'altra cosa. Questo per me è punk rock glam. Ma comunque si, siamo a dai livelli di grezzume senza pari...
INFORMAZIONI
1992
Big Ball Records
Hardcore
Tracklist
1. Librium Love
2. Punk Pals
3. Kiss the Knife
4. Vaya con Satan
5. I’m in Love With the Destructive Girls
6. Hot Cars
7. Clenched Teeth
8. New Wave Song
9. Nadsat Come Easy
10. Zonked out (on Hashish)
11. Prima Moffe
Line Up
Harry Neger (Voce)
Brune Neger (Chitarra)
Max Neger (Chitarra)
Bingo Neger (Basso)
Bongo Neger (Batteria)
 
RECENSIONI
80
 
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