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Manach Seherath - Timeless Tales
25/03/2018
( 473 letture )
Nati nel 2012 ed autori di una prima demo nell’anno successivo, dopo aver affrontato alcuni cambi di formazione anche recenti che hanno poi portato a quella attuale, per i campani Manach Seherath è adesso tempo di un album completo, seppure sempre in regime di autoproduzione. Poggianti sul lavoro compositivo del cantante Mich Crown e del tastierista Cyrion Faith (a quest’ultimo si deve anche il criptico moniker tratto da un’antica lingua della quale non ci è dato di sapere nulla), i ragazzi di Napoli operano nel settore metal sinfonico, mostrando innanzi tutto grande attenzione per i particolari.

Per essere una autoproduzione, infatti, Timeless Tales si presenta davvero ben confezionato. Oltre ad una cover magari non originalissima, ma molto piacevole nel suo riprodurre la copertina di un antichissimo libro, troviamo infatti un buon booklet contenente tutti i testi. Inoltre, ed anche se la cosa non può avere diretta rilevanza in sede di recensione, anche il press kit è organizzato con ordine e cura -la bio è in caratteri gotici, ad esempio- evidenziando un approccio professionale all’attività. Per quanto riguarda la musica, Timeless Tales si compone dei pezzi del demo precedente, in questo caso posti in coda ed opportunamente “spolverati”, ma soprattutto di un lotto di nuove canzoni che mostrano maggiore coesione in sede di scrittura e una superiore messa a fuoco degli obiettivi del gruppo rispetto al passato. Interpretazioni vocali stentoree e forse non troppo valorizzate in sede di mixaggio; buoni intrecci tra chitarre e tastiere; basso e batteria a fare il loro lavoro ed una scaletta basata sulla ricerca dell’equilibrio tra pathos e fruibilità per l’ascoltatore. Dopo l’apripista The Waters of Acheron, sono The Cursed Collector, Swords in the Mist e Chasing the Beast a rappresentare al meglio i Manach Seherath in questo senso, ossia come band con spiccati accenti epici, sinfonici ed heavy, talvolta integrati da note oscure. Asleep: the Legend of a Heart pt. 1, invece, mette maggiormente in luce il lato sinfonico del gruppo, mentre Restless: the Legend of a Heart pt. 2 quello più power prima della riproposizione dei vecchi brani, pur posti sotto una luce più intensa.

Al tirar delle somme, i Manach Seherath mostrano con Timeless Tales sia di essersi migliorati rispetto al demo 2013, che di avere ancora molta strada da percorrere. A prescindere da alcune scelte discutibili operate in sede di registrazione e dalla qualità della registrazione stessa, sulla quale potrebbero avere influito anche banali problemi economici, la band deve ancora migliorare sul piano della personalità. Al di là della forma, alcuni passaggi e certi brani scorrono via senza colpire il bersaglio grosso, in quanto troppo “regolari” per suscitare un interesse che vada oltre un livello medio e serva quindi a segnalare i Manach Seherath in particolare, all’interno di un settore peraltro molto inflazionato. In sintesi: buona tecnica, palese interesse nel cercare di proporre un pacchetto completo che dia un’immagine quanto più professionale possibile, ma una cifra stilistica ancora in itinere. Timeless Tales è un discreto lavoro se inquadrato come step verso la maturazione, ma è proprio il suo raggiungimento la sfida ancora da vincere per i figli del Vesuvio.



VOTO RECENSORE
65
VOTO LETTORI
80 su 1 voti [ VOTA]
INFORMAZIONI
2018
Autoprodotto
Symphonic Metal
Tracklist
1. The Waters of Acheron
2. The Cursed Collector
3. Swords in the Mist
4. Chasing the Beast
5. Asleep: the Legend of a Heart pt.1
6. Restless: the Legend of a Heart pt.2
7. Arti Manthano: a Timeless Trilogy pt.1
8. Timeless: a Timeless Trilogy pt.2
9. All in All: a Timeless Trilogy pt.3
Line Up
Mich Crown (Voce)
Gianluca Gagliardi (Chitarre)
Cyrion Faith (Tastiere)
Lukas Blacksmith (Basso)
Carlo Chiappella (Batteria)
 
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