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Oblivion (FRA) - Resilience
05/04/2018
( 429 letture )
Gli ambiziosi ed esperti Öblivïon cercano di guadagnarsi uno spazietto nel mondo del metal con Resilience, un album heavy-power che rivela in tutto e per tutto la loro identità. Il quintetto francese, capitanato da Jo Amore, ex Nightmare e Now or Never, si pone come portabandiera del power nella propria terra nativa, attraverso una formazione che dovrebbe unire alcuni tra i migliori musicisti del genere a livello nazionale. Con il disco di debutto degli Öblivïon non ci si trova davanti a nulla di particolarmente innovativo o di fuori dagli schemi: Resilience non è niente altro che un album di buon e ordinario power metal con i suoi elementi lirici e sinfonici, ben suonato, ben prodotto e tutto sommato scorrevole, grazie anche alla durata non titanica dei ben undici brani.

Tra le note positive dell’album emerge subito la prestazione e il timbro di Jo Amore, che canta con discreta personalità, adattandosi perfettamente al genere, facendo sempre quello che deve fare con un approccio abbastanza tradizionale ma efficace. Altro punto a favore di Resilience è la parte musicale, sempre compatta e ben curata: le chitarre suonano riff aggressivi, in grado di creare un bel muro sonoro. Assoli e momenti orchestrali se pur ben presenti non danno la percezione di trovarsi dinnanzi ai soliti tentativi di creare opere metal da quindici minuti con orchestrazioni assurde e i soliti cliché del genere (che ovviamente non mancano in termini assoluti). Lo stile musicale infatti è ampiamente contaminato dal classico heavy anni ottanta, complice anche la discendenza della band dai Nightmare, affermato gruppo nato nel 1979 in cui hanno militato oltre che al cantante Jo Amore, il batterista David Amore e il chitarrista Steff Rabilloud. Con il vecchio gruppo vi è in comune anche la produzione, il mixing e il masterig curati da Pat Liotard. Questa vena heavy alleggerisce un poco l’ascolto, ma questo non basta poiché nella fruizione dell’album l’attenzione sembra calare traccia dopo traccia per via di una leggera mancanza di originalità o meglio di picchi elevati, di momenti in cui si possa avere l’impressione di trovarsi di fronte ad un album superiore alla concorrenza. Tutti i pezzi sono della stessa buona qualità ma talvolta sembra mancare qualcosina per salire di categoria.
Ne consegue che non è facile trovare una canzone più riuscita rispetto ad altre. La opener Spectral World è un breve pezzo strumentale, che lancia tutto il resto del disco nel nome dell’epicità e della liricità, in fin dei conti non scostandosi molto da quanto detto in precedenza. La rapida Bells From Babylon, la solidissima In the Arms of a Queen o la conclusiva e leggermente più ricercata Dreamers Believers potrebbero essere alcuni brani più rappresentativi di Resilience.
Piccola parentesi da aprire su Punished by the Crowd, brano di matrice power in cui il ritornello viene preceduto da una parte musicale che lo lancia tramite una particolare dissolvenza, una sorta di cross-fade che sembra generare una dissonanza e forse un leggero sbalzo di volume. Si tratta di un effetto (o difetto) che lascia un poco straniti nell’ascolto, pur trattandosi di una piccolezza in mezzo a una produzione complessivamente precisa e curata.

Sicuramente il lavoro degli Öblivïon non è da stroncare o da bocciare, anzi supera la sufficienza con grande tranquillità. Resta un briciolo di rammarico per il fatto di non aver alzato l’asticella rispetto agli standard di genere. Resilience fa il suo, si dimostra un album compatto a livello compositivo e nella registrazione, in cui i pezzi scorrono bene, a tratti in maniera anche piuttosto piacevole. Il tutto viene saltuariamente intaccato da una leggera monotonia, che alla fine mina la longevità del disco. Questo in buona parte è dovuto all’alchimia dell’album, a una formula che non si stacca troppo da quanto fatto da tanti altri gruppi nel corso degli anni. Si tratta di un difetto sorvolabile se si ascolta Resilience senza avere aspettative troppo alte: la musica viene suonata con grande energia e la performance di Jo Amore cerca di coinvolgere sempre l’ascoltatore graffiando e ruggendo con grande carisma. Non si può che consigliare l’ascolto di Resilience agli appassionati del genere, che si troveranno un prodotto complessivamente di buona qualità, sicuramente capace di regalare alcuni momenti di buona musica, senza difetti grossolani, pur non trattandosi di un disco destinato a diventare una pietra miliare.



VOTO RECENSORE
66
VOTO LETTORI
0 su 0 voti [ VOTA]
Nic
Mercoledì 25 Aprile 2018, 16.45.13
2
Hai centrato il punto Salvatore: se si cerca un album con le caratteristiche sonore e stilistiche che hai detto "Resilience" non può che piacere
salvatore
Martedì 24 Aprile 2018, 3.20.34
1
Ho avuto modo di ascoltate proprio alcuni dei brani citati e devo Dire da defender fan, che questi Oblivion sono molto validi certo ...verissimo!...... non bisogba aspettarsi nulla di cosi innovativo ma comunque e' il.prezzo da pagare per il true/metal e il power canonico e ci sta...io personslmente sono un amante di questo tipo di sonorita potenti e rocciose ma anche evocative e epicheggianti (anche il cantato potente ,vibrato e molto teatrale , mi porta inevitabilmente a quello di R.J.Dio con una maggiore predisposizione musicale al power/epic/prog che mi porta in msniera piu' diretta , ai Shymphony x , . Oblivion....true/h.metal band francese di ottima qualita', e talento! voto 75
INFORMAZIONI
2018
ROAR! Rock of Angels Records
Heavy/Power
Tracklist
1. Spectral Warrior
2. Honor and Glory
3. In the Arms of a queen
4. Bells From Babylon
5. Shine In My Galaxy
6. I Throught I Was A King
7. Evil Spell
8. Punished by the Crowd
9. Facing the Enemies
10. Race Is On
11. Dreamers Believers
Line Up
Jo Amore (Voce)
Steff Rabilloud (Chitarra)

Florian Lagoutte (Chitarra)

Markus Fortunato (Basso)

David Amore (Batteria)
 
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