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Aosoth - V: The Inside Scriptures
06/04/2018
( 648 letture )
A partire dalla metà degli anni ’00, la geografia del black metal globale ha subito una repentina trasformazione. Una nuova genia di band francesi, forte di un massiccio substrato filosofico-teoretico e di un sound claustrofobico, capace di un bilanciamento perfetto tra caos e musica “colta”, ha infatti dato vita un nuovo “passaggio a Nord-Ovest” lungo il sentiero della mano sinistra. Le oscure rifrazioni dark-industrial di Blut Aus Nord (autori nel 2003 di The Work Which Transforms God), l’orgia infernale quasi-death dei Deathspell Omega (Si Monumentum Requires Circumspice è del 2004) e le escoriazioni harsh-black degli Antaeus (vedasi De Principii Evangelikum, pubblicato nel 2002) hanno costituito declinazioni differenti di una originale sintesi stilistica che, pur abbracciando un approfondito studio formale e concettuale, continua ancora oggi a trasmettere il “culto” nella sua natura immediata, violenta e incompromissoria. Responsabili della diffusione del nuovo verbo sono principalmente tre etichette: la Norma Evangelium Diaboli, diretta emanazione dei Deathspell Omega, la Debemur Morti Productions, che raccoglie una galassia composita di band tra cui, per rimanere in Francia, Blut Aus Nord e Haemoth, e la Agonia Records, etichetta polacca estremamente attenta alle recenti mutazioni death-black continentali.
Gli Aosoth appartengono alla seconda generazione di quel black metal. Nati nel 2002 per volontà di BST, autore delle musiche e dotato polistrumentista già chitarra nei Temple Of Baal, e MkM, carismatico frontman degli Antaeus, responsabile di testi e voce, dopo un paio di split EP con le band “madri”, esordiscono sulla lunga distanza solo nel 2008 con l’omonimo Aosoth, licenziato dalla Total Holocaust Records. Dato il suo carattere di progetto laterale, la line-up degli Aosoth ha subito notevoli variazioni nel corso degli anni: quella responsabile del presente V: The Inside Scriptures vede in aggiunta la seconda chitarra di Sagoth (Temple Of Baal), il basso di Inrvi (VI) e un batterista, semplicemente chiamato T, in sostituzione del tradizionale drum programming utilizzato in passato.

L’album si apre con rintocchi di campane gradualmente dilaniati da gorghi di feedback in un rapido crescendo che conduce al grande attacco di batteria, rutilante, quasi groove nel marcato uso dei tom e nell’andamento cadenzato che immerge la materia black in una viscosa melma sludge. Su di essa un riffing selvaggio e dissonante viene squarciato dalla voce acida e demoniaca di MkM, grande protagonista dell’intero platter e autore di una prova vocale spettacolare. A metà minutaggio, il pezzo vira verso un black’n’roll velenoso, ideale punto d’incontro fra Tribulation e Inquisition, prima di ripiegare sulle cadenze iniziali e chiudersi ciclicamente col medesimo rintocco di campane. La successiva Her Feet Upon The Earth, Blooming The Fruits Of Blood apre marcia e ultradissonante, con un grande lavoro delle chitarre nel ricavo degli incastri armonici, squadra in un 4/4 secco e trascinante, stacca tra i vuoti alienanti di Blut Aus Nord solcati tuttavia da una viva presenza percussiva, e si assesta tra tappeti di blast beat e improvvisi rallentamenti doom. La titletrack affianca invece ad un andamento generale black-doom rapide ripartenze in furioso blastbeat, per poi virare su un riffing a tinte sludge-core, nobilitato da un arpeggio di chitarra che ritaglia scampoli di orecchiabilità melodica dalla tela black’n’roll livida. La seguente Premises Of A Miracle scorre impetuosa e gelida prima di trattenere il fiato per una decina di secondi, come a rappresentare il balzo nel vuoto di una cascata che deflagra e spumeggiando riprende il suo corso, mentre Contaminating All Tongues si configura come un mid tempo sulfureo, che si slabbra in un riffing neurosisiano grondante sangue graffiato dall’ugola di MkM. In questo caso, testi e visioni deformi sono opera di The Cuckoo, principale responsabile dei Terra Tenebrosa e sgusciante figura del panorama estremo svedese.
La chiusura dell’album è affidata a Silver Dagger And The Breathless Smile, pezzo ispiratissimo ed estremamente vario che ricesella il giro armonico di A Heart To Judge inoculando una sottile vena di isterica follia nel corpo black (il cantato ricorda a tratti le declamazioni di pura possessione di Attila Csihar), prima di deflagrare in un finale che devasta il paesaggio sonoro come la carestia flagella i campi coltivati.

V: The Inside Scriptures è un lavoro di fine eleganza black, che sorprende per la capacità di mutuare forme espressive da altre scene musicali estreme, pur conservando una solida identità oscura e demoniaca. La scrittura dei brani è ricca e articolata, le performance dei musicisti ampiamente sopra le righe (menzione particolare per il batterista T, autore di una prova siderale dietro le pelli), e la produzione allo stesso tempo caotica nell’immersione delle linee strumentali e vocali nel mix e affilata nel garantirne la perfetta leggibilità.
Sfortunatamente, MkM ha annunciato la sospensione del progetto Aosoth e la dipartita degli altri membri della band a seguito di una non meglio specificata querelle con uno di essi in merito all’uscita di un nuovo progetto. Il nostro augurio è che tutti i musicisti coinvolti nella produzione di questa perla nera del metal europeo A.D. 2017 continuino a percorrere le nostre ferite interiori spargendovi sale e zolfo.
Tra i dischi black dell’anno appena trascorso.



VOTO RECENSORE
83
VOTO LETTORI
57 su 2 voti [ VOTA]
Alessio
Venerdì 6 Aprile 2018, 14.43.56
1
Un altro ottimo album dal combo transalpino. Però secondo me è inferiore al precedente che era un pezzo da 90. Questo e' meno oscuro ma piu claustrofobico. Comunque rimangono ancora una garanzia.
INFORMAZIONI
2017
Agonia Records
Black
Tracklist
1. A Heart To Judge
2. Her Feet Upon The Earth, Blooming The Fruits Of Blood
3. The Inside Scriptures
4. Premises Of A Miracle
5. Contaminating All Tongues
6. Silver Dagger And The Breathless Smile
Line Up
MkM (Voce)
BST (Chitarra)
Sagoth (Chitarra)
Inrvi (Basso)
T (Batteria)
 
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