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Pino Scotto - Eye for an Eye
22/04/2018
( 4892 letture )
Sessantotto anni e non sentirli: potrebbe esser questo lo slogan promozionale perfetto per il nuovo album di Pino Scotto, indomito rocker campano che, a quasi quattro decenni dal suo esordio, pare proprio non aver alcuna voglia di appendere il microfono al chiodo: negli anni, il nostro amico è diventato celebre principalmente per le sue infuocate invettive contro il mondo della politica e dello show business, a tal punto che a volte è facile dimenticarsi della sua importante carriera di musicista, che lo ha visto condividere il palco e lo studio con musicisti appartenenti davvero ad ogni genere possibile ed immaginabile; è dunque un piacere accoglierlo di nuovo sulle nostre pagine con questo suo nuovo lavoro di inediti, Eye for an Eye giunto a sei anni da Codici Kappaò, sotto l'egida della Nadir Music. Per l'occasione, oltretutto, il cantante si è riunito alla sua band storica, che comprende il chitarrista Steve Angarthal.

Come il buon Pino ci ha detto, il suo intento era quello di pubblicare un album che suonasse pienamente rock anni 70/80, con uno sguardo rispettoso ai grandi di quel periodo come Led Zeppelin e (soprattutto) Deep Purple: effettivamente, già dalle prime note del primo pezzo sembra di esser catapultati indietro nel tempo! Chitarra, tastiere e sezione ritmiche suonano squisitamente vintage, il brano è tirato e gradevole e la voce suona “incazzata” come sempre. Un inizio decisamente convincente, presto bissato da The One, pezzo più cadenzato con il basso di Dario Bucca in evidenza ed un'interpretazione particolarmente sentita da parte di Pino; aver richiamato la sua band storica è stato davvero un gran colpo da parte del grintoso rocker campano! La chitarra di Angarthal, in particolare, appare davvero fondamentale, come dimostra su One Against the Other, dove sceglie perfettamente quando accelerare e quando tirare il freno a mano, concedendosi anche un paio di valido assolo. Two Guns, che tratta il tema della legittima difesa, è il pezzo più heavy ascoltato finora: le tastiere settantiane dei pezzi precedenti, infatti, vengono prepotentemente messo in secondo piano dalla chitarra e dalla sezione ritmica, più aggressive che mai, al pari della voce di Pino, che tocca uno degli innegabili apici di questo Eye for an Eye. Cage of Mind, aperta da un riff che fa molto Megadeth, è invece un brano ben diviso fra parti più tirate ed altre più melodiche, con il nostro che mostra di saper alternare validamente registri vocali ora rabbiosi, ora ragionati; in tal senso, tuttavia, il top è sicuramente Angel of Mercy, dedicata dal cantante alla madre, recentemente scomparsa: il brano è indubbiamente uno dei più riusciti dell'album, tanto dal punto di vista musicale, quanto da quello emotivo. Forse anche a causa della bellezza di Angel of Mercy, Looking for the Way ci convince un po' meno, al pari di Wise Man Tale, il brano più atmosferico del disco. Per chiudere i giochi e mostrare, come sempre, il suo sconfinato amore per il rock anni 70/80, il nostro sceglie di omaggiare due grandi artisti come Sammy Hagar e Gregg Allman, offrendoci due valide cover di There's Only One Way to Rock e One Way Out.

Come abbiamo detto ad inizio recensione, Pino Scotto voleva regalare a se stesso ed ai suoi fan un album che potesse trasportare gli ascoltatori nel magico mondo dell'hard rock di una volta: giunti alla fine del viaggio, possiamo affermare che la missione è perfettamente riuscita, perché Eye for an Eye è un album valido e divertente, che scorre via facendosi ascoltare con grande piacere, come forse non accadeva dai tempi dello storico Datevi Fuoco: è un disco ben suonato, ben prodotto e validamente interpretato, con un lieve calo verso la fine, ma che prima di esso aveva fatto pienamente in tempo a regalarci alcuni ottimi pezzi. Forse non sarà il disco più originale uscito in questo 2018, ma, in fondo, al rocker campano chiedevamo solo di farci divertire e, perché no, ragionare: in tal senso, lo abbiamo già detto, la missione è compiuta.



VOTO RECENSORE
73
VOTO LETTORI
55.13 su 15 voti [ VOTA]
duke
Martedì 9 Ottobre 2018, 22.01.04
16
personaggio incoerente e diventato una macchietta rock ....lo apprezzavo ai tempi dei vanadium ma ora e' inguardabile....
Philosopher3185
Martedì 9 Ottobre 2018, 21.41.50
15
Quest'uomo da una parte lo trovo odioso,perchè è un controsenso,da una parte si incazza perchè non ha fatto i soldi(e lui sa benissimo che per fare soldi devo buttarti sul commerciale)e dall'altra dice che si sente soddisfatto perchè è libero,e poi anche a livello musicale parla tanto di coerenza e poi ha fatto collaborazioni-a mio parere-discutibili;dall'altra parte lo adoro perchè quando canta è un grande frontman e vocalist e i suoi testi li adoro perchè sono retorici ma colpiscono dritto al punto..se la smettesse di fare Rock Tv e pretendere di fare "il maestro di vita" e si concentrasse solo sul cantare ne guadagnerebbe in stima e rispetto.
Fabio Rasta
Mercoledì 25 Aprile 2018, 12.54.12
14
...dimenticavo di citare la recente e a me graditissima collaborazione con BENNATO, mio primo idolo di bambino e maestro ed ispiratore di armonica a bocca e schitarrata.
Fabio Rasta
Mercoledì 25 Aprile 2018, 12.50.34
13
Da recensione e interviste promette bene x i miei canoni. Sempre apprezzato l'artista PINO SCOTTO fin da ragazzetto. Grande l'Angus Day (a me le celebrazioni e le cose scontate non dispiacciono affatto...). Possiedo Datevi Fuoco e trovo che sia penalizzato dalla produzione, i testi sembrano sbiascicati e non si capisce niente. Inoltre, non so se è colpa sua o del suono o del microfono, ma PINO mi ricorda molto Paperino quando è infuriato e mi scappa pure da ridere. "Dove xchono Qui Quo Qua???!!!" Qui si dice ben suonato, ben prodotto. Sono curioso. Spero x lui che il disco vada bene.
warrior63
Mercoledì 25 Aprile 2018, 6.12.29
12
@tino. ...Heavy con kleever. .me ne ero dimenticato grazie che ricordi....la musica buona x me i vanadium sono stati un gran gruppo..hanno scritto una gran pagina del metal nostrano. ..facile criticare ora ma in quegli anni sono stati dei veri pionieri
Maurilio
Martedì 24 Aprile 2018, 20.48.16
11
i Vanadium fanno parte della storia dell hard rock italiano, ottimi dischi, chi li critica non li conosce bene o non ha vissuto quel periodo musicale
Graziano
Lunedì 23 Aprile 2018, 18.09.09
10
Non mi piace più, e da anni, esattamente dai Fire trails, ultimo ottimo album cantato da Pino. Ma i Vanadium non han fatto dischi pessimi, anzi. Capisco che ci sia chi lo odia per le sue esternazioni a volte grottesche, ma il suo passato musicale è indiscutibile.
Sadwings
Lunedì 23 Aprile 2018, 14.34.35
9
Io non capisco le critiche circa pino scotto. Neanche io condivido tutto quello che dice e che fa anzi. Però con tutti i suoi limiti e a modo suo cerca quanto meno di portare dei messaggi positivi. Certo non si può pretendere da Pino Scotto discorsi filosofici o dialettici in quanto il suo credo è dato dalla sua vita su strada e in fabbrica. Poi i Vanadium forse non hanno inventato nulla ma sicuramente sono stati validi in un panorama musicale italiano desolante.
tino
Lunedì 23 Aprile 2018, 12.44.46
8
ovvviamente il post era per l'intervista, faccio copia incolla
tino
Lunedì 23 Aprile 2018, 12.38.34
7
I dischi dei vanadium sono bellissimi e fanno parte dellla mia crescita personale dai tempi di heavy con kleever. Detto questo ho apprezzato pino ai tempi dei fire trails dove aveva messo su una buon gruppo, poi si è perso per la strada e si è fatto prendere la mano con la televisione (e con you tube) ed è diventato un pessimo cantante. Non lo seguo più, l’ultima volta gli ho dato una possibilità live a parma dove c’eravamo in quindici a vederlo, triste, tristissimo, oltre che scadente dal punto di vista vocale. Peccato per steve che è comunque uno dei migliori chitarristi italiani, meriterebbe più fortuna, ma penso che pino ottenga spesso l’effetto contrario. La storia di bruce poi mi sembra la classica sboroneggiata da pub, stile l’ultima birra prima di andare a casa senti questa, peccato che non abbiamo più trent’anni e andiamo a letto presto.
Lele 12 DiAnnö
Lunedì 23 Aprile 2018, 12.27.45
6
@Metal Shock: come "compresi i Vanadium"?
Metal Shock
Lunedì 23 Aprile 2018, 10.19.21
5
Mai piaciuto: cantante da schifo e quel che ho sentito fatto da lui, compresi Vanadium, è musica pessima. Prima sparisce meglio è.
Enomis
Lunedì 23 Aprile 2018, 9.50.15
4
Non il maggiore fan di Scotto, devo ammetterlo, ma non mi piace partire prevenuto. Voglio ascoltarlo e vedere come se la cava su questo nuovo LP, mi ha incuriosito.
HM
Lunedì 23 Aprile 2018, 9.37.45
3
"al rocker campano chiedevamo solo di farci divertire e, perché no, ragionare": se nel 2018 abbiamo bisogno di PINO SCOTTO (attenzione!) per ragionare,siamo proprio nella m***@
orco
Domenica 22 Aprile 2018, 22.19.32
2
se pino scotto fa hard rock io sono carlo d'inghilterra
mariella patrone
Domenica 22 Aprile 2018, 19.10.01
1
idolo!
INFORMAZIONI
2018
Nadir Music
Hard Rock
Tracklist
1. Eye for an Eye
2. The One
3. One Against the Other
4. Two Guns
5. Cage of Mind
6. Crashing Tonight
7. Angel of Mercy
8. Looking for the Way
9. Wise Man Tale
10.There’s Only One Way to Rock
11.One Way Out
Line Up
Pino Scotto (Voce)
Steve Angarthal (Chitarra)
Dario Bucca (Basso)
Marco Di Salvia (Batteria)
 
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