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Tom Waits - Closing Time
22/04/2018
( 522 letture )
“Non riesco a capire coloro che si rifugiano nella realtà perché hanno paura di affrontare le droghe.”

Basterebbe questa famosissima frase per far comprendere che tipo di personaggio era Tom Waits: ci rivolgiamoal passato non perché sia morto, ma per via dell'evoluzione che ha avuto il suo personaggio, da sempre caratterizzato da sregolatezze e abuso di droga ed alcool. Ad oggi, Tom Waits. vista anche l'età avanzata (79 anni ormai) segue una vita più tranquilla chiaramente ma questi suoi eccessi gli hanno lasciato fin dagli anni 80 la sua caratteristica più importante: la voce roca e particolarissima. Sentire una sua canzone, qualunque essa sia, significa assaporarla con tutti i sensi; la si gusta come si farebbe con un buon whisky, si percepiscono gli odori e soprattutto si vivono leggendo i testi, parte fondamentale della sua musica. Sono questi ultimi a colpire e a scavare in profondità e a non lasciarti più.

Nel 1973 Tom Waits era poco più che ventenne, quando l'Asylum Records produsse il suo primo album intitolato Closing Time. Tradotto in italiano, sarebbe “orario di chiusura” e già dal titolo si possono già intuire le atmosfere notturne e fumose (in pieno stile anni settanta) che questo disco serba per noi. Questa prima opera è parecchio intimista e lo si capisce fin dalla prima canzone intitolata Ol'55 e dedicata alla sua Oldsmobile. Tom ci parla di se stesso e si mette in gioco; certo, la sua voce qui è molto meno “sporca” se vogliamo ma l'impatto emotivo è notevole.

Now the sun's coming up, I'm riding with Lady Luck, freeway cars and trucks,
Stars beginning to fade, and I lead the parade
Just a-wishing I'd stayed a little longer
Oh, Lord, let me tell you that the feeling's getting stronger


Parlando delle sue passioni (come la sua automobile in questo caso) il cantautore ci fa restare nell'abitacolo con lui e viaggiare prima ceh il Sole sorga in quel limbo tra la notte e il giorno. Caratteristica importante fin da questo primo album e che lo caratterizzerà anche nelle produzioni successive è la “povertà” dei mezzi, nel senso che per colpire l'ascoltatore non si affida a chissà quale tipologia di virtuosismo (se non a livello testuale), ma colpisce nel profondo attraverso pochi strumenti ma tutti inseriti al momento giusto. Basti pensare al piano che accompagna Ol'55. Altra ballata famossima presente nell'album è la seconda traccia, intitolata I hope Thath i don't fall in love with you. Anche qui è sempre una storia personale, di una struggente malinconia: un amore volato via, svanito in un battito d'ali, per suberbia dello stesso Waits.

Well the night does funny things inside a man
These old tomcat feelings you don't understand
Well I turn around to look at you
You light a cigarette, wish I had the guts to bum one
But we've never met
And I hope that I don't fall in love with you


Anche qui protagonista è la notte e le sue atmosfere, se si chiudono gli occhi si possono vedere quelle immagini che il testo ci dona. Un album dunque che (se non lo si avesse capito) punta sul suggestionare attraverso queste atmosfere. Virginia Avenue è un esempio lampante di questo: sembra quasi una discesa nelle tenebre (notturne). Un addio è il soggetto anche della successiva Old Shoes (& Pictures Postcards): protagonisti del testo sono: l'amore per una donna che è destinato ad appassire e quello per la strada che è eterno. (the roads call me dear).

And every time that I tried to tell you
that we'd lost the magic we had at the start,
I would weep my heart when I looked in your eyes
So goodbye, so long, the road calls me dear
And your tears cannot bind me anymore
And farewell to the girl with the sun in her eyes
Can I kiss you, and then I'll be gone


Un trittico potentissimo caratterizza la parte centrale dell'album. Si parla di perle come Midnight Lullaby, Martha e Rosie. In particolar modo queste ultime due rappresentano quasi un canzone unica in quanto non si percepisce quando l'una finisce e l'altra cominci (grazie allo stacco di piano). Martha è pervasa da un dolce rimpianto e il piano accompagna ed enfatizza questa sensazione specialmente nel ritornello:

And those were the days of roses
Poetry and prose and Martha
Al I had was you and all you had was me
There was no tomorrows
We'd packed away our sorrows
And we save them for a rainy day


Qui la tensione emotiva esplode con una carica pazzesca, un pezzo immortale anche grazie alle varie riproposizioni e riarrangiamenti che ha avuto nel corso del tempo. Citiamo quella di Tim Buckley del 1974, presente nel suo album Seafronia. Anche questa volendo è una caratteristica che ha reso le canzoni di Waits immortali, il fatto che vari artisti abbiano fatto loro alcuni suoi brani e abbiano continuato a riproporle anche dal vivo. Una leggenda che vive. A detta di molti, un uomo grezzo e rude, che però non si è mai abbassato a fare album per il puro gusto commerciale: lui stesso sosteneva che è meglio fallire per i propri meriti che aver successo per meriti altrui. Un uomo difficile, a tratti problematico ma che spicca (e lo si legge nei suoi testi) di una sensibilità fuori dal comune. Forse riesce ad esprimersi al meglio solo attraverso la musica. Rosie riprende da dove Martha aveva concluso, anche qui il cantautore pone delle domande senza risposta. Il tutto porta alla successiva Lonely, fatta di un atmosfera densa di solitudine e pioggia. L'unico momento in cui le luci si fanno meno soffuse è con Ice Cream Man. Dura poco però perché con Little Trip to Heaven (On the Wings of your Love) si ritona a lidi più conosciuti, al chiaro di luna. Un colpo di fulmine, un amore generico non specificato, una dedica forse. Il testo è pura poesia e la voce è struggente in una maniera pazzesca. Un verso quello successivo pieno di speranza anche, una luce oltre le nuvole.

You're my north star when I'm lost and feeling blue,
The sun is breaking thriugh the clouds don't you, don't you know it's true?


Andiamo verso la conclusione dell'album. La luna che abbiamo visto solo in lontananza con la precedente, l'afferiamo ora con il palmo della mano attraverso Grapefruit Moon.

Never had no destinations, could not get across
Your became my inspiration, oh but what a cost
Cause every time I hear that melody, well something breaks inside
And the grapefruit moon, one star shining, is more than I can hide


Una strofa universale che parla a tutti noi. Ed è questa la potenza della musica di Tom Waits, anche a a partire da questo bellissimo album. Quando un artista si dona e lo fa in questo modo non si può fare altro che ringraziare. La conclusiva A Closing Time ci fa capire come una traccia non abbia bisogno di parole per emozionare e che a volte basta anche il silenzio. In definitiva A Closing Time è un debutto come pochi, l'inizio di carriera per uno dei più importanti cantautori del '900. Intimo ed emozionante ci cattura attraverso le sue atmosfere notturne e fumose oltre che per i testi densi di significato. Un gioiello nascosto che fa solo da preludio a ciò che verrà negli anni a venire.



VOTO RECENSORE
85
VOTO LETTORI
78.5 su 2 voti [ VOTA]
No Fun
Mercoledì 25 Aprile 2018, 14.09.46
6
Thanks! (x Nick Cave mi ero già segnato quelli che mi avevi consigliato sotto la rece di Leonard Cohen ).
Stagger Lee
Mercoledì 25 Aprile 2018, 14.02.25
5
Ciao No Fun! sia per Tom Waits che per Nick Cave potrei dirti che vai sul sicuro su ogni album, ma ti indico quelli a cui io sono maggiormente legato. Per Tom Waits immancabili "Small Change", "Blue Valentines", "Raindogs", "Bone Machine", "Alice" e "Blood Money". Per Nick Cave assolutamente "From Her to Eternity", "The Firstborn is Dead", "Your Funeral My Trial", e "Henry,s Dream". Ti consiglio vivamente di sentire anche i Birthday Party, gruppo postpunk (etichetta strettissima) dove cantava Nick Cave prima di fondare la band attuale: cercati gli ep "Mutiny" e "Bad Seed". Un grande saluto e buon ascolto!!!
No Fun
Mercoledì 25 Aprile 2018, 12.42.43
4
@Stagger, la conoscenza che ho di Tom Waits è come quella di Nick Cave. Non posso dire di conoscerlo, soprattutto non conosco gli album. Ma li ho ascoltati entrambi tantissimo per il fatto che frequentavo il bar di un amico che li metteva in continuazione. Però non so niente degli album, nomi delle canzoni etc. cioè posso dire che Tom Waits mi piace un sacco ma mi fermo qui. Quindi, visto anche che l'amico è andato all'estero e non lo sento da anni, come avevo fatto per Nick Cave chiedo a te, e agli altri appassionati, qualche consiglio sugli album da sentire (e la mia wishlist aumenterà a dismisura argh!).
velvet
Lunedì 23 Aprile 2018, 21.00.07
3
Grandissimo artista! Spero non ci si fermi solo a questo album.
Absÿnthe
Lunedì 23 Aprile 2018, 20.52.49
2
Per me, il debutto più importante della musica leggera dal '900 a oggi. Emozionalmente, significa davvero molto per me ma, qualitativamente, ci troviamo di fronte a musiche e testi di un profondo cinquantenne alquanto vissuto, scritti da un tizio che ne aveva appena 23, e pubblicati quando ne aveva 24. Disco che, con queste premesse, si rivela semplicemente inarrivabile - benché tanto di suo, in futuro, sarà altrettanto valido.
Stagger Lee
Domenica 22 Aprile 2018, 21.46.34
1
Album struggente e meraviglioso. Ma il meglio deve ancora arrivare...
INFORMAZIONI
1973
Asylum Records
Rock/blues
Tracklist
1. Ol'55
2. I Hope Thath I Don't Fall in Love With You
3. Virginia Avenue
4. Old Shoes (& Pictures Postcards)
5. Midnight Lullaby
6. Martha
7. Rosie
8. Lonely
9. Ice Cream Man
10. Little Trip to Heaven (On the Wings of your Love)
11. Grapefruit Moon
12. Closing Time
Line Up
Tom Waits (Voce, Chitarra, Piano)
Arni Egilsson (Basso)
Johnny Seiter (Batteria)
 
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