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Ragenheart - The Last King
25/04/2018
( 301 letture )
I Ragenheart, nati nel 2002 ad Atene, dopo la pubblicazione del demo In the Name of God nel 2006 e del loro primo omonimo full-lenght nel 2010 tornano alla carica con un nuovo album heavy-power autoprodotto, The Last King. Nel corso degli ultimi anni il gruppo si è focalizzato principalmente sull’attività live, iniziando a comporre materiale inedito per questo album nel 2014.

Il lavoro del quintetto greco si fa valere per la grande compattezza e qualità, che si percepiscono traccia dopo traccia, puntando su un power moderno e a tratti sinfonico, con arrangiamenti caratterizzati da una presenza massiccia di assoli e di vocalità che tendono a salire, sullo stile degli Edguy, Iced Earth o Stratovarius. Si capisce già da questo che The Last King non è un album particolarmente innovativo o unico nel suo genere sotto più o meno tutti i punti di vista. Del resto riesce comunque a farsi valere grazie a una certa cura a livello tecnico e nei componimenti, sempre puliti e freschi. Tutte le canzoni sono ascoltabili tranquillamente senza incappare in superficiali difetti di produzione, suoni artificiosi o momenti frustranti: la musica è ben suonata e crea una buona atmosfera nella quale John Koroneos canta con grande precisione e tecnica, adattando il suo timbro a brani più o meno veloci o aggressivi e mostrando una buona estensione, come nel caso di Metal Rules the Night in cui si chiude in bellezza con un paio di acuti alla Kiske.
La title track, The Last King, brano degno di una menzione speciale racconta a suon di riff serratissimi le gesta di Costantino XI Paleologo (raffigurato nella copertina per mano di Kostas Tsiakos), ultimo imperatore greco, nella difesa di Costantinopoli assediata dai Turchi. Va precisato che l’album pur essendo molto coerente e omogeneo non segue un concept preciso: le canzoni non sono legate tra loro da fatti storici o da qualsiasi altro elemento narrativo o contenutistico. Altre canzoni da citare sono Dreamer, un lento nello stile di The Bard's Song dei Blind Guardian, la melodica The End o le più squisitamente power Fear ed Echo.
Non ci sono momenti morti o in cui il disco sembra spegnersi o annoiare: la prestazione di tutti i musicisti è sempre di livello. Le ritmiche e gli assoli rivelano un ottimo gusto melodico e una buona tecnica, messa sempre al servizio dell’album e mai ostentata con presunzione. I suoni sono sempre convincenti e anch’essi funzionano egregiamente negli equilibri di The Last King, contribuendo alla resa dei brani, sia nei momenti più melodici e orchestrali sia nei riff più cattivi.

Tirando le somme si può promuovere con tranquillità The Last King, un album ben riuscito e che non soffre di nessun problema in capace di comprometterne l’ascolto. Trova i suoi limiti nella classica leggera mancanza di originalità tipica del genere: i testi introspettivi o epici che siano, gli assoli, i riff e le vocalità sono sì molto buoni ma nulla di trascendentale rispetto alla massiva proposta power. D’altro canto una certa scorrevolezza, una pregevole fattura e un buon gusto melodico rendono l’ascolto di The Last King abbastanza leggero e piacevole. Per gli amanti del power nello stile dei gruppi precedentemente citati un ascolto è d’obbligo, anche solo per giudicare in prima persona la proposta degli indubbiamente validi Ragenheart.



VOTO RECENSORE
70
VOTO LETTORI
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INFORMAZIONI
2018
Autoprodotto
Heavy/Power
Tracklist
1. A Thousand Years Empire
2. The Last King
3. Fear
4. Echo
5. Mirror
6. Metal Rules the Night (The 80s Outcast)
7. Dreamer
8. Blind Alley
9. Forever Rain
10. The End
11. Our Mighty Past
Line Up
John Koroneos (Voce)
Angel Priest (Chitarra)

Takis Koroneos (Chitarra)

Nikos Michalakakos (Basso)

Nick Speedy (Batteria)
 
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