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Hooded Menace - Ossuarium Silhouettes Unhallowed
27/04/2018
( 1370 letture )
Finis coronat opus

Tra chi costruisce la propria carriera convertendo agevolmente un talento innato in note e chi, anno dopo anno, al contrario la erige con impegno sfruttando quali punti di forza la costanza e la perseveranza, gli Hooded Menace si collocano certamente all'interno di quest'ultima categoria di band. In oltre dieci anni di attività, infatti, il combo finlandese può fino ad ora vantare quattro album che, pur non raggiungendo la soglia dell'imprescindibilità, si distinguono per una qualità indiscutibile che gli ha consentito quindi di conquistarsi una posizione di assoluto rispetto all'interno delle nuove schiere di interpreti della materia death/doom. In perfetta consonanza con i propri cardini, i finnici guidati dal mastermind Lasse Pyykkö si presentano puntuali per la quinta volta all'appuntamento schiaffandoci questo Ossuarium Silhouettes Unhallowed, album che, oltre a centrare il bersaglio per l'ennesima volta, mette in evidenza delle piccole e significative spinte in avanti nel songwriting ed a cui si affianca un sound rinvigorito soprattutto dal nuovo innesto Harri Kuokkanen, che con la sua prestazione al microfono non fa minimamente rimpiangere la cessione del testimone da parte di Pyykkö.

Al netto di una Black Moss considerabile come un outro strumentale, in Ossuarium Silhouettes Unhallowed si delineano cinque tracce in grado di descrivere eloquentemente la lenta ma incessante crescita che il combo finlandese sta sfoggiando in ogni release. Già nel precedente Darkness Drips Forth si erano riscontrate alcune dilatazioni (seppur non perfettamente focalizzate sul resto del contesto proposto) verso lo spettro di un death/doom melodico piuttosto primordiale e quindi ascrivibile alla prima ondata di bands europee dei primi anni Novanta; in questo ultimo capitolo la spinta verso tali lidi risulta più organica e funzionale, pur mettendo in chiaro che le radici che i finlandesi impiantarono a partire da Fulfill the Curse rimangono ben salde sul terreno. Sin dal principiare di Sempiternal Grotesqueries si nota immediatamente come i Nostri abbiano metabolizzato al meglio gli spunti inseriti nel loro lavoro precedente, alternando con incisività frangenti melodici (in cui si delineano inserzioni minimali di tastiere o pregevoli armonizzazioni e assoli in cui si incrociano le due chitarre di Pyykkö e Hannonen) a parti più robuste dominate da un death che oscilla tra cavalcate in mid tempo e pesanti rallentamenti, descrivendo un contesto multiforme che tuttavia non destabilizza l'attenzione, considerata la capacità del combo di instillare costantemente una certa ciclicità nel riffing. Senza denotare nessun segno di cedimento la prima traccia cede il passo a Eerie Deliverance, uno degli highlight del platter in cui si denota ancora una volta la maturità dei finlandesi nel miscelare la pesantezza del death old style con aperture arpeggiate in clean che evolvono sulle malinconiche intersezioni delle due asce, aprendo quindi verso uno squarcio in cui può comparire l'ottima interpretazione del brano dell'ospite del disco Jemma McNulty. Cathedral of Labyrinthine Darkness e Cascade of Ashes risultano invece due tracce leggermente più canoniche: in questo caso il fattore doom/death si rivela quale componente principale di entrambi i pezzi ed anche in questo caso le armonizzazioni sul riffing flemmatico si delineano come uno dei fulcri principali intorno a cui ruotano “strutturalmente” i pezzi, insieme alla prestazione magistrale di Kuokkanen che, con il suo growl possente (che tra l'altro ricorda in più di un momento il timbro Tommy Dahlström degli Aeon), sormonta con prepotenza la sezione ritmica. Spetta dunque a Charnel Reflections il compito di chiudere l'album e lo fa superando qualsiasi aspettativa. Il brano in questione assume infatti delle pieghe quasi inaspettate arrivando ad assumere in più sezioni delle connotazioni malinconiche (anche se, pur senza voler indulgere a uno stucchevole “determinismo geografico”, in effetti tale abilità nel manipolare con maestria una successione di note al fine di dipingere un quadro simile potrebbe essere considerata una qualità per così dire geneticamente innata, in una band finlandese). La caratteristica che riesce a connotare gli Hooded Menace come una piccola mosca bianca consiste nel fatto di saper miscelare con assoluta naturalezza questa componente con il loro lato più primordiale ed infatti, dopo una sezione in cui impeccabilmente si alternano due fasi tra sentori inquieti a cavallo tra Katatonia e Daylight Dies e riffoni di matrice death, il cerchio si chiude sfruttando con coerenza ed efficacia tale dualismo.

Pur rimanendo fedeli al verbo elargito fin dagli esordi, con Ossuarium Silhouettes Unhallowed gli Hooded Menace dimostrano di saper apportare, seppur a piccole dosi, nuova linfa al proprio songwriting, confermando un processo di crescita che, lungi dall’essere figlio del caso, è la prova di come anni di duro lavoro e costanza abbiano ormai consacrato la creatura di Pyykkö quale uno delle migliori realtà in ambito death/doom. Pur non imponendosi ancora una volta come un lavoro imprescindibile, Ossuarium Silhouettes Unhallowed è un album solido, onesto e di altissimo livello, che ribadisce lo status di una band inossidabile ed in grado di garantire la medesima continuità senza arretrare di un millimetro sul versante qualitativo, ma, anzi, potendosi permettere di alzare progressivamente l'asticella ad ogni nuova uscita.



VOTO RECENSORE
80
VOTO LETTORI
90 su 3 voti [ VOTA]
Muki97
Venerdì 4 Maggio 2018, 9.34.56
4
Bello bello
tartu71
Domenica 29 Aprile 2018, 10.09.45
3
ero indeciso , ma leggendo questa rece.....temo che lo comprero'
ObscureSolstice
Sabato 28 Aprile 2018, 19.36.15
2
quando si parla di Hooded Menace...c'è poco da fare
Pacino
Sabato 28 Aprile 2018, 11.23.43
1
Miglior album Death Doom di questi primi 4 mesi dell'anno, sottogenere in buonissima salute, se la gioca con Effigies of Evil per essere il miglior album della band. Voto 90
INFORMAZIONI
2018
Season of Mist
Death / Doom
Tracklist
Harri Kuokkanen (Voce)
Lasse Pyykkö (Chitarra, Basso)
Teemu Hannonen (Chitarra)
Pekka Koskelo (Batteria)

Musicisti ospiti
Jemma McNulty (Voce in traccia 2)
Line Up
1. Sempiternal Grotesqueries
2. In Eerie Deliverance
3. Cathedral of Labyrinthine Darkness
4. Cascade of Ashes
5. Charnel Reflections
6. Black Moss
 
RECENSIONI
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