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Consorzio Suonatori Indipendenti - Linea Gotica
30/04/2018
( 1653 letture )
Linea Gotica è un disco di chitarre elettrificate, perché questo è il suono del nostro tempo, per quanto detestabile possa essere questo suono e questo tempo.
Giovanni Lindo Ferretti

Dopo un album così importante e ben riuscito come Ko de Mondo -che già aveva toccato temi affrontati anche nell'album qui affrontato- ed il live In Quiete, non era facile produrre qualcosa di altrettanto valido per qualità assoluta. Un disco già così struggente, scomodo, straniante e sgradevolmente bellissimo come quello, invece, venne non solo bissato, ma addirittura superato da Linea Gotica. Sono passati solo due anni da quel gioiello post-punk ed apparentemente una vita (in realtà pochissimo tempo) dalla fine anche storica dell'esperienza C.C.C.P. e dalla "fusione" con una tranche dei Litfiba, ma un pezzo di Europa che si trova proprio accanto alla nostra porta di casa brucia insieme alla nostra capacità di opporci. Ed anzi, di quella guerra diventiamo anche parte in causa. Linea Gotica è un disco di una bellezza assoluta, capace di essere grande già solo con quella Cupe Vampe in grado di parlare in modo così devastante della devastazione della biblioteca di Sarajevo, che gli altri brani sembrano quasi un regalo immeritato. Linea Gotica è una raccolta di racconti sul pessimo stato dell'arte della società umana e del singolo all'interno di questo contesto, sia utilizzando temi assoluti (Cupe Vampe; Linea Gotica; Millenni), che parole dipinte su argomenti in parte più intimi come in Io e Tancredi.

Raramente un album italiano ha avuto il potere di iniziare in maniera così totale, così assolutamente perfetta nella sua capacità di descrivere, sia in musica che con parole, la totale repulsione che gli effetti della guerra dovrebbero provocare in ogni essere umano. Il fuoco a cancellare corpi ed a sterilizzare menti, ad eliminare memoria, ad incenerire la sacralità del lavoro degli Ebrei Sefarditi, le pallottole dei cecchini a tagliare l'aria impregnata di odore di sangue e cenere dei resti delle parole scritte e violentate dalla favola della viltà. La musica è scarna, ipnotica, gelida, con chitarra acustica piena e un violino destabilizzante che racconta senza usare parole, contrappunto al testo. Le parole di Lindo Ferretti ci camminano sopra e tagliano l'anima, prima fredde e quasi catatoniche, fino alla breve filippica finale. Ci sono vittime; ci sono colpevoli; c'è la perfetta normalità del male dietro le Cupe Vampe jugoslave. C'è la fine della Sarajevo multiculturale che anticipa quella di tante Sarajevo prossime venture e fino ad arrivare a quelle siriane che quel 1996, purtroppo, annunciava solamente dalla copertina di Linea Gotica. Sogni e Sintomi procede straniante, un punk ascetico privo di batteria, livido, nudo ed elettrificato all'improvviso, come sottoposto ad un elettroshock per controllare se Ferretti sia ancora qui o sia solo un suo simulacro privo di emozioni a dirci sardonicamente che si tratta di:

parole sussurrate che stanno appiccicate in gola
e possono strozzare meglio soffiarle
parole pronunciate che stanno conficcate in gola
e possono far male meglio lasciarle
parole comandate che stanno conficcate in gola
e possono strozzare meglio sputarle
come un animale che non sa capire
guardo il mondo con occhio lineare
come un animale che non sa cos'è il dolore
guardo il mondo con occhio lineare


Sospesa la dilatata e sacrale versione di E ti Vengo a Cercare di Franco Battiato, con l'intervento dell'autore che sembra quasi atteso, regolare, opportuno. "Lisergia arpeggiata"; potrebbe forse essere questo il riassunto di Esco. Il lavoro di Canali, però, la graffia a sangue; quello di Zamboni la scuote. E' con Blu poi, che ci si rende pienamente conto della presenza di Ginevra di Marco. I suoi interventi vocali sono un punto di appoggio all'interno di un disco che, anche quando non usa le chitarre, anche quando toglie la batteria, anche quando usa una forma apparentemente inclusiva, è sempre un'aggressione che ti costringe a ragionare su ogni parola e persino sul suo suono. Linea Gotica è il secondo polmone dell'album insieme a Cupe Vampe, alla quale si lega per il tema affrontato e per il fatto che ad essere centrale nel racconto è ancora una città -Alba occupata dai nazi-fascisti- peraltro posta ancora nel cuore dell'Europa. Separata da un migliaio di chilometri e da circa mezzo secolo, ed accomunata a Sarajevo dalla follia di un conflitto cieco. Beppe Fenoglio -poi omaggiato proprio ad Alba con La terra, la Guerra, una Questione Privata nel 98, ma il brano nasceva idealmente già con Materiale Resistente ed altre esperienze precedenti- I Ventritre Giorni della Città di Alba ed i richiami a Giuseppe Dossetti ed al Comandante Diavolo a dare un focus distante al pezzo e poi il suo sviluppo liturgico, concepito in un certo senso come i dipinti classici con linee di forza ad impianto triangolare, il cui scopo era far convergere lo sguardo verso un punto prestabilito. Allo stesso modo il lavoro degli strumenti, quasi usati come colori, serve a far concentrare tutto verso quel punto lontano che si avvicina sempre di più e incatena Alba a Sarajevo. E riascoltato e vissuto oggi, in un momento in cui l'assenza totale di "Linee Gotiche" nel nostro quotidiano ha prodotto un caos che ha reso tutto melmoso e privo di direzione, pensare che "occorre essere attenti per essere padroni di sé stessi [...]e scegliersi la parte dietro la Linea Gotica" potrebbe forse essere utile. E poi l'attacco di Millenni contro la Chiesa Cattolica, "di tutte le sette la più sciocca, anche se di questi tempi la meno pericolosa" ed anche se il futuro sarà in questo senso stupefacente, come sappiamo. Rock reso nervoso dalle chitarre, asfissiante dal basso e sempre gotico di fondo, come quella copertina che è davvero manifesto dell'album. L'Ora delle Tentazioni è il pezzo più lungo, eppure sembra quasi qualcosa di privato, di assolutamente proprio, con l'ascolto da effettuare con rispetto. Come quando ci si trova in una stanza per caso e si assiste imbarazzati a qualcosa che era destinato a restare tra quattro mura. Anche il pianoforte interviene quasi da intruso o come un amico il quale, stando un po' da parte, cerca di non farti crollare durante un momento di assenza mentale. Io e Tancredi è dedicata al cavallo di Lindo Ferretti ed ai cavalli in generale, oggi maggior interesse dell'artista ritiratosi dal mondo. O meglio: "uomo non più interessato al racconto che il mondo fa di sé stesso attraverso i media". Ma anche qui si tratta in parte di un rigoroso pretesto per fare cronaca di massacri ed opporvi/integrarvi l'assoluta innocenza dell'animale, per poi concludere con la pasoliniana Irata, la cui conclusione canta Pasolini stesso, Ferretti, L'Emilia del 96 e, forse, un'Italia già in agonia:

Ad onta di ogni strenua decisione o voto contrario
Mi trovo imbarazzato sorpreso ferito
Per un'irata sensazione di peggioramento
Per un'irata sensazione di peggioramento

Di cui non so parlare né so fare domande
Di cui non so parlare né so fare domande


Gioiello della musica italiana senza il quale tanto di ciò che era e sarà poi definito "alternativo" non sarebbe esistito, Linea Gotica è una tela sulla quale si abbracciano colori caldi e freddi, intima e urlante, paranoica e lucida, orrendamente moderna. E probabilmente questo non è un bene. Glaciale in alcuni momenti, rovente in altri, emozionante quando comunica la mancanza di emozioni, Linea Gotica aveva ed ha il potere di dire, di insegnare, di mostrare e lo ha usato pienamente. Forte nell'uso delle immagini, sia quella di copertina che quelle evocate da musica e parole, potente nella sua solennità e tagliente quando parla di debolezze, è stato sprecato da una società che nulla ha fatto per superare l'epoca delle Cupe Vampe. Ed anzi, ha fatto bruciare mille altre Sarajevo chiamate Palmira; Aleppo; al-Qusair; Mariupol.
Un elenco già troppo lungo dopo il primo nome.

Di colpo si fa notte
s'incunea crudo il freddo
la città trema
livida trema.

Brucia la biblioteca,
i libri scritti e ricopiati a mano
che gli Ebrei Sefarditi
portano a Sarajevo in fuga dalla Spagna

S'alzano i roghi al cielo
s'alzano i roghi in cupe vampe

brucia la biblioteca degli Slavi del sud,
europei del Balcani
bruciano i libri
possibili percorsi, le mappe, le memorie,
l'aiuto degli altri

S'alzano gli occhi al cielo,
s'alzano i roghi in cupe vampe
s'alzano i roghi al cielo,
s'alzano i roghi in cupe vampe

di colpo si fa notte
s'incunea crudo il freddo
la città trema
come creatura.

Cupe vampe livide stanze
occhio cecchino etnico assassino
alto il sole: sete e sudore
piena la luna: nessuna fortuna
ci fotte la guerra che armi non ha
ci fotte la pace che ammazza qua e là
ci fottono i preti i pope i mullah
l'ONU, la NATO, la civiltà

Bella la vita dentro un catino
bersaglio mobile d'ogni cecchino
bella la vita a Sarajevo città
questa è la favola della viltà.



VOTO RECENSORE
95
VOTO LETTORI
89.36 su 11 voti [ VOTA]
Area
Giovedì 17 Maggio 2018, 16.53.29
20
Uno dei due gruppi che quando ancora erano i CCCP insieme ai Litfiba hanno influenzato pesantemente la scena Rock Alternativa Italiana, che dopo li Prog Italiano (che da noi veniva chiamato Pop) ha rappresentato un po un miracolo nello stesso periodo in cui si affermava anche il Rap Italiano con cui viaggiava in contesti e binari semi paralleli. Di questo disco ho amato la cover di Battiato, che se non fosse per la voce sembrerebbe suonata dai Marlene Kuntz e la cosa non é affatto strana.
Raven
Giovedì 10 Maggio 2018, 16.41.14
19
Facci sapere cosa ne pensi dopo tutto questo tempo, allora
entropy
Giovedì 10 Maggio 2018, 15.13.02
18
ho sempre trovato affascinante la loro musica, ma anche piuttosto stancante. Difficilmente riesco a godermi un loro album senza finire con il perdere interesse dopo 4/5 pezzi. Anche vero che , ad esempio quest'album non lo ascolto dai tempi di tabula rasa elettrificata quidni ormai vent'anni. Questa recensione mi ha fatto voglia di riprovare
Freccia
Sabato 5 Maggio 2018, 16.54.16
17
Concordo con la stragrande maggioranza dei post: ottimo album! Che gran decennio per la musica italiana e non sono stati gli anni 90! Csi, Bluvertigo, Novembre, senza contare il grunge... Se penso che adesso ci sono Jax, Fedez e i 30 seconds to mars mi viene la tristezza..
enry
Sabato 5 Maggio 2018, 16.12.04
16
Super disco, unico neo la cover di Battiato, una canzone di alto livello riproposta in chiave troppo 'lagnosa' e spompata. Per il resto un disco eccezionale.
jeffwaters
Sabato 5 Maggio 2018, 11.00.02
15
FLG ha fatto la storia della musica alternativa italiana..Mitico anche se l'ho sempre adorato di più nei panni dei CCCP
VomitSelf
Venerdì 4 Maggio 2018, 18.53.00
14
Gran disco di cantautorato 'storto'. Visti anche dal vivo un paio di volte ai tempi.
Kuiip79
Mercoledì 2 Maggio 2018, 13.47.41
13
Uno dei vertici del rock italiano. Ferretti particolarmente ispirato nei testi rende questo capolavoro allo stato di poesia. Il basso di Maroccolo è poesia. Cupe Vampe è semplicemente immensa. Gruppo Inarrivabile.
Jimi The Ghost
Mercoledì 2 Maggio 2018, 13.33.49
12
« Sempre sulle lapidi, a me basterà il mio nome, le due date che sole contano, e la qualifica di scrittore e partigiano. » (da I ventitré giorni della città di Alba). Non posso non accostare questo disco al partigiano Beppe con un pre-gruppo che, volutamente e tristemente, accantonato la forza sonora dirompente del grido soviet-rivoluzionario vivo e distinguibile dei CCCP fedeli alla linea. Come non rimanere in apnea innanzi a questo capolavoro meditativo dei CSI solo con forti riferimenti a quella resistenza di liberazione presenti nelle parafrasi del partigiano Beppe Fenoglio ("da I ventitré giorni della città di Alba"). "Alba la presero in duemila il dieci ottobre e la persero in duecento il due novembre dell'anno 1944" perché anche la disperazione impone dei doveri E l'infelicità può essere preziosa". Qualcosa di Lindo non mi va, come fece con i CSI, cosi oggi con la sua pseudo-conversione. Ebbene non mi va affatto, ma Linea gotica è un opera storica, un cammeo italiano che brilla nel cantautorato di qualità, con un alto valore musicale, cui tutti dovrebbero inchinarsi a cotanta opera. Un disco da 110 con lode. Jimi TG
Raven
Mercoledì 2 Maggio 2018, 13.14.02
11
Se non conosci nulla di loro puoi affrontare tutti i loro dischi, tutti meritevoli. E poi, magari, affrontare i C. C. C. P., sempre se già non li hai ascoltati.
Carmine
Mercoledì 2 Maggio 2018, 13.10.57
10
Grazie per avermi fatto scoprire questa meraviglia, Raven!
No Fun
Mercoledì 2 Maggio 2018, 8.41.37
9
@Testamatta, hai ragione, infatti non discuto l'album in sé, che per me è un buon album, però, sia la recensione appassionata che il voto alto da capolavoro mi sembra potessero giustificarsi solo con un'importanza che vada oltre il solo valore intrinseco. E mi sembrava che di album e band di quel filone fosse oggi rimasto ben poco, quindi ero diventato un po' scettico verso il rock alternativo italiano. Ma il commento di @Sha rimette le cose a posto, come sospettavo, sto invecchiando che è comunque un bene, perché anche se adesso faccio fatica a cogliere pienamente la bellezza di questi lavori, in compenso scopro quella di altri che in passato mi ero completamente perso.
Sha
Mercoledì 2 Maggio 2018, 0.10.14
8
@No Fun Sono del 91, sono andato a vedere di recente il buon Giovannone in concerto con tre amici più o meno della mia età, tutti con gusti musicali diversi, ma ci ritrovavamo ad apprezzare CCCP e CSI. Personalmente preferisco il precedente a questo, ma credo che i CSI siano stati uno dei più grandi gruppi rock che abbiamo avuto nel nostro paese. Poi per carità, qualche canzone la trovo un po' troppo pesante, ma il valore non si discute. Pezzi come A Tratti, la qui citata Cupe Vampe, Blu o Unità di Produzione sono canzoni che dire splendide è dire poco, per me!
Testamatta ride
Martedì 1 Maggio 2018, 22.34.48
7
No fun# da quello che scrivi credo che dovremmo essere più o meno coetanei. Questo per dire che la tua analisi sull'entusiasmo che produce oggi il rock alternativo italiano anni 90, e nello specifico quello dei CSI, è assolutamente condivisibile e condivisa. Però del resto qui si analizza il valore intrinseco dell'album che, a prescindere da come lo si guardi, è indiscutibile. Per quanto riguarda i più giovani, dei gruppi venuti fuori negli anni 90 immagino seguano magari quelli che sono ancora in giro. Anche se poi ci sono stati i PGR....ma questa è un'altra storia.
No Fun
Martedì 1 Maggio 2018, 19.57.14
6
Bella recensione, veramente sentita, complimenti, anche se mi ci ritrovo solo in parte. Penso che questo sia il migliore dei CSI (o è In Quiete? non saprei) però 95 mi sembra esagerato. Sarà perché il rock alternativo italiano anni 90, pur avendolo apprezzato tantissimo all'epoca, adesso mi entusiasma di meno e non mi viene quasi mai voglia di riascoltarlo a parte qualche eccezione che non sono i CSI. Ho votato 75. Però mi piacerebbe sapere cosa ne pensano i più giovani di dischi come questo, i nati negli anni 90, lo ritengono valido, i CSI sono una band che può essere ancora un riferimento per loro? Se è così allora il 90 ci può anche stare, e sono solo io che sto invecchiando.
Alex Cavani
Martedì 1 Maggio 2018, 18.45.52
5
Ma allora li state facendo tutti i dischi di Ferretti e co.? Ne posso solo essere immensamente felice! E a questo disco sono meno legato rispetto a Kodemondo, ma sempre di capolavoro si tratta. Diciamo che le canzoni di questo album le amo dal vivo, meno su disco, cosa che invece capita al contrario con Kodemondo - tranne per Fuochi Nella Notte di San Giovanni, che è una delle mie canzoni preferite di sempre e adoro visceralmente la versione live Acoustica su Videomusic (non mi ricordo l'anno) -. Tra l'altro il testo di Cupe Vampe è seriamente una delle cose più poetiche ed emozionanti che abbia mai sentito in vita mia. E niente... Avrei millemila cose da dire, ma aspetto (e spero) che recensiate il "mio" disco.
Testamatta ride
Martedì 1 Maggio 2018, 17.25.09
4
Tranquillo Raven, posso rispondergli anche se, come giustamente fai notare, non c'azzecca niente con Linea Gotica. Allora amico, il mio è un omaggio a Syd Barrett: traduzione del titolo del suo primo album solista, il capolavoro The Madcap laughs. Tutto sommato non così stupido come nick considerata la portata dell'artista e del disco in questione non trovi?
Raven
Martedì 1 Maggio 2018, 7.17.03
3
Evitiamo commenti personali senza relazione con il disco, grazie.
mettilatestaposto piange
Martedì 1 Maggio 2018, 0.56.46
2
..commento solo x il tuo stupidissimo nickname e ne metto uno altrettanto testamatta ride...ma che minchia di fantasia hai x inventarti un nickname cosi????'!!ahahahah
Testamatta ride
Lunedì 30 Aprile 2018, 23.28.03
1
Quanti ricordi di gioventù. Il termine "capolavoro" in questo caso è piuttosto consono. Livello compositivo e lirico veramente molto molto alto. Cupe vampe uno dei vertici della musica italiana, ma in quest'album non v'è un solo secondo di riempitivo. Sogni e sintomi dal vivo creava un'attesa ampiamente premiata dalla breve esplosione finale. A mio avviso superiore, e non di poco, sia a Ko de mondo che a Tabula rasa elettrificata, anche se poi sono a loro modo tre album diversi l'uno dall'altro.
INFORMAZIONI
1996
PolyGram Records
Rock
Tracklist
1. Cupe Vampe
2. Sogni e Sintomi
3. E ti Vengo a Cercare (Cover di Battiato)
4. Esco
5. Blu
6. Linea Gotica
7. Millenni
8. L'ora delle Tentazioni
9. Io e Tancredi
10. Irata
Line Up
Giovanni Lindo Ferretti (Voce)
Massimo Zamboni (Chitarre)
Giorgio Canali (Chitarra, Violino, Cori)
Gianni Maroccolo (Basso)
Francesco Magnelli (Tastiere, Cori)
Ginevra Di Marco (Voce, Cori)

Musicisti Ospiti
Marco Parente (Batteria)
 
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