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Riot V - Armor of Light
06/05/2018
( 1235 letture )
Tra le tante band che hanno raccolto meno di quello che hanno seminato, i Riot sono sicuramente uno dei casi più eclatanti, e per questo non guasta mai ripercorrerne brevemente la carriera (per un punto della situazione più completo rimandiamo all’esaustivo articolo del nostro Lizard). Pionieri e tra i maestri indiscussi del power metal americano, tra numerosi album sempre di valore, i Nostri giunsero nel 1988 a comporre uno dei più grandi dischi heavy metal di tutti i tempi, quel Thundersteel che qualcuno addirittura definisce il Painkiller d’America, senza però contare che l’album dei Riot uscì un paio d’anni prima del capolavoro assoluto dei Judas Priest. Tra le cause della sfortuna che ha sempre girato attorno al nome della band americana si annoverano i rapporti difficili con le case discografiche, la scelta di una mascotte non propriamente accattivante, la scarsa stabilità della band (tra le altre cose, negli anni Ottanta i Riot furono temporaneamente sciolti), che vedeva come unico e costante punto fermo soltanto il leader e fondatore Mark Reale. Tuttavia, a infierire nel 2012 arrivò la notizia più tragica: la morte di Reale, che probabilmente in qualunque altro caso avrebbe sancito la fine della band. Ma anche grazie all’impulso del padre di Mark, i Riot tornarono in pista con il nuovo moniker di Riot V, a indicare la quinta fase della band. Lo scorso album, Unleash the Fire, è stato ovviamente dedicato alla memoria del chitarrista scomparso, ma al di là del forte carico emotivo che ha portato (impossibile non citare in questo senso la bellissima Immortal), ha dimostrato anche di essere un ottimo lavoro in pieno stile Riot, che da quel momento sono stati guidati dallo storico bassista presente in Thundersteel, Don Van Stavern, e da Mike Flyntz, ascia dal 1989. Quattro anni dopo ecco arrivare Armor of Light, sedicesimo atto (lo stesso numero di album degli Iron Maiden, tanto per fare un paragone) di una carriera alquanto travagliata.

È proprio allo US power in stile Thundersteel che il nuovo lavoro guarda maggiormente: energico, frizzante, tirato e veloce. Cinquantacinque minuti suddivisi in dodici tracce di pura energia, scanditi dall’instancabile e martellante doppia cassa di Frank Glichriest. Uno dei punti di forza principali di questo lavoro è però la grandissima voce di Todd Michael Hall che, se già in Unleash the Fire aveva dato un’ottima prova, qui in Armor of Light si conferma come una delle migliori voci heavy metal degli ultimi anni, senza comunque nulla togliere all’ottima prestazione del resto della band, che vive sempre della perizia di Van Stavern, Flyntz e dell’altro chitarrista Nick Lee, nella grande vitalità delle loro partiture. Le canzoni sono in larga parte veloci e potenti, ma in più di qualche caso si rallenta per dare spazio a riusciti mid tempo (cosa che già succedeva nel capolavoro dell’88). Apre Victory, con un incedere che ricorda parecchio The Trooper e per certi versi ne sembra quasi una versione potenziata in stile US power. Il risultato è una cavalcata travolgente che però si stacca dal suo modello in un ritornello parecchio melodico. Messiah si può invece tranquillamente considerare la nuova Thundersteel, vista la somiglianza del riff e la caratteristica di non concedere un solo secondo di tempo per rifiatare all’ascoltatore. È uno dei più coinvolgenti e ficcanti il ritornello di Angel’s Thunder, Devil’s Reign, mentre con Burn the Daylight abbiamo la prima sorpresa dell’album, in un brano più hard rock con un magnetismo naturale in grado di tenere sempre l’ascoltatore sul pezzo. Più lineare Set the World Alight, con una buona prova di versatilità da parte di Hall, mentre il mid tempo Caught in the Witches Eye profuma di The Privilege of Power nel capolino degli strumenti a fiato. Emerge anche la traccia di chiusura Raining Fire, la più pesante e maligna dell’album, ai limiti del thrash.

I Riot V si confermano quindi come una garanzia del genere, ma non si può affatto parlare di Armor of Light come un disco perfetto. Qualche pezzo un po’ scialbo o sottotono c’è (End of the World, la titletrack o la più europea e happy Ready to Shine), mentre la produzione è forse un po’ troppo pompata, perfettamente in linea con i canoni moderni, ma forse con dei suoni più secchi avrebbe potuto rendere di più. Tuttavia i brani sono nella loro grande maggioranza assolutamente riusciti, anche se potrebbero aver bisogno di più di un ascolto per colpire fino in fondo, nonostante si accusi la mancanza di una ballad, argomento in cui i Riot si sono sempre distinti con grande classe. Da segnalare infine anche il passaggio a Nuclear Blast, un’etichetta con canali di diffusione sicuramente adeguati per una band di questo calibro. Armor of Light potrà probabilmente essere considerato uno degli album heavy metal dell’anno, imperdibile per i fan della band e per gli amanti di quel perfetto connubio tra heavy e thrash chiamato American Power Metal. Da avere, nonostante una copertina che, come sempre, lascia parecchio a desiderare.

Shine on Mark!



VOTO RECENSORE
77
VOTO LETTORI
90 su 21 voti [ VOTA]
Cristiano Elros
Lunedì 30 Luglio 2018, 23.55.18
22
Buon disco ma inferiore al precedente, e pure di parecchio secondo me. Qui solo la prima parte è veramente degna di nota, la seconda non lascia molto il segno, pur non contenendo tracce brutte
Nicola Pesce
Sabato 28 Luglio 2018, 12.20.06
21
Discone. Molto meglio di Fire Power dei Judas Priest che di voto prende 85 allora se tanto mi da tanto questo è da 95 né.
Mic
Venerdì 25 Maggio 2018, 13.41.01
20
Buona uscita ma inferiore alla precedente. Pezzi troppo simili tra loro, suoni pompati. In più si apre con citazioni di the Troper e termina con accenni a Whiplash
ObscureSolstice
Lunedì 14 Maggio 2018, 23.24.29
19
@galilee #18, a cosa sei preso ora?
Galilee
Venerdì 11 Maggio 2018, 12.42.47
18
Buon disco. I Riot ci sanno sempre fare. Ma in ambito heavy ora sono preso da altro... .;D
Broken Arrow
Venerdì 11 Maggio 2018, 11.55.39
17
Buono ma non esageriamo con l'esaltazione, dopo la metà cala parecchio di ispirazione e la voce straordinaria di Hall non riesce a sopperire alla mancanza di melodie realmente vincenti. Inferiore al buon Unleash. Cmq sempre grandi
Mr Kasparek
Venerdì 11 Maggio 2018, 8.55.22
16
Altro disco ed ennesimo centro. Non mi stancherò mai di ringraziarli e soprattutto non mi stancherò mai di loro!
D.
Giovedì 10 Maggio 2018, 11.45.31
15
@Corino, quello che dici non è sbagliato, ma mi fa impressione che questo ultimo (a mio parere) suoni peggio del precedente pur con il passaggio a NB. Poi boh, questa batteria così sparata mi risulta un po' molesta quando lo ascolto in cuffia.
Corino
Giovedì 10 Maggio 2018, 9.08.09
14
Non condivido, pur rispettandolo molto, il pensiero di chi sottolinea come una produzione del genere abbia in qualche modo inficiato sul risultato finale di questo splendido lavoro. Ricordo che i Riot non si sono mai potuti fregiare di una super-produzione a livelli di Iron Maiden , Queensryche, Manowar ecc...ma che a dispetto di ciò ci hanno sempre regalato dei gran disconi con tanta polpa e rarissimi filler. Lo stesso Thundersteel non aveva di certo una buona produzione però tutto questo passa in secondo piano quando ci sono delle canzoni fatte con il cuore e contenenti il sacro fuoco dell'Heavy Metal. Detto questo il disco mi ha entusiasmato praticamente da subito ed è cresciuto ad ogni ascolto. Difficilmente usciranno platter migliori di questo (speriamo ne escano comunque!).... Un'ultima cosa: da avere la versione deluxe con il live album che spacca, una tracklist da sogno ed un'esecuzione magistrale della band. Da applausi!
entropy
Giovedì 10 Maggio 2018, 9.05.34
13
Per me invece, visto quanto mi aveva esaltato il predecessore, un po di delusione. Mi pare meno fresco ispirato e vario. Cmq un ottimo album. 75
Defense
Giovedì 10 Maggio 2018, 8.37.43
12
Album sopra le aspettative. A livelli del predecessore anche se qui troviamo una maggiore coesione e più spirito di band vera e propria. Dispiace dirlo ma i Riot non avevano cosi tanta ispirazione dal 1988 contando una piccola parenisi con il terzultimo "immortal soul". 85
Aceshigh
Mercoledì 9 Maggio 2018, 20.44.35
11
Graditissimo ritorno! Anche secondo me è un pelo sotto al bellissimo Unleash the Fire, ma avercene di album e band come questa! Una sezione ritmica da paura e un cantante che attualmente la stragrande maggioranza delle bands se lo sognano. Un paio di pezzi in meno avrebbero giovato... ma va bene lo stesso. Avanti così e... viva la foca!!! Voto 78
D.
Martedì 8 Maggio 2018, 17.22.38
10
Secondo me non è un problema di produzione pompata o moderna, hanno proprio cannato il suono della batteria. La NB è criticabile quanto si vuole, ma di solito formalmente le produzioni sono ottime, stavolta mi sembra di no.
InvictuSteele
Martedì 8 Maggio 2018, 11.58.19
9
Il problema è che purtroppo cala vertiginosamente superata la metà
Kai Shiden
Martedì 8 Maggio 2018, 11.40.34
8
Non male ma nemmeno capolavoro, anzi. La produzione rovina parecchio il disco, che oltretutto è meno ispirato del precedente (che era veramente un disco grandioso). Purtroppo suoni troppo saturi e pompati, la voce non esce come dovrebbe e la batteria risulta fastidiosa, io ho dovuto cambiare due paia di cuffie per sopportarla fino alla fine, dalle casse invece va un po' meglio.
Hammervain
Martedì 8 Maggio 2018, 9.01.17
7
Quoto Metal Shock al 100%. Disco Metal dell'anno, sarà dura batterlo! il cantante è praticamente al livello di Tony Moore (ovvero qualcosa di mostruoso). Shine on!
Skiathos
Lunedì 7 Maggio 2018, 16.55.51
6
Gran bel ritorno per i mitici Riot. Con la benedizione di Mark Reale i nostri stanno continuando per la retta via solcata dal combo Thundersteel/Privilege of Power e sospinti dalla creatività di Van Stavern e Flyntz che quel bellissimo periodo lo avevano vissuto (soprattutto il primo che insieme a Mark Reale scrisse gran parte delle canzoni del periodo). Il disco è una mazzata sui denti anche se le linee melodiche non mancano mai ed i ritornelli , per la maggior parte delle songs, rimangono in testa dopo 2 o 3 ascolti . Promossi a pieni voti!!!
Metal Shock
Lunedì 7 Maggio 2018, 13.50.30
5
Disco di heavy metal classico dell'anno (a meno di clamorose uscite)!! È vero che è inferiore al suo predecessore, ma di poco, tolti un paio di brani di troppo il resto è una bomba, più lo ascolto e più mi piace. Dall'iniziale Victory alla conclusiva Raining fire, passando per la nuova Thundersteele ovvero Messiah, è un susseguirsi di bordate metalliche da pugno al cielo. Todd Michael Hall è un portento forse il miglior cantante metal oggi in circolazione e la band lo supporta alla grande. Voto 80!!
warrior63
Lunedì 7 Maggio 2018, 6.19.09
4
Bomba! !!!
ObscureSolstice
Domenica 6 Maggio 2018, 19.34.08
3
Mark Reale ne sarà sicuramente felice. Immortali Riot
Gokronikos
Domenica 6 Maggio 2018, 18.50.57
2
Ultimamente non lo dico molto spesso, ma per me questo è un capolavoro. Bellissimo!
InvictuSteele
Domenica 6 Maggio 2018, 12.25.11
1
Band che e sempre stata una garanzia. Personalmente adoro l'ultima incarnazione, la V appunto, con un vocalist fenomenale e musicisti eccellenti, specie Gilchriest dei Virgin Steele, una macchina da guerra. L'album devo ammettere che è ottimo ma sicuramente inferiore ai due precedenti. Fin troppo omogeneo, pezzi tiratissimi ma un po' tutti simili, con almeno 3-4 riempitivi e forse nessun vero capolavoro. Unleash the fire era molto più ispirato. Voto 77
INFORMAZIONI
2018
Nuclear Blast Records
Heavy
Tracklist
1. Victory
2. End of the World
3. Messiah
4. Angel’s Thunder, Devil’s Reign
5. Burn the Daylight
6. Heart of a Lion
7. Armor of Light
8. Set the World Alight
9. San Antonio
10. Caught in the Witches Eye
11. Ready to Shine
12. Raining Fire
Line Up
Todd Michael Hall(Voce)
Mike Flyntz (Chitarra)
Nick Lee (Chitarra)
Don Van Stavern (Basso)
Frank Glichriest (Batteria)
 
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