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Sanction - The Infringement of God`s Plan
06/05/2018
( 305 letture )
Il metalcore e i vari sottogeneri sono stati bersaglio, negli ultimi anni di varie critiche (come ben sappiamo) riguardanti le composizioni e il fatto che fosse (per la maggior parte) un genere per le masse dove la qualità molto spesso lascia spazio a produzioni pompose e laccate. In effetti, chi è stato adolescente nei primi anni 2000 si è approcciato al metal anche grazie a questa forma ibrida tra hardcore e metal per l'appunto. Quindi non tutto il male viene per nuocere dato che all'interno di questo enorme calderone si trovano band interessanti come ad esempio gli August Burns Red, i Trivium (almeno fino a Shogun) o i Killswitch Engage. Questa introduzione per farvi capire dentro quale corrente musicale si inseriscono i Sanction con questo lo loro nuovo EP intitolato The Infringement of Gods Pain prodotto dalla Pure Noise Records. C'è da dire che i nostri non fanno sconti, concentrandosi in particolar modo sul versante hardcore ed eliminando totalmente l'elemento melodico dal loro lavoro. Una scelta vincente assieme alla durata (poco più che un quarto d'ora) premiano la riascoltabilità.

Il genere però ,per quanto lo si utilizzi bene rimane limitante in quanto i breakdown, che per quanto ben inseriti risultano ripetitivi e rischiano di stancare (soprattutto se non si è troppo avvezzi al metalcore). Privare l'EP di ogni melodia è stato anche un motivo dettato dall'argomento trattato ovvero l'attesa della fine attraverso l'eliminazione della razza umana. Tali temi, trattati in modo così nichilistico mal si sarebbero sposati con i ritornello melensi tipici del genere. I Sanction dal canto loro hanno preferito concentrarsi sulla violenza data dalla voce costantemente distorta di David e dalle chitarre apocalittiche di Mike e Lumpy. L'atmosfera che si respira durante l'ascolto di questo EP è opprimente e l'artwork è li a ricordarcelo. La poca luce che dovrebbe illuminare la figura seduta vicino ad un cuore appena estirpato non fa altro che aumentare l'oscurità. Il volto dell'individuo infatti è totalmente in penombra tanto da non farci identificare chi sia. Enter (In Five Fraction) ci accoglie all'inizio dell'album. Circa 50 secondi pregni di versi e rumori che rompono il silenzio in attesa dell'apocalisse. Siamo all'interno di un tunnel dunque in attesa del macello. The Prophet who saw fire presenta una band che non nutre alcuna fiducia nel genere umano e condanna la sua apatia. C'è tanta rabbia in questi 3 minuti e mezzo. Buono anche il lavoro di batteria, secco, potente e preciso.

The Plague will come
for the Revelation awaits
the fury will see the end of all


Continuativa in questo senso la successiva Sixhundredthirtyone. Più monolitica, plasmata attraverso incessanti breakdown. Accanto alla voce di David troviamo quella di Anthony DiDio dei Vein. Come detto in precedenza la struttura delle canzoni è anche un po' una prigione per i nostri: questo ad esempio è certamente un brano ben costruito e dotato di un buon groove ma al tempo stesso ripetitivo, stancante e tratti fastidioso da quanto è dissonante. La tematica della morte, o meglio dell'attesa di essa non abbandona la band come possiamo ben leggere nel testo di Sixhundredthirtyone:

You're died in my eyes
Hoping for an end
The end


Passiamo ora al singolo che aveva preceduto la release ovvero Fixated Upon a Figure che propone un testo ossessivo nella sua ripetitività che ben si accompagna con il muro sonoro costruito. Il messaggio è quello: la morte come epurazione dei mali. Una visione fin troppo nichilista ma perfettamente in linea con quanto detto fin ora. Il testo si riduce fino quasi a scomparire (come la vita?) in Untitled. Qui la band abbraccia ritmiche quasi doom. Un brano di difficile ascolto, ripetitivo ed ossessivo.

I am nothe the lotus torn by the void's eye
The astral eye will dance the dirge of dawn
It will be the darkest bright


Siamo quasi alla fine del tunnel e la title track ci accogli in tutta la sua potenza e brutalità. Fattore importante di questo brano è l'inserimento di urla disperate presenti poco dopo la metà, un inferno sonoro che presagisce l'arrivo della fine. Exit per lo appunto conclude l'EP e anche il nostro viaggio.

Che dire dunque, i Sanction sanno maneggiare con cura il genere e riescono ad inserirsi prepotentemente anche attraverso scelte produttive efficaci. Gli strumenti hanno tutti una loro valenza e nessuno sovrasta un altro creando un inferno sonoro oscuro e apocalittico. Una sorta di fiamma nera che inghiotte chi ascolta. Se da un lato però troviamo la band perfettamente a suo agio dall'altro il genere mostra tutti i limiti e a tratti la struttura delle tracce rischia di assomigliarsi finendo così per scoraggiare i poco avezzi del genere. A parte questo The Infringement of God's Plan è un EP di tutto rispetto, violento e nichilista il giusto e saprà regalarvi sedici minuti di buona violenza sonora, il che non fa mai male.



VOTO RECENSORE
75
VOTO LETTORI
47 su 1 voti [ VOTA]
zano
Mercoledì 9 Maggio 2018, 13.33.50
6
Scusate se mi dilungo fuoritema @Lambru lascia perdere l'età, le fatiche ecc ecc, per me è questione di attitudine, tendere a quell'aggressivita (HC, crust, Thrash) che spesso manca nelle nuove generazioni e che i "vecchietti" tengono ben stretta nel dna. Magari ti sei un po' arrugginito, tieni duro! |..|. .|..|
LAMBRUSCORE
Mercoledì 9 Maggio 2018, 12.59.13
5
@Zano, è da un po' di tempo che frequento poco i concerti, non sono molto in forma, ormai sono vecchio, commento gli articoli dei giornali al bar... classico esempio di sclero, da cui non si esce più, si può solo peggiorare.
zano
Mercoledì 9 Maggio 2018, 11.53.54
4
Onorato di essere prima e dopo LAMBRUSCONE, sarà un refuso, questi sono metalcore. @Lambru abbiamo gusti più o meno uguali, ci sono dei tuoi commenti che mi hanno fatto piegare. Spero di trovarti in un pit prima o poi!!!!
LAMBRUSCORE
Lunedì 7 Maggio 2018, 20.14.22
3
Hardcore questi qua???? Oddio mama....
zano
Lunedì 7 Maggio 2018, 13.50.46
2
Occhio che è stato classificato come Hardcore
d.r.i.
Lunedì 7 Maggio 2018, 13.30.29
1
Ep che si fa ascoltare, nulla di eclatante. Mi attesto sul 65
INFORMAZIONI
2018
Pure Noise Records
Hardcore
Tracklist
1. Enter (In Five Fraction)
2. The Prophet Who Saw the Fire
3. SixHundredThirtyone
4. Fixated Upon a Figure
5. Untilted
6. The Infringement of God's Plan
7. Exit (Chord Radius)
Line Up
David (Voce)
Mike (Chitarra)
Lumpy (Chitarra)
La Grega (Basso)
“Lil D” Dillon (Batteria)
 
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