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Apocryphal - When There Is No Light
07/05/2018
( 448 letture )
Gli Apocryphal si formano a Verona nel 2013 per volontà di Gianmarco Bassi e Fabio Poltronieri, rispettivamente voce e chitarra della band, cui presto si aggiungono Matteo Baroni al basso e Diego Gini alla batteria. Dediti sin dalle origini a un black metal caustico e diretto, pubblicano già nel 2015 un primo EP intitolato Enemy Of Mankind, precursore del presente When There Is No Light, edito da Earthquake Terror Noise e distribuito dalla Punishment 18 Records. Il concept della formazione trae spunto dagli apocrifi, personaggi liminari nella vulgata cristiana, di solito incarnanti l’idealtipo dello sconfitto nelle vicende bibliche, la cui storia è spesso narrata in un corpus letterario “laterale”, non ufficialmente riconosciuto dal dogma cattolico. Principe di quei vinti è evidentemente Lucifero stesso, l’angelo caduto nel segno della ribellione cui si rivolgono le sinistre preghiere che, lungo tutto l’album, soffiano miasmi sulfurei su architetture musicali scarnificate ma mai banali.

Le danze si aprono con The Call For War in cui un bell’arpeggio della sei corde e piccoli ricami dal sentore progressive nei frammenti di solo in risposta introducono un sussurrato denso e sinistro; le chitarre lacrimano gocce di melodia mentre il lento crescendo si fa tambureggiante, come, appunto, una chiamata alle armi. Nel complesso il pezzo ricorda, per intenti e con le dovute proporzioni, l’intro Alsvartr (The Oath) di Anthems To The Welkin At Dusk. E proprio come in quella pietra miliare a firma Emperor la successiva Evoking Satan attacca con un assalto aurale in blast beat; lo scream di Bassi è gracchiante e monocorde, vicino a quello di Dagon degli Inquisition, mentre il riffing si dipana su movenze proto-black hellhammeriane, asciugate nella produzione dall’e(ste)tica lo-fi tipica del black primi anni ’90. Offer To Stars è un black’n’roll trascinante con gustosi rimandi a certo motorcycle rock (chi ha detto Motörhead?); convince anche qui il riffing essenziale eppure fantasioso che dona profondità a un brano che nell’organizzazione interna appare prossimo alla second wave scandinava, bagnata da un’attitudine più “alcolica” e meno isolazionista.
In Violence Of Unique God i nostri si lanciano in un uptempo mefitico e furioso sui cui sciama il più classico dei lavori in tremolo da parte della sei corde, per poi planare su cadenze ancora black’n’roll, accelerazioni che sgasano i 98 ottani della super anni ’80, e rallentamenti dal sapore quasi doom. Under The Black Flag Of Babylonia si fregia di un’introduzione che stratifica dungeon synth che raccontano di quando il buon vecchio Varg ancora si divertiva con il suo 4 piste rotto su scale orientali disegnate da un sitar che definiscono il giro armonico di un pezzo thrash fino al midollo.
Midnight Sky, sicura highlight del disco, sa di breviario della musica dura dell’ultimo ventennio del secolo scorso: asciutto e intossicante il lavoro delle chitarre, che alternano uno staccato speed metal a un legato più tradizionalmente black; convincente la batteria quando da un improvviso rallentamento doom decolla in un volo atmospheric black con portanza fornita da un tremolo insistito e riverberato; didascalica ma efficace l’invocazione conclusiva a Satana, che non nasconde un certo gusto hard rock per i finali pomposi.
La seguente Original Glory è un numero quasi death, in particolare nel riffing vario e fantasioso, che si imbastardisce in un heavy metal old school che, ai più attempati fra di noi, ricorderà quell’estate/autunno del 1983 in cui quattro ragazzi di San Francisco in trasferta nella Grande Mela registrarono Kill ‘Em All mentre al di qua dell’oceano i Mercyful Fate esordivano sulla lunga distanza con Melissa.
Nella finale Last Pagan Night i suoni e l’atmosfera si scuriscono leggermente, anche grazie a un certo ricorso di Gini all’uso dei tom; il brano incede asincrono in un’alternanza di tempi pari e dispari, mentre il lavoro di scrittura armonica si fa polveroso, quasi desert rock.

La musica degli Apocryphal mostra un gusto rétro intelligente perché, dietro la sua apparente ingenuità, nasconde un’attitudine onnivora nei confronti dell’universo metal ben mediata da un’adeguata conoscenza della materia. Il lavoro delle chitarre è vario ed incisivo, mentre il basso di Baroni pulsa lungo tutto il platter irrobustendo melodicamente, oltre che ritmicamente, l’intelaiatura dei pezzi. Il cantato, forte di un timbro abrasivo e riconoscibile, appare un filo acerbo nelle soluzioni adottate ma, vista la giovane età, siamo certi saprà dispiegare le ottime potenzialità di partenza. Piccola pecca è rappresentata da una produzione un po’ sbilanciata nei volumi, con batteria e voce molto in primo piano, probabilmente così voluta per enfatizzare l’impatto di una band dal sound intossicante che, a conti fatti, merita ampia attenzione e che consigliamo caldamente a tutti gli amanti delle sonorità old school più crude e dirette.



VOTO RECENSORE
75
VOTO LETTORI
46.25 su 4 voti [ VOTA]
lisablack
Mercoledì 9 Maggio 2018, 17.20.26
1
Band molto interessante..tanto per cambiare italiana, ennesima dimostrazione che in casa nostra non manca nulla..evvai! Bel disco..ascoltato in rete e presto mio!
INFORMAZIONI
2018
Earthquake Terror Noise
Black
Tracklist
1. The Call For War
2. Evoking Satan
3. Offer To Stars
4. Violence Of Unique God
5. Under The Black Flag Of Babyonia
6. Midnight Sky
7. Original Glory
8. Last Pagan Night
Line Up
Gianmarco Bassi (Voce)
Fabio Poltronieri (Chitarra)
Matteo Baroni (Basso)
Diego Gini (Batteria)
 
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