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Protector - A Shedding of Skin
10/05/2018
( 834 letture )
Tra le tante band venute fuori dalla Germania a cavallo tra gli anni Ottanta e gli anni Novanta rientrano di diritto i Protector. Sorti nel 1986 a Wolsfburg, i tedeschi proponevano una violenta e viscerale forma di death/thrash metal che molto doveva ai conterranei Kreator e Sodom (anche se entrambe la band erano nate soltanto da pochi anni), ma non mancava di avvicinarsi anche a gruppi d’oltreoceano, su tutti gli Slayer. Giunti al debutto ufficiale nel 1988, con un full length dal titolo Golem, pubblicato per conto dell’etichetta tedesca Atom H, succursale della Major Records International, i Nostri compiono i passi più grandi della loro carriera nei cinque anni successivi. Un secondo album, Urm the Mad, pubblicato nel 1989, un terzo, il qui recensito A Shedding of Skin nel ’91 e poi The Heritage nel ’93: sono questi i capitoli più importanti della storia dei Protector. La band ha infatti sempre avuto molte difficoltà a mantenere una line-up stabile e, tra un avvicendamento e l’altro, passeranno addirittura vent’anni prima di vedere pubblicato il successore di The Heritage. Ma questa, come si suol dire, è un’altra storia. O meglio, una storia che oggi non ci riguarda e che andremo probabilmente ad approfondire in altre occasioni.

A Shedding of Skin conta in formazione due soli elementi: il poliedrico Olly Wiebel alla voce, alla chitarra e al basso e il batterista Michael Hasse. Quest’ultimo, venuto a mancare nel 1994 (a 27 anni, l’età maledetta per tanti grandi artisti), è stato il batterista dei primi tre lavori in studio, presente fin dall’inizio e vera e propria leggenda indiscussa per tutti i fan più stretti della band. Wiebel, entrato invece in formazione nel 1989, ha timbrato il cartellino soltanto su quest’album e sul successivo, se non contiamo due precedenti demo ed EP.
Le caratteristiche principali del loro sound le abbiamo dette: violenza ed aggressività ritmica da far invidia ai mostri sacri del genere, alle quali si aggiunge un cantato in growl eseguito a regola d’arte, il tutto condensato per l’occasione in poco più di quaranta minuti frenetici e serrati. Gli unici momenti che possiamo non far rientrare in questa descrizione sono l’intro e l’intermezzo strumentale Necropolis, a rappresentare la classica quiete prima della tempesta. Pezzi come Mortuary Nightmare o la titletrack A Shedding of Skin sono la quintessenza della band tedesca e da soli basterebbero per farci comprendere e apprezzare le qualità tecniche di Wiebel e Hasse, che insieme formano un muro sonoro in grado di abbattere qualsiasi cosa gli si pari davanti. I pezzi da novanta non mancano certo a quest’album: ottimi esempi sono infatti la violentissima Face Fear e le più “doomy” Whom Gods Destroy (che alterna velocità folli e possenti rallentamenti ritmici) e Tantalus. Magistrale anche Death Comes Soon, mentre gli altri brani, pur non spiccando come quelli sopracitati, se la giocano comunque sempre molto bene.

A Shedding of Skin, terza fatica discografica dei Protector, è un disco che non può mancare nella collezione di ogni appassionato di certe sonorità, uno di quei gioielli nascosti e poco conosciuti che ben poco ha da invidiare a dischi che sono invece sulla bocca di tutti e che pure i non fruitori del genere conoscono. Se non lo avete ancora fatto, recuperatelo, non ve ne pentirete.



VOTO RECENSORE
81
VOTO LETTORI
85.88 su 9 voti [ VOTA]
lisablack
Sabato 25 Aprile 2020, 8.35.00
11
Non sono d' accordo..album da non sottovalutare in questo modo.
Diego
Sabato 25 Aprile 2020, 1.40.27
10
Buona band...ma album dimenticabile. Se volete ascoltare album indimenticabili DEATHRASH e volete farvi del male fisico buttatevi su i DEMOLITION HAMMER di "tortured existence" ed "epidemic of violence".
LexLutor
Sabato 25 Aprile 2020, 0.55.46
9
Death metal di puro acciaio. Tagliente come una falce, pesante da paura, devastante. 88
Stagger Lee
Venerdì 3 Aprile 2020, 23.09.09
8
spettacolo! La titletrack su tutte..Per me anche 90.
Sudparadiso
Giovedì 2 Aprile 2020, 14.21.50
7
Il debutto discografico è stato con il mini Lp Misanthropy nem 1987. Merita sicuramente un ascolto dal popolo interessato, dentro troviamo la mitica Kain and Abel e senza dimenticare Holy Inquisition.
Earthformer
Sabato 11 Maggio 2019, 12.48.06
6
Legnata nei denti, produzione, songwriting 20 spanne sopra a molti prodotti del tempo.
lisablack
Domenica 30 Dicembre 2018, 11.24.51
5
Nel 2019 esce il nuovo album..l'ho gia' in lista
thrasher
Domenica 30 Dicembre 2018, 11.21.56
4
Questo è potentissimo fottuto thrash metal... Avrebbero meritato molto di più
lisablack
Sabato 30 Giugno 2018, 5.31.45
3
Gran bel disco..mi era sfuggita questa recensione, proprio una mattonata, death thrash old school..meglio di cosi! Per me siamo su 85.
Bestial Invasion 98
Sabato 30 Giugno 2018, 0.05.57
2
*mattonata... dannato correttore
Bestial Invasion 98
Sabato 30 Giugno 2018, 0.05.05
1
Grandissimo album Death/Thrash, ho conosciuto I Protector qualche mese fa grazie alla rete. Proprio ora mi sto riascoltando questa mattinata di album. Che peccato che nessuno fino ad ora abbia commentato quest’album, merita davvero!
INFORMAZIONI
1991
Major Records International
Death / Thrash
Tracklist
1. Intro
2. Mortuary Nightmare
3. A Shedding of Skin
4. Face Fear
5. Retribution in Darkness
6. Doomed to Failure
7. Thy Will Be Done
8. Whom Gods Destroy
9. Necropolis
10. Tantalus
11. Death Comes Soon
12. Unleashed Terror
13. Toward Destruction (Bonus Track)
Line Up
Olly Wiebel (Voce, Chitarra, Basso)
Michael Hasse (Batteria)
 
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