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La Bottega del Tempo a Vapore - Viaggi inVersi
12/05/2018
( 1081 letture )
Al giorno d’oggi è abbastanza raro trovare una band italiana che faccia progressive rock/metal di successo. La Bottega del Tempo a Vapore ha intrapreso la propria carriera musicale in questo genere a partire dal 2016 con l’ album di debutto Il Guerriero Errante, seguito poi da Viaggi inVersi del 2018. Il titolo è suggestivo perché potrebbe avere un duplice significato: da una parte indica un viaggio che si svolge al contrario, dal futuro al presente, mentre dal punto di vista poetico potrebbe riferirsi ai versi veri e propri, in quanto i testi sembrano rivestire un ruolo importante nella stesura delle canzoni. La band dichiara di ispirarsi a gruppi come Dream Theater, Liquid Tension Experiment ed Epica, mentre per quanto riguarda il panorama italiano le influenze arrivano dai celebri Banco del Mutuo Soccorso, Premiata Forneria Marconi e Le Orme. In Viaggi inVersi vengono raccontati più da vicino alcuni personaggi minori che hanno già fatto la loro comparsa nel precedente lavoro. Le sonorità, le ritmiche e gli arrangiamenti contribuiscono al tentativo di coinvolgere l’ascoltatore nella storia narrata.

L’album si apre con un’intro, dal titolo Flashback, come già avvenuto per la traccia Overture contenuta ne Il Guerriero Errante. La soluzione adottata è davvero molto simile a quella dei colleghi Seventh Wonder di Back in Time, cioè un medley di altri brani con rumori confusi di sottofondo. L’idea è la medesima e i titoli infatti si somigliano; la volontà è quella di riportare l’ascoltatore in un momento presente partendo da un più lontano momento futuro. Nulla di innovativo per un concept album progressive metal, anzi, soluzione già sentita e risentita in tracce quali Overture 1928, I Remember Now e ! (Foreword) per citarne alcune. La parte strumentale della successiva Goccia di Tenebra è la prima nota positiva che incontriamo perché ci porta in un universo "dreamtheateriano". La traccia, e più in generale tutto l’album, sono fortemente influenzati dal quintetto di Boston. Gli appassionati riconosceranno immediatamente la somiglianza parecchio marcata con la parte strumentale di Illumination Theory in Urla e perdonami. Fin qui niente di originale, solo una commistione di brani e stili già sentiti per quanto riguarda la base, mentre la voce potrebbe inserirsi meglio nel panorama progressive rock anche perché la lingua italiana storicamente ci ha resi famosi negli anni ’70 proprio in questo genere. Tempo Inverso Pt. 1 - Il Viaggio alza l’asticella per quanto concerne la complessità della parte strumentale. L’inizio di chitarra è ispirato alla Strandberg di Plini in Pastures di Handmade Cities, mentre il finale verte su un virtuoso assolo di tastiera sullo stile di Derek Sherinian. La seconda parte, chiamata La Lettera, ha un’impronta cantautoriale alla De André e il filo conduttore della traccia è la voce narrante che ha l’occasione di esprimersi liberamente. Tra le due tracce il distacco è troppo netto, tanto da farle sembrare due canzoni di due band diverse: una strumentale, virtuosa, progressive metal, mentre l’altra è musica d’autore. Dama di Spade è una suite moderna della durata di ben 25 minuti ed è suddivisa in 7 parti. L’idea è la stessa delle title-track di The Divine Wings of Tragedy e di The Great Escape. Si tratta della traccia più ambiziosa, orchestrata e pomposa dell’album. Le soluzioni strumentali adottate sono gradevoli, ci traghettano piacevolmente verso il finale del disco e la voce compare sporadicamente qua e là. Forse però non erano necessari proprio tutti e 25 i minuti, che sono stati diluiti in modo ridondante. Il brano, inoltre, pecca un po’ di originalità; è molto, forse troppo, simile alle suite sopracitate ma soprattutto alla innovativa A Change of Seasons. Siamo giunti alla conclusione e Mestieri sarebbe perfetta come colonna sonora di un film d’animazione Disney, considerati i pochi virtuosismi e i ritornelli che hanno poco a che fare con il progressive metal. Era davvero necessaria? Probabilmente il cinguettio finale di Dama di Spade sarebbe stata una conclusione migliore.

La band è nata con l’intento di dar voce alle esperienze dei suoi sei componenti in un progetto di fusione tra storia, scrittura e musica sul modello dell’opera wagneriana. Proprio per questa ragione la trama è l’innesto da cui scaturisce la composizione musicale e la successiva interpretazione vocale, rigorosamente in italiano. L’obiettivo è stato dunque raggiunto? Due punti a favore sono certamente le tastiere di Giuseppe Sarno e i riff di Alessandro Zeoli nelle sezioni progressive metal. Non condivisibili invece l’atmosfera eccessivamente fiabesca e la disomogeneità della suite che troviamo come penultima traccia, poiché le sette parti di cui è composta sono in alcuni tratti slegate, soprattutto dal punto di vista strumentale, mentre la continuità viene data quasi esclusivamente dalla voce e dall’aspetto narrativo. Buona la produzione e anche la copertina prog rock anni ’70, ma il gruppo viene penalizzato dalla scelta stilistica di affidare le fondamenta del disco ad un’atmosfera incantata e fantastica, decisione anacronistica e un po’ inusuale.



VOTO RECENSORE
63
VOTO LETTORI
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Le Marquis de Fremont
Martedì 22 Maggio 2018, 13.51.07
7
In effetti, non capisco perché la band Italiane Prog, hanno sempre questi nomi così cervellotici. Erano originali ai tempi della Premiata Forneria Marconi e del Banco del Mutuo Soccorso. Mi sembra che oltre a copiare o "ispirarsi" a varie band Prog, come si legge nella recensione, perfino nel nome non sono stati originali. Aspetto il gruppo Prog dal nome "Vorrei cercare di cantarvi delle canzoni e quasi quasi ci provo". Non è originale ma fa molto "prog". Au revoir.
Skogarmaidur
Venerdì 18 Maggio 2018, 9.31.29
6
Il disco non l'ho ancora ascoltato, ma sono curioso. Giusto un appunto: se cercate dischi progressive veramente belli in questo millennio dovete armarvi di tanta pazienza e scavare; ma ce ne sono, anche qui in Italia. I gruppi che più mi hanno colpito sono Universal Totem Orchestra, con l'ultimo Mathematical Mother uscito un paio d'anni fa, gli Yugen, e gli Hostsonaten di Fabio Zuffanti. Sono tutte band che prendono qua e là dal passato per creare qualcosa di parecchio originale, soprattutto i primi due che ho citato. Scavare, scavare, scavare, ed essere sempre curiosi... gli sperimentatori con la vera mentalità 'progressive' non mancano anche nel nostro paese.
Titus Groan
Lunedì 14 Maggio 2018, 5.27.34
5
I the Watch non hanno niente di veramente originale sono dei bravi esecutori dello stile Genesis, infatti in Europa sono conosciuti proprio per qpuesto e hanno riprodotto dal vivo interi dischi dei gloriosi Genesis. I Barock Project casomai sono pop Prog il peggio che può offrire questo meraviglioso genere. Casomai caro Ayreon ti consiglio i The Barrock unico disco nella metà degli anni 90. Riscoprire il Prog italiano degli ann fine 80 e 90 e' oltre ad essere una meraviglia dovrebbe essere una necessità
ObscureSolstice
Sabato 12 Maggio 2018, 20.31.11
4
bel nome
Rallo
Sabato 12 Maggio 2018, 20.29.17
3
Ma che nome è?!!! Ma daiiiii...
ayreon
Sabato 12 Maggio 2018, 20.13.25
2
ne parli come se grazie a questa recensione riescano a raggiungere livelli di popolarità pari ai transatlantic,mi sembra che su questo sito ci sia posto per tutti ,sia per i gruppi che hai citato che per questa band.dovessi parlar male di tutti i dischi che ho comprato fidandomi di chi ne parlava come capolavori,mi sarei fermato a banco,orme,pfm e pochi altri ( biglietto x l'inferno,museo rosenbach,rovescio della medaglia e ben pochi altri ). a mio modesto avviso l'unica band prog italiana che sa ben coniugare prog vecchio ,nuovo e riscuote consensi sono i barock project,oltre ai the watch.
Titus Groan
Sabato 12 Maggio 2018, 13.55.14
1
Cari Compagni di Metallized, invece di recensire l'ennesima band clone dei Dream Theatre, se proprio volete parlare di Prog italiano che anche se e' un genere di nicchia forse una setta segreta, rivolgete il vostro sguardo a band come Il bacio della Medusa, Accordo dei Contrari, sul versante un po piu' duro la band famigliare dei Pandora ma anche i grandissimi Il tempio delle Clessidre. Per carità musicalmente niente di nuovo ma di sicuro più eclettici e sinceri di questi signori che con il massimo rispetto mi hanno inculato i soldi spesi solo perché incuriosito dal loro nome e dalla copertina veramente Prog
INFORMAZIONI
2018
Revalve Records
Prog Metal
Tracklist
1. Flashback
2. Goccia di Tenebra
3. Urla e Perdonami
4. Tempo inverso PT. 1 - Il Viaggio
5. Tempo inverso PT. 2 - La Lettera
6. Dama di Spade
7. Mestieri
Line Up
Angelo Santo (Voce)
Alessandro Zeoli (Chitarra)
Giuseppe Sarno (Tastiere)
Luca Iorio (Basso)
Gabriele Beatrice (Batteria)
Alfredo Martinelli (Testi e Trama)
 
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