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Thyrfing - Hels Vite
12/05/2018
( 241 letture )
A dieci anni dal loro omonimo debutto sulla lunga distanza, in casa Thyrfing tira evidentemente un sostenuto vento di cambiamento. I primi segnali di transizione si possono notare sin dalla line-up dove, al posto dello storico cantante Thomas Väänänen, frontman della band per un buon decennio, troviamo in questa sede un davvero convincente Jens Rydén (già militante nei Naglfar al picco della loro carriera), ancora oggi leader del quintetto di Stoccolma. A sua volta, anche il chitarrista Henrik Svegsjö, con il gruppo dal 1998, lasciò vacante la sua posizione, non venendo per il momento rimpiazzato: un allontanamento sì amichevole, ma non certo facile da ignorare.

Il primo lavoro plasmato dopo queste sostanziali e per qualcuno inaspettate modifiche, Hels vite, si configura anche per questo motivo come un album di transizione, come si può notare sin dai primi ascolti. Il viking metal offerto dagli svedesi nei sette capitoli in esso contenuti, infatti, pur mantenendo dei vocals comparabili in larga parte al passato grazie al maturo talento dell’adattabile ugola di Rydén, cambia marcatamente rispetto alle uscite precedenti e si tinge di tinte oscure, cupe, a tratti anche inquietanti, soprattutto grazie al gran lavoro dell’unico chitarrista superstite, Patrik Lindgren, che aggiunge con i suoi riff ulteriori, schiaccianti carichi alle atmosfere del platter, senza negare il giusto apporto di melodie ove necessario. I suoi interventi sono puntualmente ben supportati da quelli del tastierista Peter Löf che, come da tradizione in casa Thyrfing bilancia con precisione i singoli pezzi, senza sbagliare un colpo né quando i suoi arabeschi vanno a smorzare la ferocia della chitarra o vanno a supportare i non radi interventi di chitarra acustica, né quando i suoi intarsi atmosferici, e i più rari rintocchi di pianoforte, rendono ancor più foschi e quasi spettrali determinati passaggi. Rispetto alle release licenziate negli anni precedenti, inoltre, il minutaggio si dilata verso durate più consone ai lidi doom, con le tracce (con la sola eccezione di Griftefrid) a mantenersi tutte all’incirca tra i sei e i nove minuti l’una. Tale novità lascia il segno anche sul drumming di Joakim Kristensson, granitico e sempre più opprimente con il passare dei brani.
Una nota di merito, che arricchisce non poco il prodotto finale, va all’ospite Toni Kocmut che, con i suoi cori in voce pulita, dialoga con eleganza con Jens Rydén, intrecciando la propria soavità con la greve e a tratti tormentata profondità del frontman che, pur mantenendosi lontano dai ben più alti toni con il quale aveva saputo incantare i fan dei Naglfar, è autore nel complesso di un’ottima prova, in grado non solo di non far rimpiangere Väänänen, ma anche di farlo entrare velocemente nel cuore del pubblico che da anni seguiva i Thyrfing.

Hels vite si configura quindi come uno di quegli album destinati con le loro scelte e virate verso lidi nuovi a suscitare qualche perplessità e, perché no, anche a dividere pubblico e critica tra chi preferiva le sonorità passate, con un songwriting che appariva più complesso e più tipicamente viking, e chi ha apprezzato appieno l’avvicinamento della band a ibridazioni dark e tinte più oscure. Ciò che è certo è che comunque gli svedesi portarono alle stampe un’altra uscita solida e studiata, dalle atmosfere poderose e d’effetto, con cui arricchire una discografia già certo non scarna di platter di livello. Un gran disco da scoprire gradualmente e con pazienza che, lungo i suoi 50 minuti, non manca nemmeno oggi di emozionare.



VOTO RECENSORE
80
VOTO LETTORI
90 su 1 voti [ VOTA]
INFORMAZIONI
2008
Regain Records
Viking
Tracklist
1. En sista litania
2. Från stormens öga
3. Isolation
4. Hels vite
5. Griftefrid
6. Becoming the Eye
7. Tre vintrar - två solar
Line Up
Jens Rydén (Voce)
Patrik Lindgren (Chitarra)
Peter Löf (Synth)
Kimmy Sjölund (Basso)
Joakim Kristensson (Batteria)

Musicisti Ospiti
Toni Kocmut (Cori)
 
RECENSIONI
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