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St. Elmo`s Fire - Evil Never Sleeps
18/05/2018
( 199 letture )
Si sa che non bisognerebbe giudicare un disco (così come un libro) dalla copertina, ma di fatto è quello che facciamo tutti quanti, almeno in un primo momento. Quando infatti acquistiamo un album a scatola chiusa (per chi ancora lo fa) l’unica cosa che può dirci qualcosa sul suo contenuto è proprio la copertina, e dunque qui si sottolinea la necessità per un artista di sponsorizzare il proprio prodotto con una cover che possa attrarre un qualche potenziale compratore (ma la stessa cosa funziona anche con le anteprime dei video su YouTube o su canali più “moderni” di diffusione musicale). Poi, certo, una volta ascoltato il disco in questione la copertina passa in secondo piano, anche se comunque rimane sempre una parte integrante dell’uscita discografica, e nel suo piccolo ha anch’essa una sua importanza. Tuttavia, se l’album in questione avrà una copertina inguardabile, sicuramente meno potenziali ascoltatori saranno attratti da essa e mai l’ascolteranno, per quanto possa essere valido. In questo senso, si potrebbe sfidare qualunque cliente in un negozio di dischi ad acquistare un CD con un artwork come quello di Evil Never Sleeps dei St. Elmo’s Fire, non tanto per il soggetto o lo stile scelto, ma proprio per una realizzazione discutibile, veramente sgradevole alla vista che come ciliegina sulla torta ha i nomi di band e album scritti con una sorta di Word Art dei poveri. Tutta questa introduzione forse risulta fin troppo lunga per un aspetto di minore importanza come una copertina, ma a volte va ribadito come una band, per il proprio bene, debba anche cercare di presentarsi nel modo più decoroso possibile al pubblico; già le band heavy metal semisconosciute vendono poco, ma con copertine del genere finiscono per condannarsi da sole a vendere ancora meno.

Passando finalmente a parlare della band in modo più consono, gli americani St. Elmo’s Fire sono attivi in ambito heavy metal fin dagli anni Ottanta, sotto la guida del chitarrista Jeff Jones, e dopo più di due decenni di iato tornano in pista con Evil Never Sleeps. Quest’ultimo risulta il quinto album dei Nostri, ma se anche molti, dopo un’introduzione del genere (peccato per il numero in anteprima che rovina tutta la “sorpresa”), si saranno aspettati un bel disco, purtroppo dobbiamo constatare che così non è. I St. Elmo’s Fire suonano con onestà il loro heavy metal ai confini con lo US power, ma se le atmosfere che portano sono nostalgicamente e spiccatamente ottantiane, le canzoni soltanto in una manciata di casi riescono a spiccare il volo e a conquistare seriamente l’ascoltatore. Nonostante alcuni momenti anche più che validi, spesso ci si imbatte in soluzioni di una prevedibilità veramente eccessiva, accompagnata da un sound e da una produzione sì grezza ma non abbastanza, che talvolta sembra mancare di cattiveria e priva di modernismi, con le chitarre particolarmente penalizzate. La voce di Kevin Brady è abbastanza classica, non registra momenti di grande spolvero e in alcuni punti suona troppo smorzata, dando l’impressione di non riuscire a fare più di così. Naturalmente, si possono ritrovare decise somiglianze con band storiche, come Riot, Judas Priest dell’era Owens nelle tracce più pesanti o Armored Saint. Stilisticamente, dei St. Elmo’s Fire si può comunque apprezzare l’alternanza tra parti più tirate ed episodi più melodici che si traducono in momenti realmente orecchiabili. In questo senso si può citare l’opener We Will Not Die, senza riserve il brano migliore del lotto con una strofa in puro stile US power e un ritornello condito con cori di sensazione epica - se il resto dell’album fosse rimasto su questi livelli, staremmo parlando di Evil Never Sleeps con ben altri toni. Tra i pezzi più riusciti troviamo anche Soultaker, Across the Nations o Asleep in the Never, mentre sono canzoni come Rise, Betrayer o Unslaved a portare la noia direttamente in cuffia di chi ascolta.

Evil Never Sleeps non è un album totalmente da buttare. Si distingue per il buon mestiere dei suoi musicisti e per qualche canzone piuttosto azzeccata, ma al contempo ci si annoia troppo spesso e con una certa continuità. La produzione, come detto, non riesce a dare una mano, ed è difficile dare a questo album più di una sufficienza risicatissima, anche perché dopo venticinque anni di silenzio una band dovrebbe tornare sulle scene con un full-length ben migliore di questo (e magari con una copertina che sia vagamente più accattivante). È comunque innegabile che le basi ci sono, ma se i St. Elmo’s Fire decideranno di continuare il loro percorso musicale dovranno osare ben di più.



VOTO RECENSORE
61
VOTO LETTORI
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INFORMAZIONI
2018
Pure Steel Records
Heavy
Tracklist
1. We Will Not Die
2. Rise
3. Betrayer
4. Lord of Thunder
5. I Begin
6. Evil Never Sleeps - Doomsday
7. Soultaker
8. Across the Nations
9. Asleep in the Never
10. Hammer
11. Unslaved
12. Wasted
13. Evil Never Sleeps - Doomsday (Alt version, Bonus track)
14. Betrayer (Alt version, Bonus track)
15. Wasted (Alt version, Bonus track)
Line Up
Kevin Brady (Voce)
Jeff Jones (Chitarra)
Chris Stringari (Basso)
Tom Frost (Batteria)
 
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