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Ross the Boss - By Blood Sworn
18/05/2018
( 1559 letture )
Ben otto anni sono trascorsi dall’ultimo disco a nome Ross the Boss. Era infatti il 2010 quando Hailstorm vedeva la luce e la band capitanata dall’ex Manowar Ross Friedman giungeva con quell’uscita alla sua seconda fatica discografica. L’esordio era avvenuto due anni prima, con New Metal Leader, album a malapena sufficiente se si pensa alla caratura del suo ideatore. Hailstorm aveva alzato un po’ il tiro, ma a lungo andare si è rivelato anch’esso un lavoro non certo ineccepibile. Con il nuovo By Blood Sworn, pur continuando sullo stesso percorso sonoro intrapreso fin dall’inizio, le cose sono cambiate non poco. Innanzitutto nella line-up, che vede coinvolto in primo luogo un altro pezzo da novanta come il bassista dei Symphony X Mike LePond, entrato già nel 2016. Alla batteria è accreditato Lance Barnewold, nome che ai più attenti farà scattare una doverosissima domanda: ma non è lo stesso Lance Barnewold presente come ospite alla chitarra solista nel recente Pawn and Prophecy dei Mike LePond’s Silent Assassins? Ebbene sì, è proprio lui. Passato dunque alle bacchette, Barnewold ha solamente registrato le tracce di questo disco per poi lasciare il posto a Steve Bolognese (già nei Death Dealer). Alla voce troviamo poi Marc Lopes, cantante dal curriculum abbastanza povero e dotato di un’ugola con tante luci quante ombre. Le premesse per un disco interessante ci sarebbero tutte, ma, come vedremo, il risultato finale non sarà poi così positivo.

Nei quarantasette minuti a sua disposizione la formazione capitanata da Ross Friedman ci mette sul piatto dieci canzoni nel più classico stile americano di intendere l’heavy metal: ritmiche robuste e sempre presenti in prima linea, un comparto riff aggressivo e velenoso, un cantato potente che fa degli acuti taglienti il suo punto di forza. Purtroppo però l’interesse va scemando di canzone in canzone non appena ci si rende conto che quello sfornato dagli statunitensi è il solito lavoro nella media, che non osa quasi mai e anzi ricade spesso e volentieri in soluzioni stra-abusate e che, se non eseguite in maniera perfetta, lasciano un po’ il tempo che trovano. Ogni brano di questo disco ha al suo interno qualche spunto di reale interesse, ma allo stesso tempo non c’è canzone che non faccia venir voglia di riporre il CD nella sua custodia già dopo il primo ascolto. Il meglio nella prima parte lo si ha con pezzi come This Is Vengeance e We Are the Night: brani “in the face”, diretti, spontanei e cattivi proprio come vorremmo. La traccia d’apertura By Blood Sworn e la seguente Among the Bones non raggiungono invece quel livello, pur partendo dagli stessi presupposti. Among the Bones nel complesso si fa apprezzare, è vero, ma il ritornello hard rock non funziona proprio e da solo affossa un brano altrimenti molto buono. La ballad Faith of the Fallen vive anch’essa di alcuni bei momenti, con la chitarra che propone una melodia iniziale molto cupa poi portata avanti dal cantato di Lopes. Quest’ultimo però non sembra sempre a suo agio su questi toni e fa perdere un po’ di credibilità al pezzo. La seconda metà dell’album presenta canzoni ancor meno interessanti, su tutte Devil’s Day e Play Among the Godz (che sembra quasi presa da un disco dei Samson), di cui avremmo volentieri fatto a meno. La traccia più lunga del disco, Lilith, è anche quella che lascia più perplessi: la volontà di dar vita ad un brano pomposo e dai rimandi platealmente sabbathiani si sente fin dalle prime note, ma il risultato non rispetta le pur ottime premesse. Il motivo è principalmente la voce di Marc Lopes, che perde completamente la retta via sbandando come mai aveva fatto prima. Per il resto, la chitarra di Friedman il suo dovere lo fa e anche bene, e così pure la sezione ritmica. Per fortuna i due pezzi finali ridanno linfa vitale all’album, risollevandolo in parte dagli errori precedenti. Monster of Horrors è un brano senza troppe pretese, ma molto ben realizzato, e Fistful of Hate riesce nel non facile compito di migliorare ancor più le cose.

Certo, giunti a questo punto viene da chiedersi il perché di tanti brani sottotono quando le potenzialità per portare a casa un album vincente c’erano tutte. Difficile capire il vero motivo di ciò, ma possiamo ipotizzare che dopo tanti anni di attesa e il via vai di interpreti che la band di Ross the Boss ha visto succedersi nel tempo non sia stata ancora trovata la miscela migliore. La presenza di Mike LePond non ha spostato granché gli equilibri, ma forse proprio da lui e dalla sua permanenza si dovrà puntare da qui in avanti.



VOTO RECENSORE
57
VOTO LETTORI
58 su 1 voti [ VOTA]
Elfostar
Sabato 19 Maggio 2018, 17.52.46
5
Gran bel disco !! Lasciate stare la recensione ed ascoltatelo....niente di nuovo certo, ma gran tiro e voglia di muovere la testa...dignitosissima prova
Broken Arrow
Sabato 19 Maggio 2018, 11.46.05
4
Recensione perfetta per un album che promette bene con le prime due poi cala vertiginosamente tra ritornelli poco azzeccati, voce sgraziata e soluzioni trite e ritrite
fasanez
Sabato 19 Maggio 2018, 9.42.57
3
Di Eric Adams ce n'è uno solo. Fargli il verso porta a risultati quasi imbarazzanti imho.
Barry
Sabato 19 Maggio 2018, 0.10.49
2
No, però li abbiamo con i commenti niente affatto costruttivi
Andreastark
Venerdì 18 Maggio 2018, 23.22.53
1
Problemi alle orecchie vero?
INFORMAZIONI
2018
AFM Records
Heavy
Tracklist
1. By Blood Sworn
2. Among the Bones
3. This Is Vengeance
4. We Are the Night
5. Faith of the Fallen
6. Devil’s Day
7. Lilith
8. Play Among the Godz
9. Monster of Horrors
10. Fistful of Hate
Line Up
Marc Lopes (Voce, Tastiere)
Ross Friedman (Chitarra)
Mike LePond (Basso)
Lance Barnewold (Batteria)
 
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