Privacy Policy
 
IN EVIDENZA
Album

Primal Fear
Apocalypse
Demo

Talbot
Magnetism
CERCA
ULTIMI COMMENTI
FORUM
ARTICOLI
RECENSIONI
NOTIZIE
DISCHI IN USCITA

24/08/18
HOPELEZZ
Stories Of A War Long Forgotten

24/08/18
DARK MILLENNIUM
Where Oceans Collide

24/08/18
FOSCOR
Les Irreals Versions

24/08/18
SEPTEKH
Pilgrim

24/08/18
ANCESTORS
Suspended In Reflection

24/08/18
DIABOLOS DUST
The Reaper Returns

24/08/18
PAUL FERGUSON
Remote Viewing

24/08/18
DIABOLOS DUST
The Reaper Returns

24/08/18
THE AMITY AFFLICTION
Misery

29/08/18
WAXEN
Terror Decree

CONCERTI

18/08/18
FRANTIC FEST (DAY 3)
TIKITAKA VILLAGE - FRANCAVILLA (CH)

18/08/18
DESTRAGE + GUESTS
SUMMER CROCK FESTIVAL - BORGHETTO DI SAN MARTINO DI LUPARI (PD)

18/08/18
HIRAX + GUESTS
MU CLUB - PARMA

18/08/18
RADUNOROCK FESTIVAL (day 2)
BAITA PENNA NERA - VALLE DI CEMBRA (TN)

19/08/18
AGGLUTINATION
CHIAROMONTE (PZ)

19/08/18
THE USED + COUNTERPARTS
CIRCOLO MAGNOLIA - SEGRATE (MI)

20/08/18
THE BLACK DAHLIA MURDER + INGESTED + ELECTROCUTION
CIRCOLO MAGNOLIA - SEGRATE (MI)

20/08/18
COUNTERPARTS + GUESTS
ARGO 16 - VENEZIA

21/08/18
ORIGIN + GUEST
CIRCOLO SVOLTA - MILANO

22/08/18
DYING FETUS + TOXIC HOLOCAUST + GOATWHORE
DAGDA LIVE CLUB - RETORBIDO (PV)

Procol Harum - Novum
20/05/2018
( 409 letture )
È una lunga storia quella che riguarda i britannici Procol Harum, lunga ben mezzo secolo. Avevamo già iniziato a parlarne con le recensioni dei loro primi album e proseguiamo quest’oggi con la più recente delle loro novità, il dodicesimo full length in carriera intitolato Novum e pubblicato nell’aprile del 2017. Molti di voi conosceranno questo gruppo unicamente per il brano A Whiter Shade of Pale (che tra l’altro ha permesso loro, seppur soltanto nei primi mesi del 2018, di entrare a far parte del Rock and Roll Hall of Fame), molti altri invece ne avranno seguito le gesta per tutti questi anni; ma non crediamo di andare troppo lontano dal vero affermando che chiunque si approcci alla loro musica capisca immediatamente di avere di fronte una vera e propria istituzione del progressive rock. Forse un po’ troppo dimenticati negli ultimi anni, anche a causa di una lunga assenza dal mercato discografico, che li ha visti pubblicare appena tre album dalla reunion del ’91, i Procol Harum non si sono mai arresi e hanno continuato a mantenere vivo il loro nome. Guidati come sempre dal fondatore, cantante e pianista Gary Brooker, gli inglesi si pregiano a tutt’oggi di una formazione di tutto rispetto, che vede alla chitarra Geoff Whitehorn, all’organo Josh Phillips, al basso Matt Pegg e alla batteria Geoff Dunn, entrato a far parte del gruppo nel 2006. Novum è il primo album senza l’apporto del compositore Keith Reid, famoso per aver scritto i testi di tutte le canzoni del gruppo fin dagli inizi. Al suo posto troviamo comunque il non meno rinomato Pete Brown, che collaborò per un periodo nientedimeno che coi Cream e più a lungo anche con Jack Bruce, che dei Cream fu uno dei fondatori.

Novum è un album che risente inevitabilmente dell’età dei singoli membri, ma a dispetto di ciò riesce a far ottimamente trasparire tutta la loro classe, il loro stile inconfondibile e consolidato nel tempo e la loro maestria nell’architettare trame sempre molto interessanti. Il progressive rock di cui da sempre sono una delle colonne portanti non è fatto di brani lunghi e articolati, suite infinite suddivise in più parti; perlomeno non lo è per la maggior parte del tempo, dato che esempi in tal senso ce ne sarebbero (vogliamo a questo proposito ricordare unicamente In Held 'Twas in I, tratta dal secondo album del 1968 Shine on Brightly e The Worm & the Tree, da Something Magic del 1977, entrambe suite di circa diciotto minuti). La proposta dei Procol Harum è sempre stata molto più diretta di quanto si potrebbe sospettare e molto vicina ad un genere come il blues, che apparentemente ha ben poco a che vedere col prog. Questi loro tratti emergono anche in Novum, lavoro che quindi non cambia granché le carte in tavola dal punto di vista del sound. Rispetto ai due lavori precedenti si posiziona tranquillamente nel mezzo, senza troppi clamori né aspettative. L’energia vocale di Brooker non è più la stessa di un tempo, appare oggi -inevitabilmente- più spenta, ma dal punto di vista compositivo ed esecutivo sulle capacità del gruppo non c’è molto da obiettare: certo, non tutti i brani brillano di luce propria, alcuni spiccano meno del dovuto, altri invece reggono il gioco dalla prima all’ultima nota. Tra gli episodi meritevoli di menzione rientrano di diritto le eleganti I Told on You e Image of the Beast, le frizzanti Neighbour e Businessman, l’armoniosa Sunday Morning e Can’t Say That, canzone dal minutaggio più corposo e dallo stile prettamente prog, a differenza di altri brani che rispecchiano invece una visione più semplicistica dello spettro musicale proprio del gruppo inglese. Molto apprezzabili sono anche Soldier e Don’t Get Caught, con un Gary Brooker illuminante e particolarmente suggestivo, mentre meno significativi risultano a conti fatti pezzi come Last Chance Motel, The Only One e Somewhen, su cui non vale la pena soffermarsi più di tanto.

Quest’ultima fatica discografica, pur non portando niente di nuovo sotto i riflettori, ci da conferma del buono stato di forma di cui ancora oggi godono i Procol Harum. A distanza di ben cinquant’anni dalla loro fondazione sono tuttora capaci di dar vita a dischi di un certo interesse, dall’alto della loro classe e della loro esperienza. Esperienza ma anche novità, rappresentata dagli avvicendamenti avvenuti in anni recenti nella line-up. Proprio questi ultimi potrebbero dare quella spinta necessaria a portare avanti un nome che ancora oggi è sinonimo di altissima qualità.



VOTO RECENSORE
69
VOTO LETTORI
0 su 0 voti [ VOTA]
INFORMAZIONI
2017
Eagle Records
Prog Rock
Tracklist
1. I Told on You
2. Last Chance Motel
3. Image of the Beast
4. Soldier
5. Don’t Get Caught
6. Neighbour
7. Sunday Morning
8. Businessman
9. Can’t Say That
10. The Only One
11. Somewhen
Line Up
Gary Brooker (Voce, Piano, Fisarmonica)
Geoff Whitehorn (Chitarra)
Josh Phillips (Organo, Sintetizzatori, Voce)
Matt Pegg (Basso)
Geoff Dunn (Batteria)
 
RECENSIONI
85
80
 
[RSS Valido] Creative Commons License [CSS Valido]