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Infernal Poetry - Not Light But Rather Visible Darkness
( 3536 letture )
Continua il nostro viaggio all’interno della scena estrema italiana imbattendoci in un autentico gioiellino di tecnica e potenza: il debutto degli Infernal Poetry, band di Ancona fresca autrice di un ottimo split con i Dark Lunacy e prossima al ritorno sul mercato con questo nuovo cd.
Not Light But Rather Visible Darkness è sicuramente un ottimo esordio,che rivela oltretutto un suono personale e ricercato, accompagnato da un esecuzione tecnica sopra le righe da parte di tutta la band.

Il cantante Paolo Ojetti passa con naturalezza dal growling allo screaming fino a toni recitati (se ci avesse aggiunto anche il cantato pulito appena accennato in ‘Till The Seventh Sky sarebbe stato perfetto), seguito dalle asce di Christian Morbidoni e Daniele “Axo” Galassi che alternano a un riffing iper-intricato, assoli virtuosi ma ricchi di feeling; chiudono il cerchio la batteria di Andrea Rabuini, autentica piovra schiacciasassi prestata al metal, e il basso di Alessandro Infusini che per tutto il cd si prodiga in un assolo solitario contro il resto del gruppo!
Ma tutto ciò sarebbe nulla se gli Infernal Poetry non avessero scritto anche degli ottimi brani: infatti il punto di forza di questo disco sta nella perfetta unione tra tecnica, melodia e brutalità, ma senza perdere mai di vista l’importanza del pezzo in se stesso.

Dopo un introduzione strumentale di stampo sinfonico, abbiamo due mazzate inumane come ‘Till The Seventh Sky e From Mortal Body To Eternal Soul,dove si assiste ad un mix letale di brutal death floridiano, swedish sound e trovate tecniche di stampo prog. Su questa strada continuano le successive Deviation In Sacrality e Pragmatic Gemini: la prima potentissima e con una sfida virtuosistica all’ultimo lick tra le due asce, la seconda figlia di un impianto progressivo che esalta il duo ritmico Rabuini-Infusini (assolutamente grandioso nei suoi deliri ritmici) e che ancora una volta lascia atterriti per potenza, cattiveria e intelligenza compositiva. Segue poi Hellspawn (dedicata al personaggio di Todd McFarlane), un brano ultra-catchy e velocissimo, ma assai ricercato. Peccato per l’assolo di chitarra che rispetto agli altri presenti nel disco, ultra curati e virtuosi, appare un po’ buttato lì alla meglio. L’ultimo brano (The Higher Cause) si apre col drumming sincopato del buon Rabuini e ancora una volta si assiste alla capacità della band di essere cattiva quanto il più ferale gruppo death e raffinata come una band di prog metal. Anche qui però devo tirare le orecchie al gruppo per un assolo scarsamente riuscito, che comunque non inficia un pezzo ancora una volta esaltante.
Un discorso a parte lo meritano le tre strumentali (Wizard Touch Part.1, Jester’s Elegy e Wizard Touch Part.2) che la band inserisce tra i brani cantati e dotati di un flavour classicheggiante ammaliante e da un esecuzione tecnica strepitosa: in particolar modo Wizard Touch Part.1 lascia basiti per trovate virtuosistiche e feeling interpretativo.

Gli altri appunti che muovo alla band sono una durata del disco un po’ esigua, “solamente” quaranta minuti, e una produzione che seppur valida e potente non è boombastica come il genere forse richiederebbe. Per il resto si tratta di un esordio coi fiocchi, che mi sento di consigliare a chiunque ami il death sia floridiano che svedese e non ricerchi la sola brutalità a tutti costi, ma desideri anche perizia tecnica e ricerca musicale (e qui signori ce n’è a bizzeffe!) e comunque, in generale, a chi desideri una sana dose di “potenza intelligente”.

Qualcuno li ha criticati per l’eccessiva complessità dei brani e per le troppe raffinatezze tecniche: lasciamo stare, sono proprio questi i punti di forza di una band multiforme che ha voluto osare ed essere se stessa, ovvero cattiva e intelligente. Se il prossimo disco ce li restituirà ulteriormente maturati prepariamoci ad essere spazzati via senza pietà.



VOTO RECENSORE
s.v.
VOTO LETTORI
41.84 su 50 voti [ VOTA]
Rob Fleming
Domenica 24 Gennaio 2016, 18.49.17
1
La via italiana al black metal sinfonico passa da qui
INFORMAZIONI
2002
Fuel / Self
Death
Tracklist
1. Overture: Remembrance
2. 'Till The Seventh Sky
3. From Mortal Body To Eternal Soul
4. Wizard Touch Part 1
5. Deviation In Sacrality
6. Pragmatic Gemini
7. Jester's Elegy
8. Hell Spawn
9. The Higher Cause
10. Wizard Touch Part 2
Line Up
Paolo Ojetti: voce
Daniele Galassi: chitarra
Christian Morbidoni: chitarra
Alessandro Infusini: basso
Andrea Rabuini: batteria
 
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