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dEUS - Worst Case Scenario
28/05/2018
( 783 letture )
I dEUS sono una band belga, forse l’unica proveniente dal piccolo paese nordeuropeo ad aver ottenuto fin dall’esordio un successo unanime sia di critica che di vendite. Già si erano approcciati al mondo discografico con l’uscita, nel 1993, dell’ep Zea, ma il loro vero esordio fu l’anno successivo con questo Worst Case Scenario, uscito con la Island Records. I dEUS, fra le altre cose, furono la prima band indie belga a firmare per una major.

Fin dalla prima nota è chiaro come la band belga non si curi minimamente di qualsiasi pressione derivante dal fatto di essere sotto una grande etichetta discografica e delle mode imperanti di quell’epoca. Dopo una intro di pochi secondi ecco che arriva la prima canzone vera e propria: Suds & Soda. Il pezzo, che divenne una vera e propria hit underground di quell’anno, unisce il violino metallico e tagliente di Klaas Janzoons ad un ritornello epico e coinvolgente come se le due cose non potessero esistere separatamente. Da questo pezzo iniziano una sfilza di canzoni tutte memorabili e tutte diverse fra loro, pur risultando, nell’insieme, in un album coerente e compatto, risultato difficilissimo da raggiungere e mostruoso se pensiamo che stiamo parlando di esordienti. Intermezzi goliardici (Shake Your Hip) si alternano a ballate di una sentimentalità pazzesca e struggente, come Jigsaw You e Right As Rain. È forte anche l’influenza jazz che permea tutto l’album e che raggiunge il suo apice in W.C.S (First Draft) e Divebomb Djingle, reinterpretata poi nelle aggressioni sonore tipicamente noise rock a-là Pixies di canzoni come Via e Hotelloung (Be the Death of Me). La chiave fondamentale del successo di Worst Case Scenario è una sola: il divertimento. Durante tutto il disco è palpabile come tutti i musicisti coinvolti si stiano divertendo a creare qualcosa di completamente libero dalle briglie delle categorie e delle imposizioni di mercato. Worst Case Scenario è un album che non ha paura di essere lento o incoerente e che perciò si prende i suoi spazi, è pieno dell’innocenza degli esordienti ma con una perizia tecnica degna dei migliori musicisti del mondo. Gli stessi dEUS nei successi In a Bar, Under the Sea e The Ideal Crash, pur restando album fenomenali entrambi, persero un po’ di quella genuinità unica che si riscontrava in questo esordio, quell’imperfezione che paradossalmente rende un’opera d’arte veramente perfetta.

Il successo di Worst Case Scenario non fu solo di critica ma, incredibilmente, anche commerciale. Vendette trecentomila copie e con questo inaspettato risultato riuscì a scalfire il monopolio anglosassone che fino ad allora aveva avuto in mano, dal punto di vista dei numeri, il mondo del rock. Ma la vera rivoluzione fu che i dEUS ottennero questo risultato non con un album ammiccante e catchy, ma con un caleidoscopio psichedelico che incorporava rimandi evidenti a Frank Zappa e Captain Beefheart insieme alle intuizioni noise di Sonic Youth e Pixies. Worst Case Scenario è un album schizzato, simbolo del periodo di grande fermento in cui uscì. Un periodo in cui anche l’Europa continentale si affacciava alle novità del rock, per una volta senza ritardi o scimmiottamenti, proponendo un gran numero di album che poi sarebbero stai eletti a pietre miliari. Non a caso, anche nella nostra povera Italia, nello stesso uscivano Germi degli Afterhours, Catartica dei Marlene Kuntz e Ko de mondo dei C.S.I, tanto per fare qualche nome.



VOTO RECENSORE
80
VOTO LETTORI
90 su 3 voti [ VOTA]
VomitSelf
Lunedì 11 Giugno 2018, 13.07.30
8
@No Fun Mark Sandman, che morì mentre era sul palco vicino Roma. Tristissima storia. Che dirti, erano immensi. "Cure for Pain" e "Yes" li ho letteralmente consumati all'epoca.
No Fun
Lunedì 11 Giugno 2018, 10.20.26
7
@VomitSelf, mi hai fatto quasi scendere la lacrimuccia cazzo, i Morphine, sono uno dei posti più belli dove un basso e un sax possano incontrarsi... un gruppo durato sfortunatamente troppo poco. Grande Mark Sandman. Scusate l'OT, non ho resistito...
VomitSelf
Sabato 9 Giugno 2018, 19.36.51
6
Ricordo che all'epoca mi innamorai di questo disco tramite un amico. Non lo riascolto da forse 20 anni, ma al tempo mi stregò (un'altra band extra-metal tout-court con cui andai in fissa in quel periodo furono i Morphine). Purtroppo gli altri loro album che ho ascoltato negli anni a venire mi hanno lasciato abbastanza con l'amaro in bocca.
Perez
Mercoledì 30 Maggio 2018, 19.24.00
5
Esordio illuminante ma con i successivi due lavori faranno ancora meglio per me. In a bar... e Ideal Crash sono lavori pazzeschi e completi. Comunque lode ad un debutto fresco, innovativo e di tendenza
jackfrusc
Mercoledì 30 Maggio 2018, 11.47.11
4
che band. conosciuti grazie al film (pessimo, ma che grande colonna sonora) da cui ho preso il nick, tra i pochi di quella corrente musicale che ancora ascolto con immenso piacere
Pink Maggit
Lunedì 28 Maggio 2018, 16.50.17
3
@No Fun grazie del bel commento! Sì, la data a destra era un refuso, ora corretto
No Fun
Lunedì 28 Maggio 2018, 13.02.26
2
Ops, chiedo scusa, dalla rece si capisce bene l'anno di pubblicazione dell'album e quindi che la data in alto a destra fosse un semplice refuso. Ho commentato prima di leggerla, stupito nel vedere il nome di questa band. Il fatto che sia stato un giovane recensore di 19 anni (che ringrazio) a ricordarmeli mi fa ben sperare per il futuro della musica e mal sperare per la vecchiaia che incombe.
No Fun
Lunedì 28 Maggio 2018, 10.20.20
1
Cavolo i dEUS, li avevo del tutto dimenticati eppure li vidi anche in concerto nel tour che seguì l'uscita di questo lavoro, originali, divertenti e disponibilissimi. Però questo album non è del 1990, a meno che io non avessi dodici anni al concerto ma mi sento di escluderlo, sarei dovuto andarci accompagnato dalla mamma.
INFORMAZIONI
1994
Island Records
Alternative Rock
Tracklist
1. Intro
2. Suds & Soda
3. W.C.S (First Draft)
4. Jigsaw You
5. Morticiachair
6. Via
7. Right As Rain
8. Mute
9. Let’s Get Lost
10. Hotelloung (Be the Death of Me)
11. Shake Your Hip
12. Great American Nude
13. Secret Hell
14. Divebomb Djingle
Line Up
Tom Barman (Voce, Chitarra, Piano)
Rudy Trouvè (Chitarra, Voce, Piano)
Stef Kamil Carlens (Basso, Voce, Chitarra)
Klaas Janzoons (Violino, Voce)
Julle de Borgher (Batteria, Metallofono, Timpani, Maracas, Chitarra, Voce)
 
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