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Sault - Seeds of Power
28/05/2018
( 169 letture )
Sault è un nome nuovo sulla scena heavy, giunto al debutto ufficiale in questi primi mesi del 2018. Se il moniker è inedito, il suo organico non lo è per niente: Sean Tibbetts e Casey Grillo dei Kamelot, Brandon Riggs della groove metal band Arcanium e Matt Thompson dei King Diamond, con l’aggiunta di Curtis Jay alla chitarra, sono i membri di questo nuovo progetto. Nonostante il bassista Tibbetts sia il compositore principale della band, il sound di quest’ultima è molto lontano da quello della band madre dei Kamelot, consistente in un heavy metal moderno con influenze groove nel riffing, che talvolta danno all’album un aspetto vicino all’alternative.

Seeds of Power dura soltanto trentasei minuti, spalmati su dieci tracce (ma la prima e l’ultima sono soltanto un’intro e un’outro) che raramente superano la durata di quattro minuti. Un album compatto che, come si intuisce, è contraddistinto da un approccio diretto, che non si perde in inutili fronzoli e che fa della semplicità la sua forza, perfettamente in linea con la grande energia che è in grado di sprigionare. In genere, tutta la band offre una buona prestazione, dalla sezione ritmica consistente offerta dalle batterie di Grillo e Thompson (che suonano in cinque pezzi a testa) e dal basso di Tibbets, passando per i riff e le parti solistiche di chitarra fino ad arrivare alla voce di Riggs, che forse è uno dei maggiori punti di forza di Seeds of Power. Una voce aggressiva e vigorosa, nella timbrica simile a quella di David Draiman dei Disturbed, che si sposa perfettamente con il sound potente e allo stesso tempo affilato dei Sault, che danno giustizia al loro nome evocando l’impeto di una cascata. Questa potenza del sound comunque non esclude la presenza di numerose melodie sparse nelle varie canzoni, che non sono però mai troppo facili o banali e sono in grado di stare perfettamente a loro agio con la spinta energica delle canzoni e con i riff più duri e serrati. I singoli brani sono tutti di livello almeno più che sufficiente e, nonostante in più di qualche caso manchi una scintilla in grado di farli decollare tutti quanti, si registrano dei picchi notevoli nel singolo Adonai, specialmente grazie a un ritornello veramente riuscito, in Entropy (che vede come guest star l’istrionica cantante dei One-Eyed Doll Kimberly Freeman) e in A Peaceful Moment. Da segnalare anche la buona produzione, calibrata, moderna e potente allo stesso tempo, senza risultare troppo plastica come spesso accade, per un lavoro ancora più degno di lode se si considera che Seeds of Power è un album autoprodotto.

In definitiva, dell’esordio dei Sault è davvero difficile parlare male: una manciata di brani non particolarmente elaborati ma trascinanti, che sicuramente faranno gola a chi ricerca sonorità dal taglio moderno ma sempre ancorate a modelli stilistici classici, che dal vivo potranno sicuramente fare la loro bella figura, permettendo l’impegno dei musicisti con le loro band principali. E possiamo sicuramente scusare la band se qualche pezzo è meno riuscito di altri.



VOTO RECENSORE
74
VOTO LETTORI
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INFORMAZIONI
2018
Autoprodotto
Heavy
Tracklist
1. Balance
2. Guilt
3. Adonai
4. Entropy
5. Fragile
6. Peaceful Moment
7. Save Myself
8. Last Man Standing
9. Null Space
10. Broken Tongue
Line Up
Brandon Riggs (Voce)
Curtis Jay (Chitarra)
Sean Tibbetts (Basso)
Casey Grillo (Batteria nelle tracce 2, 3, 5, 6 e 7)

Musicisti Ospiti:
Kimberly Freeman (Voce nella traccia 4)
Matt Thompson (Batteria nelle tracce 1, 4, 8, 9 e 10)
 
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