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Construct of Lethe - Exiler
31/05/2018
( 942 letture )
È un nome che a molti potrebbe suonare nuovo quello dei Construct of Lethe, trio death metal attivo dal 2010 e con alle spalle due validissime uscite; il full Corpsegod del 2016 e l’EP The Grand Machination, pubblicato lo stesso anno. Gli ascoltatori più attenti invece, è probabile che non vedessero l’ora di sentire qualcosa di nuovo, specialmente dopo i lavori pubblicati, che avevano gettato le basi per qualcosa di veramente interessante.

Exiler, pubblicato dalla nostrana Everlasting Spew Records, è quindi il secondo full length degli americani, che in quest’uscita rimescolano un po’ le carte in tavola e dimostrano una maturità stilistica non trascurabile. Non si parla di grandi stravolgimenti, ma specie grazie ad alcuni momenti, è evidente che i tre inizino a trovare una forma più personale. Lo conferma l’iniziale Rot of Augury, pezzo che fa da presentazione a tutto quello che troveremo nel lavoro: assoli, armonici, riff sempre vari e che spesso sono caratterizzati da ritmi tutt’altro che banali, un taglio epico in linea con i lavori precedenti ed una produzione sicuramente particolare e che mette molto in risalto l’operato al basso di Tony Petrocelly. Le influenze di maestri come Morbid Angel ed Hate Eternal sono sicuramente evidenti, ma a dispetto dei lavori precedenti, questa volta i nostri riescono a personalizzare la proposta in modo più marcato; ci sono ad esempio degli innesti melodici che sottolineano la qualità della scrittura e dell’abilità alle chitarre dei musicisti (notevoli e riuscitissimi gli arrangiamenti delle chitarre), la voce di Dave Schmidt, incredibilmente azzeccata per lo stile proposto e che si lancia in momenti più evocativi con l’utilizzo di un registro piuttosto variegato. Restando sui pezzi, non aspettatevi un lavoro incentrato tutto d’impatto, tutt’altro; tra i brani da segnalare c’è infatti A Testimony of Ruin, costruito principalmente su tempi lenti, con grande attenzione per gli arrangiamenti ed in cui la forza della produzione dona al brano un tocco molto suggestivo. Spazio anche a due brani dalla durata di sette minuti circa, Soubirous e Fugue State; pur essendo entrambi ottimi pezzi, di cui segnaliamo il lavoro delle chitarre nella prima, a farsi notare è sicuramente la seconda, costruita su ritmiche più lente in grado di dare al pezzo un taglio atmosferico/ritualistico grazie sia alla scelta dei riff, degli arpeggi e degli onnipresenti assoli che alla curiosa interpretazione di Dave Schmidt al microfono. Pur essendoci qualche lieve calo sul finale, Exiler offre comunque quaranta minuti di ottimo death metal, e anzi, mette curiosità sul futuro del gruppo. Lo stile scelto e le soluzioni che ne caratterizzano il suono infatti, dimostrano come il trio sia intenzionato a crearsi un’identità molto marcata e che si discosti maggiormente dalle influenze stilistiche.

Exiler è innegabilmente un ottimo disco, uno di quelli da non perdere. Lo stesso vale per i Construct of Lethe, che pur essendosi mossi un po’ sordina rispetto ad altri, hanno ora la possibilità di esser considerati, meritatamente, una delle realtà più interessanti in ambito estremo.



VOTO RECENSORE
78
VOTO LETTORI
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INFORMAZIONI
2018
Everlating Spew Records
Death
Tracklist
1. Rot of Augury
2. A Testimony of Ruin
3. The Clot
4. Soubirous
5. Fugue State
6. Terraces of Purgation
7. Fester in Hesychasm
Line Up
Dave Schmidt (Voce)
Tony Petrocelly (Chitarra, Basso)
Patrick Bonvin (Chitarra)

Musicisti ospiti:

Enrico H. Di Lorenzo (Voce sulla traccia 6)
Kévin Paradis (Batteria)
 
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