Privacy Policy
 
IN EVIDENZA
Album

Progenie Terrestre Pura
starCross
Demo

Dead Like Juliet
Stranger Shores
CERCA
ULTIMI COMMENTI
FORUM
ARTICOLI
RECENSIONI
NOTIZIE
DISCHI IN USCITA

20/07/18
MUTILATION RITES
Chasm

20/07/18
BLACK ELEPHANT
Cosmic Blues

20/07/18
THE LIONS DAUGHTER
Future Cult

20/07/18
SCARS ON BROADWAY
Dictator

20/07/18
SANDRIDER
Armada

20/07/18
CRYONIC TEMPLE
Deliverance

20/07/18
KHÔRADA
Salt

20/07/18
CEMETERY LUST
Rotting in Piss

23/07/18
ATAVISMA
The Chthonic Rituals

25/07/18
MANTICORA
To Kill To Live To Kill

CONCERTI

19/07/18
MYLES KENNEDY + DORIAN SORRIAUX
TEATRO ROMANO - OSTIA ANTICA (ROMA)

20/07/18
PROTEST THE HERO + GUESTS
ROCK PLANET CLUB - PINARELLA DI CERVIA (RA)

21/07/18
COLONY SUMMER FEST (Day 1)
CENTRO FIERA - MONTICHIARI (BS)

21/07/18
MYLES KENNEDY + DORIAN SORRIAUX
CASTELLO - UDINE

21/07/18
DIVINE METAL FEST
ALTERNATIVE MUSIC CLUB - MONTENERO DI BISACCIA (CB)

21/07/18
MALESSERE FEST
DAGDA LIVE CLUB - RETORBIDO (PV)

22/07/18
RICHIE KOTZEN
ESTATE IN FORTEZZA SANTA BARBARA - PISTOIA

22/07/18
COLONY SUMMER FEST (Day 2)
CENTRO FIERA - MONTICHIARI (BS)

22/07/18
DOYLE
TRAFFIC CLUB - ROMA

22/07/18
VIRVUM + COEXISTENCE + EGO THE ENEMY + GUEST
CIRCOLO SVOLTA - ROZZANO (MI)

Karnivool - Themata
02/06/2018
( 527 letture )
8 anni: è questo il tempo necessario alla band per comporre il primo album in studio dall’anno della sua formazione. 8 anni decisamente ben spesi. Stiamo parlando dei Karnivool, quintetto proveniente dall’Australia il cui primo lavoro full length, dopo due EP di scarso successo, è stato etichettato sotto vari generi: secondi alcuni nu metal, secondo altri alternative con influenze grunge. In realtà è possibile annoverarlo nel progressive, peraltro come un ottimo rappresentante del genere. Il primo a credere in questo progetto è il fondatore e cantante della band, Ian Kenny, che ne ha dato vita a Perth nel 1997. Dopo vari cambi di formazione, la band, ancora in uno stato embrionale, pubblica un primo EP nel 1999, per nulla degno di nota. Altro cambio di formazione, altro EP: Persona nel 2001, che aiuta ad aumentare i consensi. La consacrazione dei Karnivool nel panorama progressive avviene nel 2005, con il loro miglior lavoro, il qui presente Themata, scritto interamente dal chitarrista Andrew Goddard, un vero polistrumentista. L’artwork è surreale e anticipa le sensazioni che proveremo durante l’ascolto: ansia, preoccupazione, tormento. Interessante il fatto che la doppia O del monicker sia ricreata attraverso gli occhi di una mosca.

La scelta della prima canzone è sempre un discorso delicato. È la prima impressione che si dà all’ascoltatore, il primo impatto, il primo rapporto che si instaura. In questo caso la scelta è azzeccatissima. Cotè è la fantastica prima traccia, travolgente, ritornello che rimane in testa e riff progressive metal. Salta subito all’orecchio la similitudine con la voce di Matthew Bellamy, la stessa sensazione che si ha ascoltando ad esempio Panic Attack in Octavarium: entrambi i lavori, infatti, sono stati pubblicati nel 2005, un’annata fortemente influenzata dai Muse. Se il disco proseguisse così sarebbe da 100 e lode. Continua ottimamente, certo, ma l’emozione iniziale non viene replicata in nessun’altra canzone. La traccia omonima tiene comunque alto lo standard qualitativo: la struttura è molto simile alla precedente, ma ci spostiamo verso le sonorità nu metal dei Korn di Freak on a Leash oppure dei Disturbed di Down with the Sickness. Il ritmo della canzone si velocizza in crescendo e il finale strumentale è degno di nota. Ian Kenny la fa completamente da padrone in Shutterspeed, una traccia senza alti né bassi dove la voce è la protagonista indiscussa. Qui si conclude un immaginario trittico iniziale dell’album. L’eccellente tecnica di questi ragazzi comincia a mostrarsi con i ritmi dispari e sincopati di Fear of the Sky, progressive fino al midollo. Verso i 3 minuti troviamo un intermezzo che non può che ricordare i Tool, e i paragoni di questo tipo, si sa, sono sempre graditi. Roquefort è una perla posta nel mezzo dell’album, suonata divinamente e cantata altrettanto divinamente. Il basso di John Stockman emerge e si impone con prepotenza ed è indubbiamente la canzone in cui trova maggiormente spazio. L1FEL1KE è iconica già dal titolo, misteriosa, indecifrabile, proprio perché è stata pensata come un immaginario ‘’viaggio’’ causato dall’assunzione di droghe, per estraniarsi dalla banalità del mondo quotidiano. L’alone di mistero viene ulteriormente accentuato dalla presenza di alcune voci in sottofondo, lontane, inquietanti ed ovattate, che sembrano simulare il distacco del protagonista dalla realtà che lo circonda, un po’ come se fosse dentro a una bolla, intesa come rappresentazione metaforica delle sostanze che ha assunto. Scarabs è la traccia più corta ed è l’unica completamente strumentale: collera, rabbia e violenza concentrate in due minuti, spezzate da un fievole gemito di paura nel finale. Durante tutto il brano le sensazioni che si provano sono ansia, tensione e agitazione, scandite da un ritmo serratissimo di chitarra e batteria. Sewn and Silent è la ballad (perché ogni album metal che si rispetti ne possiede una) e nonostante la melodia sia dolce, in realtà il testo è malinconico, perché sembra parlare di un amore finito. La sensazione che si avverte è proprio quella di quiete dopo la tempesta, poiché la band pone volutamente il motivo più calmo subito dopo la traccia più aggressiva. Le prime note di Mauseum somigliano allo stile dei Foo Fighters sotto effetto di tranquillanti. Il riff ne è decisamente ispirato ma più lento, mentre nel finale la similitudine si sposta nuovamente verso i Tool. Sembra infatti di sentire la chitarra di Adam Jones che chiude la traccia, lasciandoci immersi nella tipica atmosfera di inquietudine del quartetto statunitense, che ben si sposa con la successiva Synops. In questo caso il paragone è perfettamente calzante, soprattutto per quanto riguarda la linea vocale di Ian Kenny e il basso che torna a farsi sentire prepotentemente, martellando le orecchie dell’ascoltatore come solo Justin Chancellor saprebbe fare. Dopodiché, 20 secondi di silenzio (sul retro di copertina il titolo Omitted for Clarity è scritto appositamente con un effetto di trasparenza per lasciare intendere l’assenza di suoni), a cui segue Change (Part 1). Il fatto che la traccia venga mozzata proprio nel momento in cui sembra effettivamente cominciare fa pensare a una strategia per accrescere l’attesa per il lavoro successivo, Sound Awake, tattica che sarebbe stata efficace e in pieno stile prog. In realtà, pare che non sia così e da alcune dichiarazioni della band è emerso che la traccia non era del tutto conclusa al momento della pubblicazione dell’album e per questo non è stata inserita nella sua versione integrale, bensì divisa in due parti. Analizzando la traccia si possono fare ben poche considerazioni sugli strumenti, per ovvi motivi. Quello che si può notare è che sembra un mix ragionato di voci e suoni, mentre gli strumenti fanno la loro comparsa 20 secondi prima della brusca e improvvisa conclusione.

Benché questo lavoro sia fortemente influenzato dalla carriera dei Tool, e ciò è evidente nella maggior parte delle canzoni, la bravura del quintetto australiano sta nell'avere addirittura anticipato alcune delle sonorità e delle soluzioni stilistiche che ritroviamo in 10,000 Days, pubblicato un anno dopo Themata. Sebbene quest'ultimo sia solamente il primo disco dei Karnivool, si tratta di un’opera molto matura, priva di note acerbe e non c’è una traccia che possa tradire l’inesperienza del gruppo. L’ascolto risulta molto fluido ed omogeneo e non ci sono pezzi che verrebbe voglia di saltare, anzi. Alcuni, sicuramente, invogliano a premere il tasto traccia precedente per riascoltarli, cosa che accade di frequente per quelli di maggior spessore, ovvero Cotè, Roquefort, L1FEL1KE e Synops. Non ci sono scuse: Themata non può assolutamente mancare nella vostra collezione, trattandosi di uno dei lavori alternative/prog più interessanti e rappresentativi degli anni 2000 e sicuramente tra le migliori uscite del 2005. Se siete amanti dei Tool e non vi va di aspettare ere geologiche per il prossimo album, ormai una chimera, vi consiglio di approfondire le vostre conoscenze sui Karnivool partendo proprio da qui, da un capolavoro con poche sbavature.



VOTO RECENSORE
90
VOTO LETTORI
89 su 2 voti [ VOTA]
Vicarious
Lunedì 16 Luglio 2018, 18.21.59
8
@Burton: non sono al momento previste le recensioni che hai citato, ma essendo meritevoli di menzione potremmo includerle nel sito in un futuro (molto) prossimo @edgecrusher: erano la mia certezza quadriennale, come le olimpiadi: 2005, 2009, 2013, il mio 2017 è iniziato con il sorriso sapendo che sarebbe uscito un nuovo album dei karnivool, invece purtroppo hanno saltato l'appuntamento. Devo riorendermi dal trauma spero che abbiano in serbo qualche altro disco di assoluto livello per noi @Zag: è sempre difficile definire questi gruppi, così come gli APC da te citati: sicuramente nei karnivool ci sono elementi progressive, soprattutto in questo themata. la critica alla fine li ha inseriti nel prog metal, ma ammetto che sono davvero borderline, tra il prog e l'alternative
Zag
Martedì 19 Giugno 2018, 20.31.32
7
Ascoltato e devo dire che è un disco carino,ma più che prog direi che è simile agli A perfect circle
Edgecrusher
Martedì 19 Giugno 2018, 13.51.53
6
Ottimo cd! Bel gruppo, ma ora che fine hanno fatto??
Burton
Giovedì 14 Giugno 2018, 10.11.46
5
Disco di valore assoluto, in Australia ci sono gruppi molto validi che purtroppo vengono sottovalutati nel resto del mondo, vedi i Teramaze recentemente. Il 2005 ricordo fu un'ottima annata per il prog, non soltanto in campo metal ma anche in campo alternative, Themata merita il podio dietro a Everyone into position degli Oceansize e all'incredibile Crash of '47 degli Atomship, gruppo che purtroppo ha prodotto quest'album soltanto, a proposito domando al recensore che qui ha fatto un bel lavoro se sono previste le recensioni dei suddetti album visto che meriterebbero a pieno merito di essere riscoperti.
Hard N' Heavy
Mercoledì 6 Giugno 2018, 15.15.50
4
@ Vicarious, lo sto ascoltando su youtube ed è bellissimo ora si procede all'acquisto.
Vicarious
Mercoledì 6 Giugno 2018, 13.19.59
3
@Hard N' Heavy assolutamente, disco spaziale. Una copia a casa è assolutamente doverosa per ogni amante del prog metal, fammi sapere cosa ne pensi dopo averlo ascoltato @Gabriel sì, debutto pazzesco, francamente io lo preferisco a Sound Awake perchè Themata mi ha lasciato proprio a bocca aperta. Sarà che è il debutto, ma ho sentito proprio un "effetto WOW". In Sound Awake evidentemente ero già preparato ad ascoltare una band di qualità e ho iniziato l'ascolto con un pregiudizio, sperando fosse ancora migliore del precedente. Asymmetry invece è di molto sotto tono e siamo d'accordo
Gabriel
Sabato 2 Giugno 2018, 14.55.36
2
Debutto bomba,disco della madonna! Le sonorità sono più alternative e ibride che prog, prog alla Tool comunque. La title-track è davvero notevole. Con il seguente Sound Awake riusciranno pure a far di meglio, peccato che poi si siano persi per strada.
Hard N' Heavy
Sabato 2 Giugno 2018, 13.36.10
1
90 come voto allora deve essere per forza mio!!!!!!!!!
INFORMAZIONI
2005
MGM Distribution
Prog Metal
Tracklist
1. Cotè
2. Themata 
3. Shutterspeed 
4. Fear of the Sky
5. Roquefort
6. L1FEL1KE
7. Scarabs
8. Sewn and Silent
9. Mauseum
10. Synops
11. Omitted for Clarity
12. Change (Part 1) 
Line Up
Ian Kenny (Voce)
Andrew Goddard (Chitarra, Batteria)
Mark Hosking (Chitarra)
Jon Stockman (Basso)

Musicisti Ospiti:
Novac Bull (Voce nella traccia 2)
Leigh Miller (Arrangiamento strumenti ad arco nella traccia 2)
Eve Silver (Arrangiamento strumenti ad arco nella traccia 8)
Ezekiel Ox (Nacchere e fischietto nella traccia 5)
Ray Hawkins (Batteria nella traccia 6)
 
RECENSIONI
ARTICOLI
17/06/2013
Live Report
STONE SOUR + KARNIVOOL
Estragon, Bologna, 12/06/2013
 
 
[RSS Valido] Creative Commons License [CSS Valido]