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Mortuous - Through Wilderness
04/06/2018
( 283 letture )
Dopo due demo, rispettivamente nel 2010 e 2012, i Mortuous pubblicano così il loro primo album della loro carriera, Through Wilderness, in uscita il 22 giugno tramite la Tankcrimes Records; un gruppo che annovera tra le sue file in doppia veste di cantante e chitarrista Mike Beams, noto ai più per la sua militanza negli Exhumed dal 1998 al 2008. Quello che ci viene proposto è un death metal marcio e annichilente, votato all’ignoranza più totale e al massacro sonoro.

Niente di originale, sia ben chiaro; non siamo davanti neppure all’uscita estrema dell’anno, ma l’album in questione si lascia ascoltare volentieri per tutta la sua durata e piacerà sicuramente agli amanti del death metal old-school. Si sentono le influenze di leggende come Asphyx e Morbid Angel, in un continuo alternarsi di accelerazioni e rallentamenti molto ben eseguiti e di sicura presa anche con i primi ascolti. I suoni degli strumenti sono sufficientemente curati, da non creare un minestrone incomprensibile e trasmettono un’atmosfera malsana e putrescente: insomma una vera gioia per i veterani del metallo della morte. Le chitarre eseguono riff, melodie e assoli mai scontati e molto interessanti, basso e batteria corrono a perdifiato per tessere le strutture ritmiche, abbondando di tupa-tupa e blast beat. Il growl cavernoso e gutturale è quanto mai adatto in un contesto del genere ed è sicuramente di pregevole fattura.

Il disco si apre con Beyond Flesh: dopo una chitarra acustica tranquilla sentiamo quattro colpi sul rullante che danno il via al massacro sonoro che, come detto prima, si snoda tra passaggi frenetici e catacombali. La seconda traccia, Bitterness, ha un inizio cadenzato e nell’insieme segue la falsariga della canzone precedente: da segnalare l’assolo qui presente, di pregevole fattura. Una batteria marziale ci introduce a Crysalis of Sorrow, la canzone più marcia del platter; riff sulfurei e pesantissimi, un assolo straniante e oscuro e un’accelerazione finale a dir poco ottima. The Dead Yet Dream si rivela una delle migliori tracce, con riff e soli decisamente accattivanti e segue la classica struttura veloce/lento e viceversa. Dopo Anguish and Insanity, una traccia gradevole ma nulla di più, si arriva alla title-track e qui i Mortuous sguinzagliano la canzone sicuramente più assassina e fulminante della scaletta; pure qui l’assolo, velocissimo e tecnicamente ineccepibile, è un valore aggiunto non da poco. Prisoner Unto Past esordisce con un riff al fulmicotone e continua ancora meglio, collocandosi insieme a The Dead Yet Dream tra le canzoni più riuscite. Alle migliori si aggiunge Screaming Headless, degno epilogo dell’album e che riassume in poco più di cinque minuti e mezzo tutte le caratteristiche di Through Wilderness.

I Mortuous raggiungono pienamente il loro obiettivo e si rivelano una realtà da tenere d’occhio. Particolarmente consigliato agli amanti della vecchia scuola e del death mortifero e catacombale che, indubbiamente, lo apprezzeranno molto. Fatevelo vostro!



VOTO RECENSORE
76
VOTO LETTORI
52 su 1 voti [ VOTA]
INFORMAZIONI
2018
Carbonized Records
Death / Doom
Tracklist
1. Beyond Flesh
2. Bitterness
3. Chrysalis of Sorrow
4. The Dead Yet Dream
5. Anguish and Insanity
6. Through Wilderness
7. Prisoner Unto Past
8. Screaming Headless
9. Subjugation of Will
Line Up
Colin Tarvin (Voce, Chitarra)
Mike Beams (Chitarra, Voce)
Clint Roach (Basso)
Chad Gailey (Batteria)
 
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