Privacy Policy
 
IMMAGINI
Clicca per ingrandire
La band
CERCA
ULTIMI COMMENTI
FORUM
ARTICOLI
RECENSIONI
NOTIZIE
DISCHI IN USCITA

19/10/18
SACRAL RAGE
Beyond Celestial Echoes

19/10/18
ARCTURUS
Sideshow Symphonies

19/10/18
NORTHWARD
Northward

19/10/18
SOULFLY
Ritual

19/10/18
HATESPHERE
Reduced To Flesh

19/10/18
SILENT BULLET THEORY
Divine Ways of Chaos

19/10/18
WHITE WIDDOW
Victory

19/10/18
VALDUR
Goat Of Iniquity

19/10/18
SALIVA
10 Lives

19/10/18
LANDMVRKS
Fantasy

CONCERTI

18/10/18
CALIGULA`S HORSE + GUESTS
LEGEND CLUB - MILANO

19/10/18
TAAKE + BÖLZER + SLEGEST
LEGEND CLUB - MILANO

19/10/18
FRACTAL UNIVERSE + GUESTS
THE ONE - CASSANO D'ADDA (MI)

19/10/18
VADER + ENTOMBED A.D. + GUESTS
REVOLVER - SAN DONA DI PIAVE (VE)

19/10/18
INJURY + VEXOVOID + BROWBEAT
LA TENDA - MODENA

19/10/18
CARCHARODON + KURT RUSSHELL + GREENPHETAMINE
L'ANGELO AZZURRO CLUB - GENOVA

19/10/18
CRYING STEEL + GUESTS
LET IT BEER - ROMA

20/10/18
ROSS THE BOSS + BULLET + CRYSTAL VIPER
CAMPUS INDUSTRY - PARMA

20/10/18
AZAGHAL + GUESTS
SLAUGHTER CLUB - PADERNO DUGNANO (MI)

20/10/18
FRACTAL UNIVERSE + GUESTS TBA
THE FACTORY - VERONA

Assumption - Absconditus
06/06/2018
( 461 letture )
Parallelamente e, per così dire, quasi in penombra rispetto alle traiettorie delle realtà storicamente consolidate, il doom italiano si è da sempre contraddistinto per un continuo proliferare di formazioni che con pari dignità hanno e tuttora contribuiscono ad apportare alla scena nostrana un ragguardevole spessore qualitativo, nonché ad improntargli una propria individualità. Tale considerazione si rafforza man mano che ci si imbatte in tutte quelle band che affollano l'underground Nostrano e che, varcando la soglia del cimento discografico, sono capaci nella sostanza di fare la differenza attraverso prove convincenti, capaci dunque di immettere nuova linfa ed energia; in questo caso gli Assumption ne rappresentano senza dubbio un eloquente esempio.

Partorito nel 2011 da una costola dei death/grinders Haemophagus, il duo siciliano, dapprima concepito come progetto da studio di registrazione, si è trasformato molto lentamente setacciando prima il terreno con l'EP The Three Appearances, modificando il proprio assetto a quello di live band ed infine pubblicando il recente debutto Absconditus. Non avendo mai avuto a che fare con il gruppo in questione, la prima peculiarità scaturita dall'analisi preliminare del promo risulta essere la connotazione religiosa racchiusa sia nel monicker (il quale richiama in particolare uno dei dogmi più controversi del cristianesimo) che nel concept, suggellato dal termine Absconditus (celato) il quale, secondo le dichiarazioni del mastermind G., riguarda sempre un passaggio piuttosto ambiguo contenuto nel Vecchio Testamento (ed in questo caso è consuetudine del sottoscritto lasciare che sia la curiosità del lettore a guidarlo verso eventuali approfondimenti, lasciando qui solo l’indicazione di massima del libro di Isaia come fonte “letteraria” del riferimento). Ritornando dunque al concetto di individualità, tali inclinazioni si rivelano piuttosto diffuse nel nostro paese (vedasi ad esempio i defunti Riti Occulti).

Traslando sul layer musicale, i Nostri propongono un death/doom che abbraccia sottogeneri limitrofi come il funeral e il death primordiale dei primi '90, nonché una componente psichedelica che in questo caso affonda verso ere del rock più remote. Il risultato di questo connubio non risulta per nulla forzato; le tre tracce contenute in Absconditus infatti, nonostante il consistente minutaggio delle due tracce Liberation e Beholder of the Asteroid Oceans (Part I & II), danno prova di un songwriting maturo che riesce a far convergere con coerenza i vari influssi menzionati offrendo un trip allucinogeno nei tartari di un doom sulfureo ed asfissiante. Liberation rappresenta il primo eloquente esempio di questa formula esiziale; dal dualismo degli arpeggi liquidi in bilico tra l'eufonico ed il tensivo, ai riff di matrice death che conducono verso un crescendo più sostenuto in cui si palesano reminiscenze di Disembowelment, precipitando poi nel funeral fino alla chiusura in cui si subisce la proiezione in una dimensione onirica dove la chitarra solista rivolge la sua impronta in direzione di David Gilmour. Tutto questo insieme confluisce in maniera così brillante da scatenare l'impressione che i quindici minuti di musica siano stati compressi in un battito d'ali. Il flauto che ci introduce Resurgence trascina con sé stupore ed inquietudine, viste le sue inusuali dissonanze che aprono un varco di sovversione mentale prontamente spazzata via da una successiva sezione di stampo squisitamente death. La conclusiva Beholder of the Asteroid Oceans (Part I & II) si erge come una suite mastodontica che fa da cornice alla storia di un Prometeo polverizzato per la sua arroganza. In questo caso i Nostri sfruttano una parte ambient piuttosto dilatata quasi a dipingere un lasso temporale in cui un universo momentaneamente gelido ed immobile sta per scatenare la sua furia. Questa si palesa prontamente attraverso una successione di riff mortiferi che aumentano progressivamente le pulsioni abbandonando la controparte doomiana. Nella seconda sezione del brano i Nostri sfruttano abilmente gli attriti del death con squarci sognanti in cui si manifestano nuovamente influssi psichedelici particolarmente adiacenti ai confini Floydiani.

Con un ulteriore plauso per lo splendido artwork di Lauri Laaksonen, non resta dunque che promuovere a pieni voti gli Assumption per questa prova. Attraverso i tre brani che compongono Absconditus, infatti, il duo siciliano dimostra perizia e personalità nell'incanalare e miscelare armoniosamente alcuni ascendenti piuttosto distanti, elevandoli quale fulcro principale del loro songwriting. Al di là del respiro internazionale che già si constata in questo platter, aleggia un certo sentore che questa band sia in grado di muoversi ben oltre i presupposti offerti, “celando” quindi delle potenzialità ancora in fase germinativa. Il tempo ci dirà se il duo siciliano sarà in grado di bussare alle celesti porte del pantheon del genere, intanto il doom tricolore si è assicurato un altro tassello che certifica l’eccellente stato di salute del movimento… e di quell’underground che ne è l’inesauribile serbatoio.



VOTO RECENSORE
78
VOTO LETTORI
80 su 1 voti [ VOTA]
No Fun
Venerdì 8 Giugno 2018, 12.01.45
1
La recensione mi ha molto incuriosito, in particolare il riferimento ai Disembowelment che ho scoperto da poco e che ho trovato veramente affascinanti. Anche il rimando a Gilmour mi prende (diverso effetto mi avrebbe fatto un generico rimando ai Floyd che mi avrebbe fatto temere i barocchismi di Waters). Il genere death/doom spesso non mi convince per l'uso a volte per me poco azzeccato del growl, come ad es nel primo della trilogia degli Swallow the Sun. Il growl secondo me deve essere ben inserito in una solida e pesante trama sonora altrimenti rischia di sbrodolare e diventa ridicolo, a meno che non sia il growl stesso a costituire la base solida della musica, come ad es. nei Worship. Mi sono ascoltato il primo ep di questi Assumption e direi che ci siamo. Adesso passo a questo.
INFORMAZIONI
2018
Everlasting Spew Records
Death / Doom
Tracklist
1. Liberation
2. Resurgence
3. Beholder of the Asteroid Oceans (Part I & II)
Line Up
G. (Voce, Chitarra, Basso, Tastiere, Flauto)
D. (Batteria)
 
RECENSIONI
80
ARTICOLI
05/02/2015
Live Report
ESOTERIC + ABYSMAL GRIEF + FUOCO FATUO + ASSUMPTION
Circolo Colony, Brescia - 31/01/15
 
 
[RSS Valido] Creative Commons License [CSS Valido]