Privacy Policy
 
IN EVIDENZA
Album

Uriah Heep
Living the Dream
Demo

Panni Sporchi
III
CERCA
ULTIMI COMMENTI
FORUM
ARTICOLI
RECENSIONI
NOTIZIE
DISCHI IN USCITA

25/09/18
TO END IT ALL
Scourge of Woman

25/09/18
SINATRAS
God Human Satan

26/09/18
OSSUARY ANEX
Holy Blasphemition

27/09/18
STELLAR DESCENT
The Future is Dark

28/09/18
VULCAIN
Vinyle

28/09/18
LIVEKILL
Turned To Grey

28/09/18
BONEHUNTER
Children of the Atom

28/09/18
WOLFHEART
Constellation of the Black Light

28/09/18
ANAAL NATHRAKH
A New Kind Of Horror

28/09/18
EVILON
Leviathan

CONCERTI

28/09/18
HOUR OF PENANCE
ENJOY CLUB - VICENZA

28/09/18
GRAVEYARD + BOMBUS
ZONA BRONSON - BOLOGNA

28/09/18
THE SECRET + GUESTS
KRAKATOA FEST - TPO - BOLOGNA

28/09/18
EDU FALASCHI
DEFRAG - ROMA

28/09/18
SVLFVR + GUESTS
EXENZIA - PRATO

29/09/18
GRAVEYARD + BOMBUS
BLOOM - MEZZAGO (MI)

29/09/18
EDU FALASCHI + ACID TREE + GUESTS
ARCI TOM - MANTOVA

29/09/18
TORCHIA
KRACH CLUB - MONASTIER (TV)

29/09/18
NWOIBM FEST
GARAGESOUND - BARI

29/09/18
GO! FEST
CSOA SPARTACO - ROMA

Will`O`Wisp - Mot
06/06/2018
( 1371 letture )
I Will’O’Wisp sono una di quelle poche realtà musicali nostrane, in grado di dare alla parola “sperimentazione” una certa compiutezza realizzativa invidiabile di molti altri loro colleghi. Dopo la pubblicazione del mastodontico Iniusto, dato alla stampa tre anni fa sotto l’egida della casa discografica capitanata da Trevor dei Sadist, la Nadir Music, Paolo Puppo e soci, insieme ad altri tantissimi ospiti, fra i quali spicca il nome di Tommy Talamanca, si ripresentano al pubblico con un nuovo lavoro, in cui, sebbene siano decisamente cambiato i contorni tematico-geografici (se nel capitolo precedente ci siamo trovati alle pendici della catena Himalaiana, in questa nuova esperienza veniamo catapultati con i piedi a mollo nella terra fra i due fiumi), la voglia di azzardare con elementi altisonanti e appartenenti a realtà apparentemente inconciliabili, è ancora viva.

Mot, questo il nome scelto per questa ultima pubblicazione, presenta elementi di distacco rispetto la pubblicazione precedente: un minutaggio complessivamente ridotto a soli 35 minuti complessivi e soprattutto, un death metal che, non rinuncia a improvvisi cambiamenti di rotta, ricercatezza e raffinatezza nella struttura dei diversi riff partoriti dalla band, più sferzante e martellante. Nonostante l’impatto sia duro a tutti gli effetti, gli undici pezzi che compongono la tracklist, sono tutti impreziositi dalla presenza di strumenti a fiato, viola e violoncello, percussioni, arpa e le angeliche voci di Benedetta Torre, in grado quest’ultima di irradiare il disco con un atmosfera fuori dalla dimensione terrestre. Il risultato complessivo, sia per chi è poco avvezzo a questo tipo di ricerca musicale, sia per chi ha già saputo masticare l’offerta artistica dei I Will ‘o’ Wisp o altri gruppi simili, è strabiliante; all’interno del disco si respira un’armonia, come se questi elementi, che nella realtà di fatto sono lontani anni luci, fossero nati per convivere in un contesto di musica estrema e rabbiosa. I Will’O’Wispoffrono una lectio magistralis gratuita a tutti quei gruppi che tentano di inserire orchestrazioni o elementi classicheggianti senza sfruttarne al meglio il potenziale che, anzi, alla fine le inabissano sotto riff di chitarra monolitici e senza personalità. In questa occasione invece, la band genovese riesce a erigere a veri protagonisti dell’opera gli elementi più lontani al death metal, senza che questi perdano la propria verve e la propria personalità all’interno di un contesto che riesce comunque a esprimere la sua durezza. Infatti, qui Le chitarre sfornano riff a ripetizione dinamici, rapidi e taglienti e la voce di Deimos riesce a cavalcare bene ogni occasione che gli si presenta con una prestazione sopra le linee, in grado di sbrogliare ogni folle ribaltamento di fronte improvviso che gli si pari davanti; lo stesso si può dire di tutti quegli strumenti a corda e fiato che danno anche un apporto fondamentale in quanto a epicità e teatralità. Composizioni come queste si fanno anche apprezzare grazie ad un minutaggio abbordabile; le canzoni di fatto, contrariamente alle precedenti pubblicazioni, hanno una durata nella media, permettendo a tutti gli elementi esogeni di esprimersi pienamente. Un espediente questo che sicuramente permette una maggiore fruibilità di tutto quanto è stato composto al fine della realizzazione finale di Mot. Il disco, per essere apprezzato nella sua interezza meriterebbe di essere ascoltato per intero, ma all’interno di questo spiccano per distacco Rephaim, con una sezione strumentale davvero accurata e delicata, il duo Hall of the Dead King e Banquet of Eternity per la teatralità espressa, la prima per quella risata malefica che si sente sul finale e la seconda per la cinematografica rappresentazione della incornazione di Hammurabi, la traccia finale MLKM dove la sperimentazione viene esternalizzata al massimo con suoni avvolgenti e la voce femminile a incorniciare il tutto conferendo alla canzone una sua teatralità, in un pezzo che si dimostra comunque estremo; senza poi dimenticarsi delle micidiali Throne of Mekal e Rain of fire in cui musica estrema e i vari elementi atipici che ci accompagnano per tutta la produzione si mescolano in un’ entità sola.

Le conclusioni vengono da sé, Mot è sicuramente la produzione meglio riuscita da parte dei Will’O’Wisp, incoronamento di una ricerca musicale in continua espansione e che finalmente ha trovato la sua massima espressione, anche se le prime due pubblicazioni previe si sono comunque dimostrate di livello e non hanno nulla da invidiare a quest’ultima uscita.



VOTO RECENSORE
88
VOTO LETTORI
92 su 1 voti [ VOTA]
Sicktadone
Domenica 10 Giugno 2018, 13.23.59
4
È stato un piacere enorme, alla prossima!
Carmine
Domenica 10 Giugno 2018, 10.49.16
3
Minchia dopo sta cannonata ne avete ancora? Daje!
w'o'w official
Sabato 9 Giugno 2018, 22.23.44
2
Grazie mille per questa meraviigliosa recensione. Siamo lieti Vi e Ti sia piaciuto! Siamo al lavoro sul prossimo Stay metal. (paolo.oinos, jaco and deimos)
Tatore
Mercoledì 6 Giugno 2018, 22.08.44
1
Lo ascolto già da qualche mesetto e mi trovo d'accordo con la recensione. È in effetti più immediato e diretto rispetto ai precedenti album, ma il tocco molto personale di questo gran gruppo è comunque molto presente. Tutto sommato credo il voto sia giusto. Viva l'Italia
INFORMAZIONI
2018
Nadir Music
Prog Death
Tracklist
1. I’am Pestilence
2. Throne of Mekal
3. The Seven
4. Rephaim
5. Hall of the Dead King
6. Banquet of Eternity
7. Descending the Sheol
8. Those of the Annihilation
9. Kavod
10. Rain of Fire
11. MLKM
Line Up
Deimos (Voce)
Paolo Puppo (Chitarra)
Jacopo Rossi (Basso)
Oinos (Batteria, Tastiera)

Musicisti ospiti:

Daniele Barbarossa (Voce)
Tommy Talamanca (Chitarra)
Andy Marchini (Basso)
Elisabetta Boschi (Flauto)
Micol Picchioni (Arpa)
Gabriele Boschi (Violino)
Tommaso Sansonetti (Timpano)
Gigi Magnozzi (Viola)
Benedetta Torre (Soprano)
 
RECENSIONI
82
83
 
[RSS Valido] Creative Commons License [CSS Valido]