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Rusty Nails - Seasons of Hatred
08/06/2018
( 932 letture )
Fa sempre piacere ascoltare e scoprire nuove band nostrane, specialmente se hanno faticato tanto per arrivare ad una stabilità, dopo ritardi e rallentamenti causati da fattori esterni. I Rusty Nails avevano iniziato la loro avventura nel lontano 2001 sotto il nome di Avatar, tanto per farvi capire che il prodotto che abbiamo tra le mani oggi, intitolato Seasons of Hatred, è il lavoro di una vita. Lasciando alle spalle il passato, concentriamoci su quest'album edito da Sliptrick Records.

Ciò che colpisce fin da subito è l'artwork che riprende a piene mani da Orwell e il suo 1984, ma anche da Lovecraft e il suo Dagon: due universi che hanno profondamente segnato la cultura popolare nel corso del secolo scorso in maniera indelebile. Un rosso vivido apocalittico fa da padrone mentre i media spargono la voce di un dittatore, lLa folla intanto se ne sta ad ascoltare, mentre in lontananza vediamo una creatura demoniaca che attira l'occhio nonostante non sia un elemento in primo piano. Distopia, una società allo sbando e un apocalisse imminente sono gli argomenti trattati dai i nostri. Una base dunque solida. Ma la musica com'è?
Anche da questo lato i Rusty Nails ci propongono una scelta molto interessante: un heavy metal incalzante che non si dimentica delle sue radici ma che è profondamente ancorato al presente mostrando il lato anche a sfumature thrash e power. Minutes of Hatred è un'introduzione brillante che vede la presenza di Luca Guidi, tastierista dei New Horizons. Una calma apparente pervade tutta la traccia prima dell'imminente arrivo di Years of Rage. Il sound della band è duro, potente ed incalzante il giusto, ciò grazie anche al sapiente lavoro dei chitarristi Claudio Della Bruna e Matteo Santoni. La batteria di Federico Viviani non è da meno e crea un tappeto sonoro potente e vario su cui i nostri possono appoggiarsi. Ciò che salta all'orecchio chiaramente è anche il timbro di Paolo Billi debitore di Stu Block (Iced Earth), Warrel Dane (Nevermore) e in certi casi anche Bruce Dickinson. Un scelta vincente in quanto il nostro si destreggia bene tra i vari registri vocali ma sicuramente spiazzante per chi ricerca un timbro più sporco ed aggressivo. Billi infatti si trova più a suo agio nei registri medio alti come Years of Rage ma quando tende all'acuto come nella successiva Day of Punishment o in Dagon, il nostro mostra il lato a più di un imperfezione che va a minare la qualità complessiva dell'album. Ciò non toglie che il lavoro fatto dai nostri sia in ogni caso di elevata fattura, basti ascoltare The Outer Lords che presenta un inizio fulminante con un ottimo assolo di chitarra che va ad incastrarsi in maniera perfetta con la batteria di Viviani. Otto minuti che volano. La conclusiva The End of All Days è un po' un riassunto di tutto l'album in quanto si sentono tutte le influenze della band, dagli Iced Earth ai Sanctuary, fino agli Iron Maiden. Il tutto però rielaborato attraverso un sound più cupo e oscuro.

In definitiva Seasons of Hatred è un album da premiare in quasi tutti i suoi aspetti. Rispettoso del passato ma perfettamente al passo coi tempi ci presenta una band coesa che va a diritta al punto suonando dell'ottimo heavy metal. Il che non fa mai male.



VOTO RECENSORE
85
VOTO LETTORI
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INFORMAZIONI
2018
Sliptrick Records
Heavy
Tracklist
1. Minutes of Hatred
2. Years of Rage
3. Day of Punishment
4. Dagon
5. Mind Control
6. Out of this World
7. The Outer Lords
8. The End of All Days
Line Up
Paolo Billi (Voce)
Claudio della Bruna (Chitarra)
Matteo Santoni (Chitarra)
Alessandro Crecchi (Basso)
Federico Viviani (Batteria)
 
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