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The Hellacopters - Payin` the Dues
09/06/2018
( 603 letture )
C'è un prima e un dopo nella carriera degli svedesi The Hellacopters rappresentato dall'uscita dal gruppo della personalità ingombrante di Dregen. Il chitarrista di Nässjö è indubbiamente la figura più importante dei primi due dischi della band in questione assieme al cofondatore e batterista degli Entombed, Nicke Andersson. Successivamente all'uscita di Payin' the Dues, Andreas Tyrone Svensson in arte Dregen, decide di lasciare i compagni d'avventura per dedicarsi maggiormente alla sua creatura, ovverosia i Backyard Babies. Payin' the Dues perciò, al pari del suo predecessore Supershitty to the Max! (album amatissimo in patria e persino vincitore di un Grammy), mette in mostra un sound perfetto per gli amanti del garage, basta notare la produzione di Tomas Skogsberg e di Anders Lindström che non fa niente per nasconderlo, peraltro il contributo di quest'ultimo al pianoforte è minuziosamente inserito in alcune canzoni. Le chiare reminiscenze punk portate avanti dall'amore per il genere del frontman, ma anche e soprattutto dall'energia della sezione ritmica affidata al duo Håkansson/Eriksson fa sì che i brani siano brevi, veloci, festaioli con gli assolo di chitarra a rappresentare i momenti più sfacciati ed adrenalinici del platter.

Le 10 tracks vanno inghiottite in un sol boccone: poco meno di 29 minuti di puro divertimento sulle note dell'infuocata opener You Are Nothin', smorzata solo parzialmente dal ritornello col simpatico apporto del tamburello; si prosegue sui fischi delle acide chitarre di Like No Other Man, con l'entusiasmante prova iraconda del singer e lo spadroneggiante basso a fare da contorno. Looking at Me inganna proponendo ritmi e suoni maggiormente friendly, ma è solo un fuoco di paglia poiché la successiva Riot on the Rocks riporta gli standard sonori in linea con gli amplificatori sparati al massimo del pezzo, inoltre l'armonica di Peder Criss gli dona un tocco punk vintage tipico di artisti quali i Social Distortion. Hey! sarebbe stato un brano perfetto per i college movies americani di quegli anni, da inserire in loop dal dj nei party sballanti pre-maturità e pure Soul Seller non scherza in quanto a caos, soprattutto sul fantastico finale movimentato. Where the Action Is è se possibile ancor più cazzuta, dotata di una costruzione strofa/ritornello impeccabile, spezzettata a più riprese dagli assolo al cardiopalma di Dregen. Su Twist Action la carica del rock'n'roll è servita su un piatto d'argento dalla stralunata batteria e dal canto stemperato di Andersson sopra un sound ovattato. Infine Calapso Nervioso e Psyched Out & Furios sperimentano: la prima è un tentativo di cambiamento, di offuscamento dei suoni espressi sinora tramite l'introduzione di atmosfere tenebrose ed allucinogene; mentre sulla track conclusiva la vena punk si smorza leggermente in favore dello street tipico di fine 80. L'assolo di Dregen è semplicemente leggendario.

Come anticipato, lo split del chitarrista solista porterà ad un mutamento di stile sostanziale da parte dei The Hellacopters, i quali già dal successivo Grande Rock mostreranno una nuova forte propensione per l'hard rock settantiano che li farà in parte accantonare la vena garage rock/garage punk dei primi due album. Ciò non inficerà affatto sulla qualità della musica proposta, anche grazie allo straordinario lavoro di Anders Lindström, il quale poco dopo diverrà finalmente membro effettivo della band. Sta di fatto che gli spunti solisti indimenticabili di Dregen rendono Payin' the Dues adattissimo a serate di devastazione totale, a feste studentesche a base di alcool, ma anche a viaggi on the road senza una destinazione precisa. Tutte attività che necessitano dell'inebriante sottofondo dei primi The Hellacopters.



VOTO RECENSORE
82
VOTO LETTORI
83.33 su 3 voti [ VOTA]
Hagen
Mercoledì 13 Giugno 2018, 20.50.29
7
Album da NON ascoltare in macchina se non si vuole una multa per eccesso di velocità
Pacino
Lunedì 11 Giugno 2018, 17.03.15
6
Fantastico, adrenalinico. Voto 85
Rob Fleming
Domenica 10 Giugno 2018, 10.17.41
5
Veramente bellissimo. In quel periodo il rock and roll erano loro, i magnifici Backyard Babies e pochi altri. 85
Metal Shock
Domenica 10 Giugno 2018, 9.59.52
4
Ennesimo disco spettacolare della band di Nicke, l'ultimo con Dregen e si sente perché poi il gruppo virera' su lidi più Kissiani e anni 70', buoni assolutamente, ma qui siamo su un'altra pianeta.
duke
Sabato 9 Giugno 2018, 23.48.50
3
disco splendido.....e band spettacolare...
VomitSelf
Sabato 9 Giugno 2018, 19.32.03
2
Gran disco. Anche se a mio avviso il primo rimane imbattibile. 80
Enrisixx
Sabato 9 Giugno 2018, 14.34.49
1
Grandissimo album !!!! Voto 90
INFORMAZIONI
1997
White Jazz/Toy’s Factory/Sub Pop
Hard Rock
Tracklist
1. You Are Nothin'
2. Like No Other Man
3. Looking at Me
4. Riot on the Rocks
5. Hey!
6. Soulseller
7. Where the Action Is
8. Twist Action
9. Colapso Nervioso
10. Psyched Out & Furious
Line Up
Nicke Andersson (Voce, Chitarra, Batteria, Percussioni)
Dregen (Chitarra, Percussioni, Cori)
Kenny Håkansson (Basso)
Robert Eriksson (Batteria)

Musicisti Ospiti:
The Prank Posse (Cori nelle tracce 4, 7)
Ross the Boss (Chitarra nella traccia 10)
Anders Lindström (Pianoforte, Chitarra)
Peder Criss (Armonica nella traccia 4)
 
RECENSIONI
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