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Uzeda - Out of Colours
10/06/2018
( 438 letture )
Si può essere l'unico gruppo italiano, assieme alla Premiata Forneria Marconi, ad essere invitato allo storico programma del disc jockey londinese John Peel, alla BBC, nonché l'unico gruppo italiano ad aver visto pubblicate le registrazioni dal vivo delle canzoni eseguite al suddetto programma...e ciò nonostante essere perlopiù sconosciuti al grande pubblico? La risposta, ahinoi, è positiva se si parla dei catanesi Uzeda. Già secoli fa, del resto, si sapeva bene che nessuno è profeta in patria! Eppure, la storia di questa coraggiosa band sicula è più che meritevole di esser riscoperta: formatisi nell'ormai lontano 1987 a Catania e preso il nome da una delle porte cittadine, si distinsero da subito per un sound difficile da categorizzare, a cavallo fra rock sperimentale, new wave, suggestioni punk e qualche spruzzata noise che emergerà soprattutto nei lavori della maturità. Grazie a questa intrigante miscela ed ai consensi raccolti dal vivo, firmarono per l'etichetta romana A.V. Arts, che già nel 1989 diede alle stampe l'esordio discografico, intitolato Out of Colours.

L'album è aperto da Hallucinated Games, titolo che in effetti ben si sposa alle caratteristiche del pezzo e dell'album in generale: l'inizio, dai riff semplici, ma ossessivi, si muove su coordinate post-punk, per poi evolvere verso un sostenuto garage rock ed esplodere dalla metà in poi in un caleidoscopio sonoro dove si mettono in evidenza le strepitose chitarre di Giovanni Nicosia e Agostino Tilotta. Da rimarcare, naturalmente, anche l'ottima interpretazione della cantante Giovanna Cacciola, la cui voce ricorda vagamente quella di un'icona del rock femminile come Joan Jett. Assai più oscura risulta essere Goddamn Thoughts, manifestamente debitrice della new wave soprattutto nelle linee vocali fortemente effettate e suggestive, mentre Angel vede un'eccellente prestazione della sezione ritmica, che sostiene melodie vocali a cavallo fra new wave e rock alternativo. Molto bella si rivela Happy Birthday, pervasa da un'atmosfera malinconica ottimamente sottolineata tanto dalle chitarre, quanto dalla voce, ma è l'atmosferica e sognante Between the Lines a fare la parte della leonessa, con il suo tappeto chitarristico assolutamente imperdibile. Double Dreams farà sussultare gli amanti dei Tool, dato che qui e là il basso del bravissimo Raffaele Gulisano potrà ricordarvi facilmente le celebri pennate di Justin Chancellor, salvo concedersi anche qualche passaggio funk che non guasta mai. Strade di Notte, a dispetto del titolo, non è cantata nella nostra bella lingua madre, ma la bellezza del suo tappeto sonoro consente di “perdonare” con una certa semplicità i nostri amici catanesi. New wave, ma soprattutto psichedelia e space rock dominano nella scanzonata Little Bird, dove va segnalata l'abilità del batterista Davide Oliveri, successivamente al lavoro anche con artisti quali Franco Battiato e Gianna Nannini. Ci avviciniamo verso la fine, ma gli Uzeda hanno ancora voglia di stupirci: l'ombrosa Silent Bay ricorda inizialmentr qualcosa del periodo più cupo del geniale David Bowie, poi si lancia in una rivisitazione acida dei giochi di chitarra blues resi celebri da artisti come Clapton ed Hendrix, esplodendo in un tripudio sonoro che difficilmente lascia indifferenti. A chiudere il lotto provvede infine Big Face, pezzo post-punk vagamente in scia dei Killing Joke, che però, con ogni probabilità, costituisce il brano meno interessante di tutto Out of Colours. Poco male, ad ogni modo.

Con ogni probabilità, gli Uzeda produrranno lavori migliori e più originali di questo, divenendo veri e propri alfieri del noise rock italiano. Ciò nonostante, la bellezza di Out of Colours sta proprio nella sua mescolanza di generi, nella rielaborazione di influenze che pure sono ben intuibili e nella creazione di un interessantissimo gruppo di canzoni dal fascino particolare ed innegabile. Non a caso, i successivi lavori verranno prodotti da un certo Steve Albini, vero e proprio guru della scena alternativa che lavorerà, fra gli altri, con i Nirvana. Immaginate di dover fare un viaggio in macchina, magari notturno...e di mettere come colonna sonora questo disco; sicuramente si tratterà di uno dei viaggi più suggestivi che possiate fare.



VOTO RECENSORE
80
VOTO LETTORI
0 su 0 voti [ VOTA]
Area
Giovedì 14 Giugno 2018, 15.07.25
6
Non ho mai sentito parlare di questi Uzeda, probabilmente perché si tratta di post-punk e non conosco la materia.
Salvo
Martedì 12 Giugno 2018, 17.04.03
5
Gruppo molto sottovalutato che merita tantissimo. Molto pià di quanto hanno raccolto.
gamba.
Lunedì 11 Giugno 2018, 22.46.29
4
li ho ascoltati per la prima volta due settimane fa! immagino siano stati recuperati per via del doppio live del 25/26 maggio in compagnia di june of 44, bhp etc... ed è incredibile che debba scoprire un gruppo del panorama italiano tramite i post di un gruppo americano! mai nemmeno sentiti nominare prima. l'album lo devo ancora approfondire, non esattamente il mio genere ma ci provo. poi il fatto che ad un certo punto della loro carriera entrino a far parte dell'ottimo roster della touch and go attira molto il mio interesse.
freedom
Lunedì 11 Giugno 2018, 14.16.41
3
Catania rules! \m/
InvictuSteele
Domenica 10 Giugno 2018, 13.37.48
2
Bravissimi e sottovalutatissimi, i loro album sono rari purtroppo
Alex Cavani
Domenica 10 Giugno 2018, 12.15.10
1
Madosca gli Uzeda!! Che band e che dischi, ho divorato tutto di questa band, che ascoltavo in coppia con gli One Dimensional Man. Questo disco in particolare non lo ricordo benissimo, se non per Between The Lines che ancor oggi è meravigliosa. A prescindere il voto da 80 in su!
INFORMAZIONI
1989
A.V. Arts
Inclassificabile
Tracklist
1. Hallucinated Games
2. Goddamn Thoughts
3. Angel
4. Happy Birthday
5. Between the Lines
6. Double Dreams
7. Strade Di Notte
8. Little Bird
9. Silent Bay
10. Big Face
Line Up
Giovanna Cacciola (Voce)
Agostino Tilotta (Chitarra)
Giovanni Nicosia (Chitarra)
Raffaele Gulisano (Basso)
Davide Oliveri (Batteria)
 
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