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Freedom Hawk - Beast Remains
12/06/2018
( 265 letture )
Facendo seguito alla ristampa dei primi, introvabili album, i rocker americani Freedom Hawk tornano sulla scena, stavolta con un lavoro di inediti, sempre sotto l'egida della Ripple Music: formatisi nel 2005 a Virginia Beach, questi ragazzoni sono fautori di un hard rock/heavy metal in classico stile anni 70 e si inseriscono dunque nell'ormai nutrito filone revival che negli ultimi anni sta producendo molte band di valore, oltre a qualche gruppo fin troppo manieristico. I nostri odierni amici si inseriscono probabilmente nel mezzo, dal momento che ci hanno finora regalato album ben fatti, godibili e non unicamente copie carbone di lavori più celebri, ma non sono ancora riusciti ad offrirci un lavoro davvero eccellente.

Beast Remains, loro quinto album in studio, non fa eccezione: come i suoi predecessori, si conferma un buon lavoro, a tratti anche molto buono, privo però di quella scintilla, quel qualcosa in più che potrebbe davvero far balzare i Freedom Hawk agli onori della cronaca: ad inaugurare il tutto provvede Solid Gold, la cui valida intro di basso prelude ad un gradevole pezzo a metà fra hard rock e rock classico, ben interpretato dalla voce di T.R. Morton, assai simile a quella di Ozzy Osbourne. Come dicevamo, non si tratta di un brano destinato a passare alla storia, per quanto per correttezza vada detto che funziona alla grande! Danger prosegue sulla falsariga del brano precedente, mescolando indifferentemente passaggi più tipicamente hard rock ed altri ai confini con il metal; esatto, i Sabbath sono influenza preponderante per questo pezzo, non solo per la già citata della somiglianza voce del frontman con quella del Madman. Il basso del bravo Mark Cave è in evidenza anche su Darkness and Light, pezzo più riflessivo dei precedenti, benché a sua volta, tenendo fede al titolo, non si faccia risparmiare alternanza fra passaggi più atmosferici ed altri più incisivi. Brutal Winds, viceversa, è in tutto e per tutto una cavalcata hard & heavy, dove l'influenza del quartetto di Aston si fa davvero soffocante, a tratti, nonostante la canzone in sé sia valida. La title-track prosegue nel solco dei Sabbath, citando però stavolta quelli più “oscuri”, mentre Deep Inside torna a pestar duro con una valida prestazione del batterista Lenny Hines. Coming After You è con ogni probabilità il pezzo migliore dell'album: si snoda infatti attraverso parti più melodiche, altre più pesanti, con influenze che fanno capo sia all'hard rock, sia al classic heavy, con aggiunta di un ottimo assolo da parte del solista Brendan O'Neil. Ben fatto! Si chiude, infine, con Champ, altro valido brano che mette in mostra le abilità tecniche di questi ragazzi.

Come detto, Beast Remains è un altro buon tassello alla discografia dei Freedom Hawk, pur non riuscendo nuovamente ad essere un lavoro davvero superiore alla media: l'influenza dei Sabbath, seppur minore rispetto al passato, a tratti è ancora eccessiva, il che non consente al gruppo di maturare una propria personalità realmente forte. Ciò nonostante, la quinta fatica dei ragazzi di Virginia Beach potrà comunque regalarvi momenti più che piacevoli.



VOTO RECENSORE
69
VOTO LETTORI
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INFORMAZIONI
2018
Ripple Music
Heavy
Tracklist
1. Solid Gold
2. Danger
3. Darkness and Light
4. Brutal Winds
5. Beast Remains
6. Deep Inside
7. Coming After You
8. Champ
Line Up
T.R. Morton (Voce, Chitarra)
Brendan O'Neil (Chitarra)
Mark Cave (Basso)
Lenny Hines (Batteria)
 
RECENSIONI
65
 
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