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Afterhours - Hai Paura del Buio?
16/06/2018
( 1749 letture )
Prima di cominciare la recensione vera e propria, scaglio la prima pietra, un po’ provocatoria, con un estratto breve, schietto, ma quanto mai profetico, di un celebre brano della band di Manuel Agnelli:

Dentro o fuori la televisione?
Meglio artefatto e volgare
o meglio coglione?


Le risposte alla fine.
Ora la musica, il surrealismo, la sperimentazione e uno spaccato storico del Belpaese nella seconda metà degli anni ‘90. Ora, quella voglia inarrestabile e quel desiderio intenso di scuotere dalle fondamenta il rock italiano.

Avrò la mente contorta, lo so, ma non m’importa

L’esistenza di questa formazione, protagonista assoluta della floridissima stagione rock tricolore degli anni ‘90, è sempre gravitata attorno alla figura del suo leader, nonché maggior compositore, Manuel Agnelli, di recente, come un buon 99% dei lettori saprà, membro (attivissimo) della giuria di X-Factor. La band viene fondata a Milano nel 1986 proprio da Agnelli, e si fa conoscere da pubblico e riviste specializzate durante gli anni trascorsi sotto la Toast Records, attraverso la pubblicazione di un EP 45 giri, My Bit Boy (1987), contenente due soli brani in lingua inglese, e un secondo LP, più corposo e ancora in inglese, All the Good Children Go to Hell, uscito l’anno successivo. Nel 1990 assistiamo al passaggio alla più prestigiosa, ma sempre indipendente, Vox Pop (della quale Agnelli è stato fondatore e socio fino alla chiusura), e alla pubblicazione del primo album, During Christine’s Sleep, seguito da Pop Kills Your Soul, che vede peraltro l’entrata in formazione dell’eclettico chitarrista e compagno di una vita Xabier Iriondo, nonché del batterista Giorgio Prette. Con l’uscita, nel 1995, di Germi, viene abbandonato definitivamente l’inglese, ma non la lezione di Lou Reed a favore di un rock trasversale e multiforme come le corde vocali del proprio leader, abbracciante uno spettro di generi coraggioso e ambizioso, affiancato da un innovativo “cut-up borroughsiano” in lingua italiana. Questa “nuova” soluzione sortirà esiti lirico-musicali di prim’ordine in questo Germi, in brani quali la titletrack, Plastilina, la struggente Dentro Marilyn, Siete Proprio dei Pulcini, Pop (una canzone pop) e in uno dei cavalli di battaglia della band, inno generazionale, nonché brano preferito di chi scrive della loro discografia, Ossigeno (traduzione di Oxygen da Pop Kills Your Soul), reso ancor più lacerante nel successivo live album Siam Tre Piccoli Porcellin, serata in cui abbiamo l’onore di poter ascoltare un Agnelli che definire “in stato di grazia” è un eufemismo, come in questa celebre strofa:

Così dolce e fortemente
chiavo la mia mente
È una cosa così sporca
che la farei per niente

In or out baby
Vedo, ma poi ti accarezzo dentro
Il tuo odore è ossigeno
Il tuo odore è ossigeno

È così insano
Dentro i miei occhi
Chi ami è un angelo
Che uccide se lo tocchi

In or out baby
Vedo, ma poi ti accarezzo dentro
Il tuo odore è ossigeno
Il tuo odore è ossigeno


Ma voi direte: Hai Paura del Buio? venne pubblicato nel 1997. Giusto, ma certi lavori necessitano della comprensione dei presupposti che li hanno partoriti; impensabile non contestualizzare culturalmente l’album più noto degli Afterhours, inconcepibile non mettere in luce i “come”, i “quando” e i “perché”, proprio oggi nel 2018, dopo due decenni, ma soprattutto dopo la notorietà acquisita da Manuel Agnelli, fama raggiunta anche tra quei gruppi d’individui, o fasce sociali se preferite, ben più vuote di quelle su cui sputava odio e rabbia nei primi anni ‘90.
Nel 1995, in un’Italia che si accinge ad attraversare il primo fallimento politico di una lunga serie della Seconda Repubblica, la band meneghina si ritrova senza un contratto discografico tra le mani. Le ragioni sono facilmente intuibili: scarso successo di pubblico e di vendite, che sono anche le cause della chiusura di Vox Pop. Un flop totale su tutti i fronti, eccetto l’apprezzamento da parte della critica di settore e di una certa Mina per Dentro Marilyn. Nel 1996 due band “a caso” del panorama alternativo tricolore, Marlene Kuntz e Fluxus, pubblicano altre due stelle polari di questa temperie musicale, rispettivamente Il vile e Non esistere, opere marcate da delle proprie coordinate stilistiche ben definite, ognuna ricoprente un proprio specifico ruolo nella scena italiana e formanti un triangolo equilatero (lati uguali, valore artistico anche) con questo Hai Paura del Buio? che, oltre a raggiungere vette espressive memorabili, gettò le basi per un qualcosa di, diciamolo, formidabile, storico, ma allo stesso tempo volatile. E fu proprio la Mescal, etichetta indipendente di Valerio Soave e del Ligabue pre-Radiofreccia, a scommettere sulla formazione milanese e a farsi carico della pubblicazione del disco. Siamo lontani da ciò che ci hanno propinato tv e social media, siamo lontani anni luce dalla figura dell’Agnelli di quest’ultimo biennio, che col suo sguardo tenebroso manda in visibilio il Forum di Assago durante le finali di X-Factor, un pubblico che forse conosce un paio di versi, ad esser generosi, di una canzone degli Afterhours. Ma questa folla di 15.000 persone, gli Afterhours, li conosce?
Perfidie a parte, chi ha dato vita a questo lavoro definitivo era consapevole del fatto che non avrebbe scalato le classifiche (basti dare un occhio a cosa occupava le prime posizioni in Italia, e non mi riferisco a Ok Computer, l’omonimo dei Blur, o Urban Hymns dei Verve, fossero questi i problemi…), che un loro brano non sarebbe andato in rotazione su MTV fra quello di una boy / girl band e l’altra e che folle oceaniche non sarebbero accorse ai loro concerti, paradossalmente il successo che Ligabue (mettiamoci il cuore in pace…) stava ottenendo nel 1996/1997 con la pubblicazione del live Su e giù da un palco. Tuttavia, di questo ne siamo convinti: mai scommessa fu più azzeccata. E a trarne i benefici siamo stati noi, gli degli Afterhours, volenti o nolenti l’etichetta per la propria gloria futura, ma soprattutto la storia del rock/pop italiano, nella sua accezione più ampia.

Eri la vendetta che porta il suo veleno

I sentimenti più foschi, più rabbiosi e più turpi di Agnelli e dei vari membri vengono veicolati con una sottigliezza più unica che rara in queste 19 tracce formanti un microcosmo socio-culturale, che trascendono il mero aspetto musicale. Erotismo, volgarità, attacchi verbali all’industria discografica, alla borghesia più ipocrita e di facciata (e quanto suonano attuali oggi, questi brani…), alla classe politica. Tutti questi elementi dipingono un quadro grigio come la Milano che si scorge in lontananza, nato sulla scorta (o dalle scorie?) delle derive schizofreniche, tossiche (letteralmente), a tratti demenziali, ma quanto mai lucide, di William Borroughs. Se l’impianto testuale ha come principale punto di riferimento l’opera dello scrittore giramondo del Missouri, lo stesso non si può dire del bagaglio puramente musicale inglobato in questa pietra miliare. Una titletrack strumentale breve ci trascina demenzialmente alla storica doppietta 1.9.9.6/Male di miele: il primo un cupo manifesto noise puntellato da una chitarra acustica, il cui punto di partenza è una bestemmia di Agnelli, e che mette in chiaro solo apparentemente ciò che verrà dopo.

Sei borghese, arrenditi
Gli architetti sono qua
Hanno in mano la città


Appunto, apparentemente. Male di miele, un’autentica bastonata seattliana, definita da sempre la Smells Like Teen Spirit italiana, non a torto, data la similarità nella struttura, se non si considera lo sconvolgente violoncello che sbuca qua e là con fare perverso. Da qui fino alla conclusiva Televisione, è tutta una selezioni di classici del rock alternativo italiano: la morbida e psichedelica Rapace, col sottostante delay sensuale che ci coccola dopo la botta ricevuta dalla violenza sonora sprigionata da Male di miele. Si prosegue con uno dei numerosi inni contenuti qui dentro, Elymania, dai sapori pop col suo violino in primo piano, le due ballate strappalacrime che si sostituiscono alla precedente Dentro Marilyn, Pelle e Voglio una pelle splendida, dalle suggestioni beatlesiane nelle strofe, le tre sfuriate hardcore al fulmicotone ricche di chitarre gonfie e delle urla di Agnelli in primo piano, ossia Dea, Lasciami Leccare l’Adrenalina e Sui Giovani d’Oggi Ci Scatarro Su, e ancora, la doppietta di rock novantiano in cui si sprecano i richiami ad Alice in Chains e Soundgarden, rispettivamente in Punto G e nel terzo (o quarto? O quinto?) anthem, Veleno, forse il brano preferito di quest’album di chi scrive. Da non sottovalutare nemmeno l’emblematica strumentale Terrorswing e il malessere che traspare dalla chitarra di Iriondo e la varie tracce sperimentali, come Simbiosi, Musicista Contabile, Mi Trovo Nuovo e Televisione.

Saltando a piè pari ciò che si diventa poi…

Per concludere, Hai Paura del Buio? è un capolavoro che conosce tanti alti e pochi bassi e del quale dovremmo vantarci... ma credo che questo si fosse già capito. Quando si utilizza questo termine, ne devono essere spiegate anche le ragioni, perché c’è chi plasma ex-novo un qualcosa di non esistente in precedenza, c’è chi perfeziona questo nuovo “materiale” e c’è chi “si limita” a rielaborare la lezione di altri maestri. Gli Afterhours in quest’album toccano tutti questi tre punti: onestamente non ho memoria di qualcuno che allora suonasse nel suolo italico in modo così sperimentale, così completo, inteso come versatile, così “poco” italiano (o “tanto” esterofilo, a seconda dei punti di vista), pur mantenendo saldo un proprio trademark, se non si considerano le band nominate sopra e ci aggiungiamo, per avere un quadro più completo della situazione, Metallo non metallo dei Bluvertigo, uscito nel 1997 per Mescal. Gli Afterhours perfezionano Germi, ne espandono i generi lambiti nel 1995, inglobando una miscela introspettiva (Simbiosi e Punto G), ma al contempo esplosiva (Male di Miele, Dea), e hanno il merito di essere stati tra i primi (e forse gli ultimi..) a farlo in Italia.
Vestito viola, camminate boriose fra adolescenti strillanti e altri siparietti simili lasciamoli segregati negli studi di Sky, per quanto la sua proposta in quel contesto resti del tutto genuina. Un contratto e una visibilità, tuttavia, guadagnati da Agnelli con migliaia di date live negli anni, con il rispetto della critica e di pubblico ottenuto dopo questo Hai Paura del Buio? e con un’attività discografica trentennale posta sempre sul limbo del mainstream e dell’indie, in un’epoca in cui si poteva ancora parlare di indie italico.



VOTO RECENSORE
89
VOTO LETTORI
78.56 su 16 voti [ VOTA]
Mulo
Domenica 8 Luglio 2018, 22.04.29
41
Penso che l’unico gruppo rock (visto che sono sotto una rece degli after escludo il metal) di non “buffoni,venduti” come dite voi sono i Led Zeppelin che nn si sono mai riuniti. Personalmente me ne fotto di tutto ciò e mi godo la musica.
ObscureSolstice
Domenica 8 Luglio 2018, 21.03.00
40
Altro che calma...
No Fun
Sabato 7 Luglio 2018, 13.34.38
39
@duke, ah ah che succede, di solito commenti con una calma che mi ha sempre ricordato il buon big lebowski... che dirti: well, that's just, like, your opinion man...
duke
Sabato 7 Luglio 2018, 12.53.28
38
sia agnelli che morgan sono solo due buffoni che si atteggiano a fare i personaggi snob ed alternativi....ma sono solo due poveracci....
No Fun
Sabato 7 Luglio 2018, 12.47.51
37
Invece io penso che Agnelli non abbia mai voluto fare l'alternativo, anzi ha sempre avuto un atteggiamento un po' snob ma senza prendersi sul serio, anche i testi sono ironici. In TV faceva il suo, Morgan invece mi è sempre sembrato quello che voleva fare il ribelle e anche in tv cercava di fare il personaggio, anche se riconosco che è uno che ama davvero tutta la musica e che ama quello che fa.
Cipmunk
Sabato 7 Luglio 2018, 12.34.53
36
L'alternativo e indipendente di Trastevere...si è dimostrato peggio di tutti gli altri vendendosi per un poco di visibilità in televisione a x factor....Ma Baffanculo và tu e la paura del Buio...
Pink Maggit
Sabato 30 Giugno 2018, 15.32.22
35
Uno dei dischi più belli del rock italiano, un manifesto
Zapbrannigan
Domenica 24 Giugno 2018, 21.30.13
34
Morlok ma taci
Morlock
Giovedì 21 Giugno 2018, 11.07.49
33
Gli do 33 solo perchè non esiste un voto più basso per una delle band con il cantante più montato della storia della musica italiana
Luigi
Mercoledì 20 Giugno 2018, 23.35.49
32
visti live due volte a distanza di dieci anni, due band differenti prima antipatici ma cazzuti precisi allo stesso tempo. Ora un Manuel molto da stadio addirittura osa far cantare il pubblico.
Galilee
Mercoledì 20 Giugno 2018, 15.59.46
31
Spero non alla Metallaro... : D
tino
Mercoledì 20 Giugno 2018, 15.50.28
30
speravo che eri è un congiuntivo alla giggino?
duke
Mercoledì 20 Giugno 2018, 15.32.58
29
obscure...speravo che eri un metallaro....ora vedo che sei un fan della musica leggera italiana....?dai....
ObscureSolstice
Martedì 19 Giugno 2018, 22.13.41
28
duke...che cosa mi combini anche qui...ahi ahi...Mina, il massimale delle voci e cantautrici italiane...duettare con lei capita una volta nella vita
Galilee
Martedì 19 Giugno 2018, 21.49.32
27
Se vivessi di Musica, fossi un cantautore e Mina rifacesse una mia Song, non sarei contento, di più.. cioè cazzo. È una delle piu grandi voci di sempre a livello internazionale. E un artista decisamente con le palle. Mah...
Mulo
Martedì 19 Giugno 2018, 21.45.11
26
Fa i duetti con Mina che sa cantare e ha una gran voce mica con i Moda’.... Poi deve campare pure lui e meglio duettare con Mina e fare tv che sgobbare in fabbrica. Comunque ognuno ha le sue opinioni. Peace&Love
duke
Martedì 19 Giugno 2018, 21.38.01
25
non e' una band che apprezzo molto...poi agnelli che fa trasmissioni tv e duetti con mina non me lo ha reso molto simpatico....comunque sono impressioni personali...se a qualcuno piacciono buon per lui....
Mulo
Martedì 19 Giugno 2018, 21.32.24
24
Duke perdonami ma non ho capito il tuo ragionamento.... Intendi dire che se Mina ha fatto una cover degli Afterhours questi diventano una band di cacca? Se è così non sono d’accordo. X me sono un buonissima band e questo è un grande disco. Voto giusto.
duke
Martedì 19 Giugno 2018, 21.25.30
23
mina ha fatto una cover degli afterhours.....chissa' sarete contenti quando troverete un altra cover sul prossimo cd di mina e celentano?boh....
Giaxomo
Martedì 19 Giugno 2018, 13.14.51
22
@Rush 1981: Dal momento che Germi, peraltro album che conosco a memoria, contiene quattro "traduzioni", una cover e alcuni brani ancora acerbi, direi meno di questo e anche di "Non è per sempre". Te lo dice uno che ascolta Ossigeno in maniera compulsiva da non so quanti anni, trovo molto più maturo e completo "Catartica" dei Marlene, per esempio. Nel caso di "Hai paura del buio" parliamo di un manifesto, Germi non lo definirei tale per quanto sia un lavoro invidiabilissimo! Non lo sto screditando, ci mancherebbe..Un saluto.
Rush 1981
Martedì 19 Giugno 2018, 12.56.46
21
89 ? Direi voto un tantino esagerato...ed allora Germi quanto dovrebbe prendere?
Matteo Renzi
Martedì 19 Giugno 2018, 12.31.05
20
@Silvio Berlusconi: Maremma, ci hai proprio ragione babbo!
VOX POPULI
Martedì 19 Giugno 2018, 1.32.01
19
ame questi fanno venire dupalle grandi come una casa. ..inascoltabili.
Area
Lunedì 18 Giugno 2018, 10.59.15
18
@Giaxomo, L'hai detto! Io nel periodo del primo disco dei Verdena ero un tredicenne che ascoltava tra le tante cose anche i Nirvana e quando vidi i video di Valvonauta prima e di Viba poi impazii ah ah
Giaxomo
Lunedì 18 Giugno 2018, 10.10.21
17
@Area: ... e "Solo un grande sasso" e "Requiem" dei Verdena! Che suoni..
Area
Lunedì 18 Giugno 2018, 8.43.37
16
Non sono mai stato un loro grande fan, però questo é uno dei migliori album Alternative rock italiani al pari de Il Vile dei Marlene Kuntz e il primo omonimo dei Verdena.
Silvio Berlusconi
Lunedì 18 Giugno 2018, 2.35.57
15
per me personalmente sono inascoltabili
Giaxomo
Domenica 17 Giugno 2018, 23.51.40
14
@Kuix79: Non sono la persona più adatta per far classifiche, ma sicuramente "Non è per sempre" rivaleggia con questo (capo)lavoro. Considera il fatto che gli spettava l'infame compito di succedere a "Non hai paura del buio", ma ha passato l'esame alla grandissima...un saluto.
Kuix79
Domenica 17 Giugno 2018, 22.27.59
13
Tra i migliori album di rock alternativo italiano di tutti i tempi. Non raggiunge l'apice di "Non è per Sempre" ma è indubbuiamente un grande classico.
JackFrusc
Domenica 17 Giugno 2018, 10.33.24
12
@zess Addirittura peggio della peste e del colera. Cosa non darei per vedere la mirabolante collezione di dischi di un così brillante critico musicale
Zess
Sabato 16 Giugno 2018, 22.42.23
11
Questi sono peggio del colera e della peste messi assieme.
duke
Sabato 16 Giugno 2018, 21.47.00
10
per i miei gusti non sono un granche'...e poi manuel agnelli mi sta sulle palle....e' piu' forte di me.....sorry....
Galilee
Sabato 16 Giugno 2018, 20.10.58
9
Ci ho provato ma non sono mai riuscito a farmeli piacere. E la voce di Manuel non mi piace.
Giaxomo
Sabato 16 Giugno 2018, 19.08.43
8
@No Fun: ok, ora ho capito meglio la tua domanda. No no, 1996 è un caso particolare, “una tantum” se preferisci. Altrimenti sai che lavoraccio? Se hai voglia/tempo per approfondire la tecnica del “cut-up” leggiti, non come lettura da spiaggia chiariamoci, “E gli ippopotami...”, “La scimmia sulla schiena” e il masterpiece, di cui magari ne conosci la trasposizione cinematografica, “Il pasto nudo”. // @InvictuSteele: non potevi sintetizzare al meglio il mio pensiero... 😉
InvictuSteele
Sabato 16 Giugno 2018, 17.26.35
7
Si può dire di tutto, che ormai gli Afterhours sono stati sdoganati anche tra le bimbette, che Agnelli non sia proprio tutta sta simpatia, che la sua partecipazione a x factor ha fatto storcere il naso a molti, ma non si può negare la bravura di questa band e il talento innato del vocalist. Il miglior rock italiano scorre tra i solchi di questo disco e negli album di questa band.
No Fun
Sabato 16 Giugno 2018, 16.39.29
6
@Giaxomo, sì sì giusto questo, era una cosa che non sapevo questa del cut up, e allora mi ero chiesto se era solo per i testi o se per caso facessero lo stesso di "tagliare e assemblare" anche parti musicali, magari di altri, citandole in maniera originale. Ciao!
Giaxomo
Sabato 16 Giugno 2018, 16.20.49
5
@Alex Cavani / Jack Frusc: grazie a voi, ragazzi! @No Fun: uhm sì, ora che mi ci fai pensare l'analogia fra 1996 e 1969 (che tra l'altro è una delle mie canzoni preferite di sempre) è stata una svista mia abbastanza marchiana, che meritava di essere scritta nel testo della recensione...chiedo perdono! Per quanto riguarda il cut-up direi che si tratta di una tecnica solo testuale 😉 Volevi sapere questo?
No Fun
Sabato 16 Giugno 2018, 16.00.24
4
Conosciuti nel 95 li vidi l'anno dopo a Sonoria e mi piacquero parecchio, per l'attitudine e i testi originali, a differenza dei Bluvertigo che vidi due giorni prima e che cantavano io odio, io sono un eretico, insomma le solite menate senza però, per me, essere convincenti. Poi presi questo e mi piacque proprio tanto, soprattutto "sui giovani d'oggi ci scatarro su" ironia contro la "moda alternativa" , un po' la Punk Is Dead del rock alternativo italiano. @Giax puoi spiegare meglio sta cosa del cut up e dei riferimenti a Burroughs? È un metodo che riguarda solo la composizione e i contenuti dei testi o anche la musica? Perché ad esempio 1996 avevo letto che si rifaceva a 1969 (cut up interno al titolo? ) degli Stooges, però non nel testo quanto nel ritmo della chitarra che però qui è acustica.
Alex Cavani
Sabato 16 Giugno 2018, 15.55.11
3
Recensione bellissima e per me emozionante, perchè in certi punti avrei detto le stesse identiche frasi del recensore. Complimenti! Del disco che dire se non che per un periodo preciso della mia vita l'ho consumato ascoltandolo almeno un paio di volte al giorno. 1.9.9.6. è stato uno dei miei pezzi d'apertura per un anno intero di concerti acustico, quel "porco c****o offenditi" settava subito i canoni di tutte le serate! Condivido il pensiero di @JackFrusc sul brano di Sanremo e soprattutto sull'ultimo disco che - seppur non ci siano veri dischi brutti nella discografia degli AH - ha veramente dei picchi che non sentivo dagli anni '90. Voto 100.
therox68
Sabato 16 Giugno 2018, 13.57.37
2
Credo che il buio mi faccia paura ma questo disco mi terrorizza proprio.
JackFrusc
Sabato 16 Giugno 2018, 12.04.20
1
Disco FONDAMENTALE! Scoprii gli Afterhours con Siam Tre Piccoli Porcellin all’apice del mio “periodo grunge” e recuperai in fretta e furia germi e hai paura del buio, che non considero inferiori a capolavori come vs, vitalogy, in utero, dirt. Di Agnelli non ho mai capito la partecipazione sanremese con un pezzo a dir poco mediocre e certamente indifferente a quel pubblico e questa ambigua farsa televisiva di xfactor, ma è innegabile che sia un artista ispirato e incisivo. Visti live l’ultima volta col tour di padania restano una grande rock band, e anche l’ultimo album non è male. Il mio voto per hai paura del buio è 100
INFORMAZIONI
1997
Mescal
Alternative Rock
Tracklist
1. Hai Paura del Buio?
2. 1.9.9.6.
3. Male di Miele
4. Rapace
5. Elymania
6. Pelle
7. Dea
8. Senza Finestra
9. Simbiosi
10. Voglio una Pelle Splendida
11. Terrorswing
12. Lasciami Leccare l’Adrenalina
13. Punto G
14. Veleno
15. Come Vorrei
16. Questo Pazzo Pazzo Mondo di Tasse
17. Musicista Contabile
18. Sui Giovani d’Oggi Ci Scatarro Su
19. Mi Trovo Nuovo
Line Up
Manuel Agnelli (Voce, Chitarra, Percussioni, Hammond, Pianoforte)
Xabier Iriondo (Chitarra)
Giorgio Prette (Batteria)

Musicisti Ospiti
Alessandro Zerili (Basso)
Dario Ciffo (Violino)
Francesco “Fresco” Cellini (Violoncello)
 
RECENSIONI
 
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