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Spin 1ne 2wo - Spin 1ne 2wo
20/06/2018
( 809 letture )
Quel che poteva essere e non è stato: così si potrebbe sintetizzare Spin 1ne 2wo, primo e unico album dell'omonima band. Già, perché a leggere i nomi presenti in line up c'è da sfregarsi le mani: Paul Carrack (Mike + the Mechanics), il turnista inglese Phil Palmer -il quale vanta collaborazioni con gli artisti più diversi, da Clapton a Dylan ai Pet Shop Boys passando per i nostri Lucio Battisti e Renato Zero solo per citarne alcuni- Steve Ferrone, batterista di Tom Petty e degli Average White Band, e Tony Levin (King Crimson, Bowie, Peter Gabriel, Liquid Tension Experiment e moltissimi altri), semplicemente uno dei migliori bassisti al mondo. L'ensemble di professionisti decide di battezzarsi Spin 1ne 2wo, omaggiando così la fisica quantistica (lo spin è infatti una grandezza associata alle particelle della materia).

Tanti fenomeni vengono riuniti per idea della label: un loro amico che lavorava presso la Sony italiana, Fabrizio Intra, sognava di assemblare questo super gruppo e fece in modo di realizzare un progetto all'apparenza tanto ambizioso quanto difficile da attuare, e invece in un paio di settimane passate nei Metropolis Studios di Londra l'album era finito. Del resto il materiale era già bell'e pronto, in quanto si tratta di dodici cover (la versione in vinile è priva di Black Dog, qui in un'inedita versione strumentale se si escludono i cori) di brani celeberrimi ai quali i nostri hanno semplicemente aggiunto il proprio tocco. E forse proprio qui sta il vero difetto di Spin 1ne 2wo; già perché se da un lato il prodotto in sé è pressoché perfetto non si può negare che manchi di un qualcosa che il solo talento non può rimpiazzare. La versione di Can't Find My Way Home targata Spin 1ne 2wo è famosissima -forse più dell'originale dei Blind Faith- e rappresenta un manifesto importante delle canzoni che giravano in radio negli anni '90, con il Chapman Stick di Levin a ricamare note e quella produzione delicata e pulita (curata dallo stesso Rupert Hine) tipica del periodo, ma una Who Are You per contro non rimane indelebilmente stampata in testa dopo l'ascolto, così come la You Keep Me Hanging On delle Supremes aveva una personalità che qui si fatica a ritrovare anche solo parzialmente. Discorso simile per All Along the Watchtower, pezzo a firma Bob Dylan che nell'interpretazione di Hendrix non teme confronti, o ancora White Room dei Cream; certo, la voce di Carrack è stupenda e le evoluzioni al basso di Levin tengono in piedi gran parte del disco, ma ciò non basta a far entrare nella leggenda una compilation che per quanto apprezzabile non riesce a stupire veramente l'ascoltatore. Del resto questo non era l'intento del gruppo: formalmente ineccepibile, il disco in questione non avrà un seguito anche per le difficoltà organizzative che i vari musicisti, allora presi dagli impegni delle rispettive band, non potevano affrontare in quanto presi da altre priorità; un episodio isolato appunto che sembrerà ai più un puro esercizio di stile, e che per i vari pro e contro risulta di difficile valutazione.

La media tra pregi e difetti comunque -e al netto delle evidenti doti tecniche sparse tra i solchi del platter- non può attestarsi sotto al discreto, in quanto alla fin della fiera il one shot degli Spin 1ne 2wo va preso per quello che effettivamente è: un album di cover nato da un gruppo di amici che suonano canzoni amate da ognuno di loro, senza stress o "ansie da prestazione" particolari e senza l'intenzione di cambiare le regole del gioco; gli originali sono dei capolavori irraggiungibili e i primi a saperlo erano proprio Carrack & Co.



VOTO RECENSORE
70
VOTO LETTORI
75 su 1 voti [ VOTA]
Blessed
Venerdì 22 Giugno 2018, 21.09.32
2
Probabilmente è uno dei più bei dischi di cover mai realizzati, se non il migliore nel complesso. Ricordo che a suo tempo Metal Shock lo stronco’ di brutto
ayreon
Venerdì 22 Giugno 2018, 18.06.48
1
io vorrei ascoltare sempre una cover band cosi',ancora adesso in auto suona che è una meraviglia
INFORMAZIONI
1993
Columbia Records
Rock
Tracklist
1. All Along the Watchtower
2. Can't Find My Way Home
3. Angel
4. White Room
5. Reason to Believe
6. You Keep Me Hanging On
7. Black Dog
8. On the Road Again
9. Feel Like Makin' Love
10. Reeling in the Years
11. Who Are You
12. Kashmir
Line Up
Paul Carrack (Voce, Hammond, Cori)
Phil Palmer (Chitarra)
Rupert Hine (Tastiera, Armonica, Cori)
Tony Levin (Basso, Stick)
Steve Ferrone (Batteria, Percussioni)
 
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