Privacy Policy
 
IN EVIDENZA
Album

Progenie Terrestre Pura
starCross
Demo

Dead Like Juliet
Stranger Shores
CERCA
ULTIMI COMMENTI
FORUM
ARTICOLI
RECENSIONI
NOTIZIE
DISCHI IN USCITA

20/07/18
MUTILATION RITES
Chasm

20/07/18
BLACK ELEPHANT
Cosmic Blues

20/07/18
THE LIONS DAUGHTER
Future Cult

20/07/18
SCARS ON BROADWAY
Dictator

20/07/18
SANDRIDER
Armada

20/07/18
CRYONIC TEMPLE
Deliverance

20/07/18
KHÔRADA
Salt

20/07/18
CEMETERY LUST
Rotting in Piss

23/07/18
ATAVISMA
The Chthonic Rituals

25/07/18
MANTICORA
To Kill To Live To Kill

CONCERTI

19/07/18
MYLES KENNEDY + DORIAN SORRIAUX
TEATRO ROMANO - OSTIA ANTICA (ROMA)

20/07/18
PROTEST THE HERO + GUESTS
ROCK PLANET CLUB - PINARELLA DI CERVIA (RA)

21/07/18
COLONY SUMMER FEST (Day 1)
CENTRO FIERA - MONTICHIARI (BS)

21/07/18
MYLES KENNEDY + DORIAN SORRIAUX
CASTELLO - UDINE

21/07/18
DIVINE METAL FEST
ALTERNATIVE MUSIC CLUB - MONTENERO DI BISACCIA (CB)

21/07/18
MALESSERE FEST
DAGDA LIVE CLUB - RETORBIDO (PV)

22/07/18
RICHIE KOTZEN
ESTATE IN FORTEZZA SANTA BARBARA - PISTOIA

22/07/18
COLONY SUMMER FEST (Day 2)
CENTRO FIERA - MONTICHIARI (BS)

22/07/18
DOYLE
TRAFFIC CLUB - ROMA

22/07/18
VIRVUM + COEXISTENCE + EGO THE ENEMY + GUEST
CIRCOLO SVOLTA - ROZZANO (MI)

Tremonti - A Dying Machine
21/06/2018
( 1839 letture )
Iniziare questa recensione con una presentazione dettagliata della carriera di Mark Tremonti apparirebbe come un insulto alla competenza dei nostri lettori: tra Creed e Alter Bridge il chitarrista nativo di Detroit ha mostrato al mondo il proprio incredibile talento e, se forse è ancora troppo presto per discutere di una sua importanza storica all’interno del rock, poco ci manca, dato che già ora lascia dietro di sé un’eredità di tutto rispetto. Non sazio del materiale rilasciato con questi gruppi decide nel 2011 di formare una band solista, denominata appunto Tremonti, in cui poter incanalare la propria indole prettamente metal che, anche a sua detta, non sarebbe mai stata compatibile con il sound proposto dalle proprie creature; infatti è sempre stato lui l’elemento più improntato verso sonorità metalliche in contrapposizione, ad esempio, ad un Myles Kennedy definito molto più come “rocker”, ergo era inevitabile la creazione di questa “valvola di sfogo” personale, comunemente necessitata dagli artisti più eclettici. Siamo così giunti al quarto lavoro solista, intitolato A Dying Machine, che procede pedissequamente sulla stessa lunghezza d’onda dei precedenti proponendo il solito metal moderno unito a brani più accattivanti e simil-radiofonici, ma quasi sempre di qualità. Il risultato è nuovamente convincente, anzi oseremmo dire ottimo e contribuisce a proseguire la sequenza di album consecutivi riusciti di Mark. La formazione al lavoro è la medesima di sempre, a parte la defezione di Van Halen junior, presente sui due precedenti, rimpiazzato dal chitarrista Eric Friedman in veste eccezionale di bassista (come peraltro fece nell’esordio).

Il songwriting è sempre stato l’arma vincente della carriera di Mark Tremonti, in tutte le proprie declinazioni differenti, e in A Dying Machine esso è nuovamente espresso a notevoli livelli; chi segue il personaggio da anni non può dunque stupirsi di fronte a vere e proprie “bombe” sganciate verso l’ascoltatore, che altro non ha da fare se non goderne i frutti e le emozioni. Possiamo qui aggiungere alcuni spunti a supporto della buona riuscita del platter: una formazione rodata al massimo e rimasta immutata dalla nascita del progetto, una costante evoluzione -in positivo- delle capacità canore di Mark che risulteranno determinanti in molte canzoni e che risentono in parte dell’influenza del compagno Myles, una produzione impeccabile che risalta nettamente rispetto al passato, merito dell’approdo alla Napalm Records, e una formula che è ormai sinonimo di risultato sicuro. Perché il genere proposto dal trio è anche, a suo modo, commerciale e a tratti easy listening; lungi dal farne una colpa, spesso la tentazione di abbassare la valutazione in presenza di prodotti commerciali è facile che prenda il sopravvento, poiché si tende a pensare che un qualcosa costruito per le masse sia più facile da realizzare rispetto ad un qualcosa di ricercato. In verità si tratta di generalizzazioni infelici che siamo felici (passateci il gioco di parole) di smentire proprio con A Dying Machine e con la sua indiscutibile classe partendo giusto dalla prima traccia Bringer of War, canzone perfetta per aprire le danze con quell’arpeggio iniziale che rimanda a sonorità western per poi divenire subito un riff ad alto voltaggio. I ritmi sono già alle stelle, ma Tremonti è perfettamente a suo agio e inanella una serie di prove maiuscole dietro il microfono, cominciando dal ritornello dell’opener veramente azzeccato. La seconda traccia, From the Sky, è un ottimo connubio tra orecchiabilità e qualità con Friedman e Whitlock molto bravi a sostenere il solito bell’assolo di Mark; siamo solo alle prime due canzoni e il livello è molto elevato, ma con la titletrack si va addirittura oltre, mettendo sul piatto la miglior prova dell’album, tellurica ma elegante allo stesso tempo, inserendo addirittura elementi southern al repertorio chitarristico dello statunitense. Eleganza, dicevamo, è l’aggettivo giusto per A Dying Machine, in cui è impossibile trovare un brano non riuscito, e per i Tremonti in generale, molto più che un semplice side project. Su tutte vanno citate anche Trust che strizza l’occhio agli Stone Sour (anche la voce assomiglia a quella di Taylor), l’anthem Throw Them to the Lions con la sua carica genuina e destinata a diventare un punto fermo nelle scalette future del gruppo, tra cui quella del 9 luglio a Milano anteposta allo show di un’altra discreta band che consigliamo di non perdere; The First the Last, ballata pop molto ben fatta che calzerebbe a pennello in un qualsiasi lavoro dei Nickelback, ma che forse farà skippare qualche fan più intransigente, e infine il singolone Take You with Me. Le canzoni non citate sono anch’esse assolutamente degne di più ascolti e non sfigurano in quello che risulta come un album omogeneo e ben assortito (giusto A Lot Like Skin ci è sembrata sotto lo standard, ma ci si ferma qui). Ci teniamo altresì a dire che abbiamo tentato di trovare difetti all’interno di A Dying Machine, anche quelli più trascurabili e di bassa importanza, ma non ce l’abbiamo fatta.

Per concludere, siamo più che soddisfatti di questa nuova release tremontiana e siamo sicuri che sarà apprezzata pure da chi ha storto il naso di fronte all’ultimo The Last Hero della band madre, il quale ha ricevuto pareri un po’ scostanti. Dei Tremonti va evidenziata soprattutto la coerenza e la tenacia con cui proseguono il cammino, il fuoco sacro che anima Mark a continuare su questa via nonostante non ne abbia alcun mero bisogno economico e questo è l’elemento fondamentale che fa capire chiaramente chi compone per passione e chi per business. Appuntamento on stage quest’estate per testare il livello delle nuove composizioni e accertarsi dal vivo dei miglioramenti al microfono sentiti su disco, anche se non abbiamo il minimo dubbio sulla tenuta live di ciò che abbiamo appena gustato e non vediamo l’ora di assaporare una nuova opera di questo enorme musicista.



VOTO RECENSORE
85
VOTO LETTORI
86.5 su 4 voti [ VOTA]
Scorpion
Mercoledì 27 Giugno 2018, 19.51.08
17
Visto anche io a Firenze, e mi chiedo che concerto abbia visto chi lo critica e parla di accozzaglia di generi, ha suonato solamente i pezzi migliori e più heavy soprattutto del disco Cauterize, niente pezzi più easylistening (che comunque gli riesce bene scrivere senza cadere nella pacchianità) e solo due dal nuovo album
Roberto
Lunedì 25 Giugno 2018, 17.12.16
16
@ freedom: condivido parola per parola. Visto a Firenze ha fatto un concertone!
freedom
Sabato 23 Giugno 2018, 10.51.04
15
Non so come si possa affermare che questo ragazzo non sia un grande chitarrista. Può non piacere certo, ma ha talento da vendere.
Metal Shock
Venerdì 22 Giugno 2018, 20.23.06
14
Dopo aver ascoltato il disco confermo il mio primo commento. Il grosso problema, a parte l'eccessiva durata (oramai fare dischi di dieci canzoni sembra un'eufemismo), sono quei break/cori melodici che spezzano il ritmo dei brani sopratutto quelli più duri e sostenuti, finendo con l'affossarne le qualità. Andrebbe bene se fosse una trovata in due tre canzoni, ma praticamente succede in tutte, negli album precedenti ed in quelli degli Alter Bridge. Tremonti dovrebbe variare la sua proposta. Quelli che sotto parlano di Sevenfold ed accozzaglia di note non sanno neanche di cosa parlano.
EVH 5150
Venerdì 22 Giugno 2018, 19.46.12
13
Grandi qualita' chitarristiche ? .... Ma quann mai !
Pepenero
Venerdì 22 Giugno 2018, 19.36.25
12
Solita cozzaglia di note senza senso
Jacksonville Guy
Venerdì 22 Giugno 2018, 16.44.43
11
Tremonti come gli A7X? LOL che gran cazzata!! Anche io ho trovato questo album prodotto troppo frettolosamente (All I Was e soprattutto Cauterize invece sono grandissimi album) ma negare le grandi qualità chitarristiche e compositive di Mark è da hater e sfigati
EVH 5150
Venerdì 22 Giugno 2018, 16.40.50
10
Nel senso che on stage e' un accozzaglia di generi ... Un po come gli Avenged ....
Il Rettiliano
Venerdì 22 Giugno 2018, 15.42.33
9
@EVH 5150: ma in che senso? Hanno suonato male?
EVH 5150
Venerdì 22 Giugno 2018, 11.56.19
8
Grandissima cagata .... Visto tra l altro al Rock Festival Firenze e sta proprio a pezzi .....
freedom
Venerdì 22 Giugno 2018, 11.39.05
7
Ammazza 85 un po' altino effettivamente, però ottimo album senza dubbio. Solo un paio di pezzi così così ma altri veramente validi. Io voto 75. Bravo Mark.
FABRYZ
Venerdì 22 Giugno 2018, 9.29.43
6
Deludente come l ultimo Alter Bridge e il penultimo Dust...sovraesposizione ? E si, anche x me, aldila' del giudizio soggettivo sul disco, voti come 85 sono troppo alti x almeno il 90% della musica che esce oggi
Nòesis
Giovedì 21 Giugno 2018, 22.19.25
5
Lambruscore, non per forza bisogna essere originali per beccarsi voti alti nelle rece. E poi, come detto svariate altre volte, la valutazione è la parte più soggettiva dello scritto 😉😉
AirMaccjo
Giovedì 21 Giugno 2018, 20.40.19
4
Album Spettacolare! Se gli altri album dopo un pò mi stufavano, questo qui invece mi ha rapito subito! Non vedo l'ora di beccarmelo a Trieste di spalla ai Maiden 😃
AirMaccjo
Giovedì 21 Giugno 2018, 20.40.19
3
Album Spettacolare! Se gli altri album dopo un pò mi stufavano, questo qui invece mi ha rapito subito! Non vedo l'ora di beccarmelo a Trieste di spalla ai Maiden 😃
Metal Shock
Giovedì 21 Giugno 2018, 20.23.05
2
Questo lo devo ancora ascoltare ma già il precedente mi era venuto a noia, perché bene o male è sempre la stessa formula degli Alter....troppa carne al fuoco....
LAMBRUSCORE
Giovedì 21 Giugno 2018, 19.53.31
1
Mi sa che vengano regalati voti altissimi a personaggi che scopiazzano avanti e indietro, un 85 a Tremonti non si può davvero vedere
INFORMAZIONI
2018
Napalm Records
Heavy
Tracklist
1. Bringer of War
2. From the Sky
3. A Dying Machine
4. Trust
5. Throw Them to the Lions
6. Make It Hurt
7. Traipse
8. The First the Last
9. A Lot Like Skin
10. The Day When Legions Burned
11. As the Silence Becomes Me
12. Take You with Me
13. Desolation
14. Found
Line Up
Mark Tremonti (Voce, Chitarra)
Eric Friedman (Chitarra, Basso)
Garrett Whitlock (Batteria)
 
RECENSIONI
79
79
85
ARTICOLI
27/04/2016
Intervista
TREMONTI
A modo mio
 
 
[RSS Valido] Creative Commons License [CSS Valido]